mercoledì 9 febbraio 2022

Ai piedi della collina

Dopo l’incontro col misterioso mago, proseguirono verso sud in direzione del Tor della Viverna. Il sentiero si inerpicava lungo le colline i cui pendii si facevano man mano più ripidi. Le impronte degli orchi costeggiavano la pista rimanendo però sempre coperte nella boscaglia. La direzione era certa. Le informazioni fornite dal mago però li facevano avanzare con estrema prudenza.

Arrivati ai piedi della ripida collina, che si stagliava rispetto a quelle circostanti, trovarono uno spiazzo in cui convergevano le diverse tracce e che si apriva ai piedi di una sentiero lungo il fianco della collina. Decisero di fermarsi lì per la notte in attesa di poter catturare qualche truppa in esplorazione e così accadde: all’imbrunire videro dalle loro postazioni scendere 2 orchi e sconfiggerli fu facile.

Oxyuranous usò un incantesimo di cura ferite per riportarne in vita uno e così promise di lasciarlo in vita in cambio di informazioni. L’orco dapprima sembrò restio, ma poi fu convinto a rivelare che facevano parte di una pattuglia di esploratori mandati dalla loro tribù più a nord a razziare la Pista Triboar; sulla collina erano però rimasti solo in quattro (compreso lui ed il loro capo Brughor Mordi-Ascia) e l’ogre. Convennero che non era il caso di esplorare l’accampamento orchesco di notte e decisero di riposarsi, dopo aver legato e imbavagliato l’orco. La mattina seguente provarono ad ottenere qualche altra informazione, perché il fatto che fossero ben armati e vestiti con divise, lasciava presagire la presenza di un contingente ben più grande, ma Oban Kai si lasciò prendere la mano dal suo odio atavico verso gli orchi e gli conficcò una freccia in un occhio; l'orco lanciò un grido lancinante e poi cominciò a contorcersi dal dolore. Il chierico avrebbe voluto curarlo per mantenere la parola data, ma sprecare un altro prezioso incantesimo di guarigione poteva essere molto rischioso, così lo lasciarono morire e poi lo seppellirono velocemente di fianco al compagno.

Prima di partire Ashur consigliò di indossare le pettorine degli orchi per mascherare il loro odore e poi il gruppo si inerpicò lungo il ripido sentiero. Dopo più di un’ora arrivarono sulla cima, dove - sporgendosi senza farsi vedere - trovarono un paesaggio insolito: diversi avvallamenti ricoprivano l’intera superficie, e proprio davanti a loro, ad una quarantina di metri, si apriva una grotta con uno sbuffo di fumo che fuoriusciva dal largo ingresso. Non era presente nessun segno di movimento. Oban Kai si spostò sulla cima per cercare tutt'intorno altre possibili vie di fuga, ma il paesaggio sembrava deserto.

La calma faceva crescere la tensione, anche perché erano consapevoli che se già l'ogre da solo sarebbe stato un nemico difficile da affrontare per il gruppo, la presenza di altri orchi guidati da un capo poteva essere letale. Fu in quel momento che Ashur provò ad inviare a Rael un messaggio per richiedere il suo aiuto...

venerdì 21 gennaio 2022

Cercando orchi...


Scappati fortunosamente dal drago a Thundertree, il gruppo tornò a Phandalin. Dato che i marchi rossi sembravano troppo forti da sconfiggere per ora, non rimaneva che andare alla ricerca dei nani e di Iarno dagli orchi, lungo la pista Triboar a nord-est. I due giorni di cammino lungo la pista scorsero tranquilli; da quando la zona aveva ripreso una certa vitalità non era raro incontrare mercanti da Yartar o tracce di cacciatori e minatori che si inoltravano in piste verso la foresta o verso le colline, nonostante la zona fosse pericolosa per via dei pelleverde ancora presenti. Rael sarebbe però rimasto in paese, colto da un lieve malore (ogni riferimento a fatti o nomi accaduti è puramente casuale. ndM).

Arrivati a Baccalauro, un minuscolo paese abbandonato lungo la pista principale che sembrava aver avuto un passato florido come stazione di posta prima delle montagne a est, videro i segni evidenti di due sentieri che si inoltravano uno a nord e l’altro a sud. Da questa parte, a circa una trentina di chilometri, spiccava una collina più alta, dalle pareti ripide. Dalle descrizioni ricevute da Harbin Wester si trattava chiaramente di Tor della Viverna, un tempo nido e luogo di caccia di un gruppo di viverne che erano però state sconfitte da eroi in un passato non del tutto dimenticato. Di tracce di orchi però, neanche l’ombra...

Si diressero verso sud, decidendo di accamparsi a lato della pista che lentamente risaliva il fondovalle tra le colline. L’aria risultava inaspettatamente fredda per una notte di primavera, ma decisero di non accendere fuochi per non attirare l’attenzione di eventuali abitanti della zona. Sul fare dell’alba però, durante il turno di guardia di Oban Kai, Ashur, appena sveglio per fare compagnia al guerriero, venne colpito da uno di due giavellotti scagliati dalla boscaglia. I due non ebbero nemmeno il tempo di rendersi conto dell’accaduto che due orchi furono su di loro. Anche Oxyouranus si era svegliato per il trambusto e preso lo scudo si era diretto verso l’orco su Ashur, scagliandogli un dardo infuocato. Ashur, ferito, colse l’occasione per allontanarsi dal combattimento, e così fece anche Oban Kai, che con due fendenti ben assestati aveva eliminato l’orco su di lui e si era allontanato per studiare la situazione. Oxyouranus, rimasto solo con l’orco rimasto vivo, cadde sotto un colpo ben assestato della sua ascia bipenne, il quale rivolse la sua ira verso Ashur. Una serie di colpi ben assestati del monaco però lo mandò a terra, ma non c’era tempo da perdere: il compagno draconide era svenuto e andava guarito. L’elfo decise allora di utilizzare l’ultima pozione di guarigione in loro possesso per il compagno, prima di concedersi un’altra ora per riprendersi dalle ferite. Decisero poi di ripartire verso sud, costeggiando la pista; Oban Kai aveva notato che anche gli orchi si erano sapientemente mossi in questa maniera e pateva il modo migliore per evitare di lasciare tracce.

Poco prima di mezzogiorno incrociarono da lontano le rovine di quella che doveva essere stata una torre di avvistamento. Decisero di avvicinarsi con cautela nascosti nella vegetazione, temendo la presenza degli orchi e mentre l’elfo li guidava tra la boscaglia il chierico ebbe modo di guardare la struttura con più attenzione. Le mura che un tempo dovevano aver circondato il cortile all’interno della quale sorgeva la torre erano praticamente sbriciolate, lasciando intravedere una tenda da campo di un rosso sgargiante piantata all’interno; della torre era rimasto solo un rudere.


Oban Kai avrebbe voluto proseguire, ma il chierico ed il monaco avevano paura di chiudersi la via di fuga e così Ashur propose di andare a dare un'occhiata travestito da orco, grazie alla sua borsa dei trucchi. Si cosparse la faccia di un colore verde-brunastro e indossò l'armatura di pelle che aveva preso dai corpi degli orchi, prima di nasconderli alla vista. Con Oxyouranus avevano poi escogitato un piano: il draconide avrebbe fatto finta di essere un suo prigioniero ed il monaco l'avrebbe inseguito strattonandolo; nessuno dei due comprendeva l'orchesco, ma almeno sarebbero potuti arrivare in prossimità della tenda per capire come era fatto l'avamposto. L'elfo intanto li avrebbe seguiti con lo sguardo rimanendo nascosto nella boscaglia, fino a che non avessero raggiunto la sommità della lenta salita che portava alla torre. Man mano che i due salivano notarono che il luogo era tranquillo. Le rovine erano deserte, e in mezzo al cortile si trovava un pozzo tenuto in buono stato a qualche metro dalla tenda. La torre invece si trovava sulla destra, a una dozzina di metri ed versava chiaramente in pessimo stato. Si diressero verso la tenda, ma appena si avvicinarono un gruppo di nove zombie sbucò dalle rovine della torre avanzando lentamente verso di loro. Ashur ebbe il tempo di raggiungere la tenda per affacciarsi dentro, dove vide un umano corpulento di spalle, vestito con un lungo abito color porpora e un tatuaggio nella testa rasata, mentre il chierico aveva già sfoderato il suo simbolo sacro scacciando sette zombie. Intanto Oban Kai aveva deciso di seguire furtivamente i compagni giunti alla sommità della salita, cercando di rimanere coperto dalle rocce lungo le pareti laterali, ma quando arrivò in cima l'uomo era già uscito dalla tenda e si stava rivolgendo ai due intrusi: "Ma...che succede? Chi siete e cosa volete da me?". I due compagni dichiararono le loro intenzioni e l'uomo, vestito molto elegantemente, bloccò gli zombie pronunciando una formula in un linguaggio incomprensibile. Poi si presentò come Hamun Kost, un ricercatore che proveniva da lontano e si era stanziato in quel luogo per esplorare la zona. Oxyouranus intuì dal suo tagliare corto che l'uomo non voleva rivelare di più sul suo conto, ma anche lui conosceva il pericolo degli orchi stanziati a Tor della Viverna, e disse che sarebbe stato disposto a ricompensare il gruppo se avessero debellato l'area dai razziatori pelleverde. Purtroppo non aveva altre informazioni, perché la presenza degli zombie li aveva sempre tenuti alla larga da lì, ma si ricordava di aver sentito una volta alcuni orchi parlare di un ogre presente tra le loro fila.

In realtà aveva anche un altro lavoretto da far sbrigare loro se avessero voluto, aveva bisogno di un'informazione da chiedere a qualcuno nel bosco al di là di Baccalauro, ma si trattava di un compito meno urgente (anche se questo gli avrebbe effettivamente consentito di andarsene da quel luogo).

Non rimaneva che proseguire verso sud. Verso le 17-18 sarebbero riusciti ad arrivare alle pendici di Tor della Viverna.

giovedì 20 gennaio 2022

Fuga da Thundertree

Erano partiti verso il bosco di Neverwinter alla ricerca del druido Reidoth, come suggeritogli da Quelline Alderleaf. Non si sentivano ancora pronti per seguire l’unica pista certa che avevano trovato, ossia il nascondiglio dei Marchi Rossi nellle rovine del vecchio maniero Tresendar. Preferivano cercare informazioni sulle altre piste (gli orchi a nord-est lungo la pista Triboar e a Tor della Viverna, il nano Gundren e i suoi fratelli, Iarno, il mago amico si Sildar), ed il druido era la persona che faceva al caso loro, conoscendo a menadito la zona.


Decisero di partire a piedi direttamente verso nord: avrebbero costeggiato la foresta fino al fiume e poi avrebbero cercato le rovine di Thindertree dove il druido era diretto per certi suoi studi.

Passare per la strada sterrata avrebbe reso il viaggio più sicuro ma anche più lungo, e non avevano a disposizione cavalli per muoversi agili.


Il viaggio comunque andò bene, senza troppi inconvenienti tranne qualche bestia incontrata al margine della foresta. Almeno fino alle rovine del villaggio.

Trovato il villaggio in rovina infatti, si addentrarono lungo la via principale costeggiata da case decadenti ormai riconquistate da una vegetazione rigogliosissima. Sulla loro destra, in cima ad una bassa collina, una torre diroccata ma con le pareti ancora alte più di 9 metri.

L’unica costruzione che sembrava aver resistito al tempo era la bassa struttura merlata a sinistra della strada di ingresso al villaggio, che riconobbero essere stata una caserma o comunque una struttura militare.

Dalla piazza antistante altre due vie proseguivano verso sud, ma la ricca vegetazione ostacolava lo sguardo, tanto che le pareti delle strutture rimaste in piedi ricoperte di vegetazione si confondevano con alberi e arbusti.

Provarono ad urlare il nome del druido, ma senza alcuna risposta. 

Ad una prima occhiata il paese sembrava deserto.

I loro richiami però avevano attirato l’attenzione di un ospite speciale: dalla torre sulla collina infatti un giovane drago verde si alzò in volo per chiedere al gruppo il motivo della loro visita. Il gruppo tentennò, cercando di mentirgli ma quando il drago se ne accorse approfittò della sua posizione di vantaggio per divertirsi un po’ con loro. Capito che stavano giocando col fuoco, gli eroi decisero di trovare un rifugio temporaneo dentro alla caserma, ma qui fecero un’altra sorprendente scoperta: all’interno della struttura vi erano 5 zombi vestiti  da guardie che li attaccarono a vista.

La scelta era se trattare col drago (perché di combatterlo non era proprio il caso) oppure affrontare gli zombi. Mentre Oban Kai e Oxyouranus si facevano strada all’interno della struttura, Rael e Ashur provarono a imbonirsi il nemico più ostico, ricoprendosi però solo di ridicolo (non infierisco sul far ballare Rael e Ashur…ndM).

Mentre lo scontro con i non morti volgeva a loro vantaggio grazie al potere dello scacciare del chierico, si presentò l’unica occasione di fuga: Ashur rivelò distrattamente al drago che erano arrivati lì per cercare un druido di nome Reidoth. La notizia mise pensiero al drago, che - per essere sicuro che non ci fosse un intruso nel suo territorio - volò velocemente verso sud scrutando le rovine.

Il gruppo riuscì così a scappare a gambe levate dalla brutta situazione in cui si erano cacciati. Non avevano trovato Reidoth, ma almeno erano ancora vivi!

mercoledì 1 dicembre 2021

HQ25, TseuQuesT e mamma Hasbro...


Faccio il punto della (nostra) situazione qui, perché poi in chat i messaggi si perdono e ci scordiamo le cose.

Breve riassunto della ormai arcinota vicenda: 7 anni fa GameZone/Ludofilia/Dionisio Rubio Gil lancia un remake di HQ per il 25° anniversario. Prima su KS (che saggiamente, col senno di poi, rifiuta per le poche garanzie offerte da Hasbro), poi su Verkami (anch'ea rinunciataria), poi u Lanzanos, raccogliendo circa 680.000€ (!).
Anche noi caschiamo in quella che si rivelerà una truffa, con un pledge livello 3 per me da 110€ (a cui aggiungo le tiles aggiuntive da 22€, tolte poi in pledge manager in cambio delle spese di spedizione di 35,80€), ed uno base per il gruppo da 65€ (mi pare non ci fosse stato Teo perché ne aveva acquistata una personale).

Dopo anni di bugie parte un'azione legale a cui io ho partecipato e a cui sto tutt'ora partecipando (all'inizio per riavere i soldi, ma poi, quando sono emerse alcune verità - perché Ludofilia si è rivelata insolvente rispetto diversi fornitori e dipendenti... - per non consentire a 'sto tizio di continuare a fare lo splendido truffando la gente, perché il sito GameZone è ancora attivo e ha mandato pure le mail per gli sconti del Black Friday...), GameZone manda una mail in cui dichiara che sarà possibile, per i backers di HQ25 (ora ribattezzato dal minchione spagnolo TseuQuesT - "babba bia"...), richiedere una copia di HQ di Hasbro in inglese (ma 1 sola per backers/ordine), in cambio di una copia di HQ25, in seguito ad un accordo con la Hasbro, e tutto alla modica cifra di 20,80€ (Dionisio dice per la spedizione...) da addebitare direttamente sul PayPal peronale di Dionsio Rubio Gil.

Nei forum scatta il caos: altra pirlata del pelato di Siviglia? Possibile che Hasbro non dica nulla sull'uso del suo marchio in una mail di uno indagato per truffa? Vengono interepellate direttamente le sue divisioni nazionali, finché Habro non risponde: è tutto vero (???)! In cambio della rinuncia da parte di Ludofilia del marchio Heroquest in Spagna (altrimenti non avrebbe potuto commercializzare il nuovo HQ in Spagna), Hasbro ha concesso un numero indefinito di copie a Ludofilia, spedendo direttamente le copie dal uo magazzino di Siviglia.

questo punto le cose sembrano chiare, ma conoscendo il soggetto sui forum sorgono dubbi:

- Dionisio ha fissato (senza spiegarne il motivo) la scadenza per fare richiesta di cambio, al 19 dicembre;

- perché allora chiedere altre 20,80€ di spedizione (che poi si riveleranno aggiuntive di altre 5,85€) ???;

- perché sul conto personale? Con quali garanzie pagare direttamente un utente PayPal, che potrebbe avere un giroconto e intascarsi i soldi senza dover rispondere a nessuno (perché le clausole di PP hanno dei margini in cui i "furbacchioni" poono muoversi abilmente...)?

Ma soprattutto per noi:

- Ha senso, a ridosso dell'ormai certissima uscita di HQ Hasbro in italiano (dichiarata da Hasbro per fine febbraio 2022)spendere altri 26-27€ per una copia del base in inglese (che non sappiamo nemmeno quando arriverà)? E poi cosa ce ne facciamo? Rivenderlo? E' vero che sarebbe come averlo pagato 65€ (+26-27€), e male che vada rientreremmo di quella cifra, ma poi chi lo piazza? (Io non ne ho voglia di sbattermi per uno scatolone così ingombrante...). E lo si piazzerebbe facilmente? (Non sappiamo se verrà realmente spedito, figuriamoci quando...).

Insomma, rimangono diversi dubbi...

Considerando anche che, accettando lo scambio, si perderebbe la possibilità di continuare a partecipare all'azione collettiva contro Ludoilia/Dionisio...

Se magari ciascuno scrive la sua posizione come commento, "fissiamo" la questione (ricordo entro il 19 dicembre!).

Thanks

PS: Dionisio non ha perso l'occasione per garantire che TseuQuesT uscirà entro aprile 2022...ma si può? (Grafica col logo HQ25 da cambiare, materiale cartaceo ancora da produrre... Sempre poi che le miniature lo siano state veramente, e soprattutto che missioni e regolamento siano stati scritti...). Ovviamente NON parla delle localizzazioni in lingua, ma intanto la versione italiana è sparita dai preordini sul sito (si, incredibile, ancora attivo e funzionante!!!).

giovedì 18 novembre 2021

Piccolo Pip cucciolo eroico

Dopo aver passato la notte a leccarsi le ferite in taverna, la mattina decisero di dirigersi verso la Borsa dei Minatori per cercare altri indizi, con la scusa della valutazione della statuetta di giada a forma di rana trovata nel rifugio dei goblin. La responsabile, una donna di mezz'età di nome Halia dai modi inaspettatamente raffinati per un paese di confine come Phandalin, rimase incuriosita dall'ispezione del manufatto, dato che sicuramente non era di fattura goblinoide né proveniva dalla zona (tanto che il gruppo capì che il suo interesse si spingeva ben oltre dal valore in sé, stimato sulle 40 monete d'oro).

Intanto la discussione virò sui Marchi Rossi e sul borgomastro Harbin Wester; Halia non nascondeva la bassa considerazione dell'uomo alla guida della città, considerandolo un pavido che sapeva solo fare promesse senza concretizzare nulla. Nelle elezioni annuali lei si era presentata diverse volte come alternativa ad Harbin, ma purtroppo la sua influenza si estendeva principalmente sui minatori e i cacciatori che non vivevano nei territori del paese.
In compenso però aveva saputo che i Marchi Rossi avevano la loro base nel Maniero Tresendar (ecco perché erano stabili all'osteria del Gigante Addormentato) e sarebbe stata molto contenta se avessero sconfitto il loro capo, che si faceva chiamare Bastone di Vetro, e le avessero consegnato tutti i documenti in suo possesso (i personaggi dedussero che avrebbe potuto sfruttare a suo vantaggio le conoscenze delle rotte commerciali in possesso dei banditi). I malviventi non avevano ancora compiuto nessun atto dichiaratamente criminale, ma le loro angherie stavano spaventando gli abitanti della zona e avrebbero sicuramente compromesso anche i suoi affari. Per questo lavoro avrebbe potuto pagare ben 100 monete d'oro, e per invitare il gruppo a suggellare l'accordo propose di pagare la statuetta di giada 50 monete d'oro. Purtroppo però né lei né il borgomastro avevano alcuna mappa del maniero, dato che gli unici dati catastali in suo possesso erano quelli riferiti alle concessioni minerarie, mentre quelli di Harbin consistevano negli appezzamenti cittadini.

Essendo ancora pieno mattino, il gruppo si prese del tempo per pensare, sapendo che l'offerta sulla statua sarebbe durata fino al tramonto, e tornò in taverna dove aveva dato appuntamento a Sildar che nel mentre aveva deciso di stabilirsi nella casa del borgomastro, essendo un membro ufficiale dell'Alleanza dei Lord. 

Nel mentre ebbero il tempo di visitare anche il tempio in costruzione nella piazza a fianco della taverna. La chierica, un'elfa che i aceva chiamare Sorella Garaele devota a Tymora, stava tirando su i muretti un po' alla volta, cercando devoti tra i popolani. Non aveva pozioni nè pergamene perché Tymora, dea della buona sorte e della prosperità, era una divinità semplice particolarmente diffusa nelle campagne e nelle terre di confine.

Sildar ribadiva l'importanza di trovare Iarno e Gundren, ma gli indizi riguardo queste due piste si fermavano alla presenza degli orchi a Tor della Viverna, a nord-est.
Ad Oban Kai venne però in mente di chiedere all'oste se conoscesse qualcuno che sapesse ricostruire la mappa del maniero, ma Toblen rispose che nemmeno ai ragazzini era permesso andarci perché era un luogo ormai abbandonato da tantissimi anni e quindi pericoloso, sia per la scarsa stabilità della struttura, sia per la possibilità che la zona fosse abitata da animali selvatici. Il filgio Pip però, interrogato a riguardo, rispose che lui ed il suo amico Carp Alderleaf spesso andavano a giocare nella foresta proprio ai piedi della collina su cui sorgeva il maniero diroccato, e che forse Carp conosceva meglio la zona; in cambio di una mela caramellata li avrebbe accompagnati volentieri da lui.

Arrivati alla fattoria Alderleaf vennero accolti da una gioviale halfling di mezza età di nome Qelline, che andò subito a chiamare il figlio Carp. Questi - ma senza farsi sentire dalla madre - confessò di aver visto una volta dei brutti tizi parlare con due banditi con i mantelli ro
ssi vicini ad una grotta nella foresta ai piedi del maniero. Aveva avuto paura ed era scappato senza farsi vedere, ma da quel giorno non era più tornato in quella zona.

Quando poi le chiesero qualcosa riguardo alla morfologia e topografia della zona, Qelline suggerì di cercare il druido Reidoth, che viveva nella foresta a nord, a circa 2 giorni di cammino.

Ora il gruppo aveva un punto di partenza per affrontare i Marchi Rossi, ma sarebbe bastato per sconfiggere i Marchi Rossi? O forse sarebbe stato meglio chiedere informazioni al vecchio Reidoth?

lunedì 8 novembre 2021

Le phiste di Phandalin


La mattina Oxyouranus, dopo aver pregato, svegliò Sildar e curò Billy e lo straniero, il quale raccontò di chiamarsi Ashur e di essere un monaco dell’Ordine dei Pilastri caduto in un’imboscata goblin mentre si dirigeva a Phandalin in seguito ad una lettera d’aiuto arrivata al suo monastero, situato sulle montagne a sud del villaggio. Nel corso della mattinata Oban-kai e Rael tornarono con un carro e gli inservienti di Linene per caricare la refurtiva ritrovata della compagnia dello Scudo del Leone, e per il tramonto erano riusciti a rientrare in paese.

Dopo essersi rifocillati alla locanda Stonehill e aver fatto il punto della situazione, Sildar invitò tutti ad accompagnarlo dal borgomastro: in qualità di membro dell’Alleanza dei Lord avrebbe chiesto ospitalità presso di lui, ma intanto c’erano alcune questioni da chiarire.

Arrivati nella vicina casa - l’unica di muratura in paese e con un’evidente torretta con una campana - arrivò ad aprirgli proprio il Harbin Wester, il borgomastro, ancora con un tovagliolo sistemato sotto al collo a modo di bavaglino. Era un umano grassoccio e untuoso di mezz’età (alla Boss Hogg di Hazard - ndM), che presentatosi li invitò a sedersi attorno al tavolo. Alle pareti oggetti di un certo valore, ma messi un po’ a caso, come se fossero stati piazzati lì più per ostentazione che per senso del gusto.


Sildar andò subito al sodo presentandosi e presentando il gruppo, e spiegò (ma senza menzionare la Grotta dell’Onda Tonante) che il suo compagno di viaggio era stato rapito. La prima preoccupazione quindi era ritrovarlo e capire chi era il fantomatico “Ragno Nero” che ne aveva ordinato la cattura. Sildar inoltre sapeva che i fratelli di Gundren - Nundro e Thorden - dovevano essere già arrivati da circa un mese e chiese al borgomastro se ne sapesse qualcosa. Harbin però non sapeva nulla (al pari di Toblin, l’oste, che non aveva mai visto quei nani in locanda), ma effettivamente non avrebbe fatto caso al solo loro passaggio, dato che la zona era un viavai di cacciatori e minatori in cerca di fortuna.

Sildar inoltre chiese informazioni sul suo amico Iarno, un mago inviato dall’Alleanza dei Lord a Phandalin proprio per tenere sott’occhio la zona di frontiera. Questa volta Harbin ricordava un umano passato in città che si era presentato a lui con una certa autorità, ma pensava che se ne fosse andato più ad est i giorni seguenti, non avendolo più visto.

Il borgomastro tentò però di rilanciare alle loro richieste, offrendo 100 monete d’oro al gruppo se fossero riusciti a fermare le razzie degli orchi sulla Pista Triboar, a nord est del villaggio (probabilmente le stesse a cui si era riferita Linene i primi giorni). Questi si trovavano a Tor della Viverna, una vecchia torre di avvistamento sulle colline a sud della Pista ormai in disuso da centinaia di anni. Effettivamente era l’unico luogo conosciuto ed una possibile pista iniziale per le ricerche di Gundren e di Iarno.

Il piglio da navigato uomo politico di Harbin, però, si incrinò nel momento in cui chiesero della situazione coi Marchi Rossi: avevano sentito che si comportassero da bulletti e volevano chiedere se poteva essere un lavoretto per loro, ma Harbin minimizzò dicendo che erano solo dediti ad angherie di poco conto, ma che di reati concreti non ne erano ancora successi.

Mentre però ad Oban-kai questa esitazione parve nascondere parte della verità, ad Oxyouranus sembrò celare un certo imbarazzo del borgomastro nel non saper tenere testa ad una banda così insignificante.



Decisero così, prima di ritornare in locanda per riposarsi, di passare alla Locanda del Gigante Addormentato, dove sapevano ritrovarsi spesso i brutti ceffi. La locanda era a poche decine di metri dalla casa del borgomastro, ma appena poterono vedere la locanda da lontano, subito une dei quattro loschi figuri appoggiati al muro esterno li apostrofò: “Bene bene, dei nuovi cuccioli in città...cercate guai?”.

Il gruppo non reagì, ma ad Oban-kai sembrava di conoscere quella voce, e quando si avvicinarono capì il perché: alla luce magica evocata dal chierico, sotto il cappuccio del mantello scarlatto si presentò la faccia del giocatore di dadi che avevano incontrato qualche giorno prima nella locanda sulla strada della Costa.

I 4 malviventi erano vestiti con abiti laceri; solo quello che aveva parlato sembrava curasse il proprio aspetto, per il resto sembravano una banda di pezzenti, e come tali subito si misero ad offendere Oxyuranus per la sua discendenza draconica. Il gruppo continuò a non reagire e Oban-kai propose al capo dimandare bere una birra  all’interno della squallida locanda, dove un’ostessa nana di nome Kallax stava asciugando un boccale. Ashur aveva provato a fare il giro della casa con la scusa di dover urinare, ma un bandito l’aveva seguito per tenerlo sott’occhio. Era chiaro che i Marchi Rossi stavano provocando il gruppo, ma quando l’elfo cominciò a fare qualche domanda di troppo al capo, questi - che era sembrato indifferente alle faccende riguardante i goblin - fece un cenno alla nana perché chiudesse a chiave la porta e scattò dalla sedia sguainando la spada corta e il pugnale. Anche i tre banditi all’esterno sguainarono le armi, ad un cenno della nana sull’uscio.


Lo scontro ebbe inizio, e non si mise subito bene per il gruppo che, dopo aver assestato i primi colpi ai banditi, vide cadere prima Ashur (non ancora completamente ristabilitosi dal mattino) e poi Oxyuranus. Rael resisteva riuscendo a far allontanare un bandito, ma dovette allontanarsi per scappare ai banditi in superiorità numerica. All’interno del Gigante Addormentato intanto si stava consumando uno scontro all’ultimo sangue in cui il guerriero ed il bandito si ritrovarono ad un passo dalla sconfitta. Fu in questo komento che Oban-kai ebbe la freddezza di contrattare col bandito, convincendolo a non proseguire lo scontro. Evidentemente anche il bandito era stremato, perché acconsenti pulendosi il sangue dal volto ferito. Richiamati i compagni controllarono che il gruppo si allontanasse ora che Ashur e Oxyuranus erano stati in parte guariti da Rael, lanciando un ultimo monito: “Smettete di ficcare il naso in cose che non vi riguardano. Fossi in voi prenderei il lavoretto degli orchi appeso sulla porta del borgomastro!”.

martedì 19 ottobre 2021

2° livello!


Avevano finalmente espugnato la caverna dei goblin, dopo che avevano rischiato la vita per ritrovare Sildar Hallwinter. Avevano deciso di ritornare sui loro passi, fino al luogo in cui avevano subito l’agguato e, ritrovate le facili tracce dei goblin, erano risaliti fino alla grotta. Il primo assalto (a “cazzo dritto” ndM) li aveva costretti a ripiegare, inondati dalla piena del fiume scatenata dalla rottura della diga da parte degli abitanti della grotta.

Il secondo assalto aveva prodotto esiti ancora più infausti, perché aveva portato quasi alla morte dell’intero gruppo. Oxyouranus, Billy e Rael erano caduti sotto i colpi di Klarg, il possente bugbear a capo della banda di pelleverde; solo Oban Kai era riuscito a scappare ma all’imbocco della caverna aveva incontrato il chierico che era riuscito miracolosamente a riprendersi dopo lo scontro, risanando anche il bardo, che ora lo seguiva. Purtroppo il corpo di Billy giaceva in un’altra caverna rispetto a quella in cui avevano combattuto i due compagni, e così Oxyouranus non era riuscito a farlo rinvenire.

Passata la notte ai margini della radura e sventato un agguato di due goblin esploratori, avevano deciso di rientrare all’alba per la terza volta. Evidentemente le forze all’interno del complesso di grotte erano esigue, e nello scontro diretto con Klarg avevano avuto la meglio, nonostante questi li aspettasse nascosto dietro una delle tante stalagmiti presenti. Ucciso il grosso bugbear e trovata la refurtiva appartenente alla compagnia dello Scudo del Leone, destinata all’emporio di Linene, avevano passato la notte dentro. Dei corpi di Billy e Sildar, nessuna traccia... Riposatisi e recuperati gli incantesimi potevano esplorare il resto del complesso, ma giunti fino al ponte di legno trovarono tagliate le corde che lo legavano all’altro lato del tunnel. Decisero di scalare la parete e di esplorare anche il tunnel successivo, fino a che - subito dopo il bivio verso il dirupo franoso che aveva esplorato Billy durante la prima esplorazione - non si imbatterono una cassa che bloccava il passaggio ed un goblin armato di arco ad aspettarli. Subito Rael venne ferito, ma Oban Kai uccise immediatamente l’aggressore con un coltello da lancio, e così Oxyouranus poté spingere la cassa ed entrare nella caverna successiva.

Ma una voce stridula li interruppe: “Se volete che gli ostaggi sopravvivano, uscite immediatamente dalla grotta e non fateci più ritorno!”. Un uomo sulla cinquantina era tenuto alle spalle con un coltello alla gola da un goblin; era Sildar! “Se vi avvicinate, loro muoiono...eh eh eh...”. Due goblin tenevano in ostaggio altre due figure, che però parevano svenute. “Non fidatevi” proferì Sildar con un filo di voce a causa delle ferite riportate, prima di essere strattonato. Visto lo stallo Oxyouranus tentò la carta della parlamentazione, dicendo al goblin in comando che Klarg era morto e che anche loro avrebbero fatto la stessa fine se avessero torto anche solo un capello agli ostaggi. Il goblin, soppesata la situazione, chiese rassicurazioni sulla parola data dal dragonide, e decise di ascoltare il suo consiglio dileguandosi coi compagni nel buio dei tunnel. Finalmente avevano ritrovato Sildar ed anche Billy, assieme ad uno sconosciuto, ma mentre questi due avevano con loro il proprio equipaggiamento, quello di Sildar non era presente. Decisero di passare un’altra notte nella grotta, prima che Oban Kai e Rael tornassero in paese ad avvisare del ritrovamento, mentre il chierico si sarebbe preso cura dei feriti.

In questo frangente Sildar rivelò alcuni retroscena della missione che aveva affidato loro: il vero motivo per cui Gundren si era recato a Phandalin coi 2 fratelli Nundro e Tharden era il possesso di una cartina con l’ubicazione della leggendaria Grotta Tonante. Per questo motivo aveva ingaggiato Sildar per portare le attrezzature necessarie alla riapertura della Grotta e per questo motivo erano stati rapiti per conto di un misterioso individuo chiamato “il Ragno Nero”. Mentre Sildar era stato lasciato dai goblin però, Gundren era stato portato al suo quartier generale, e con lui anche l’equipaggiamento di Sildar.