lunedì 20 luglio 2026

BrandonWalsh - Part. 3 & 5 - Lo scheletro di Steve Sanders

 

Ma cos'era successo prima?

La mattina presto, prima di partire per il tumulo, il gruppo aveva voluto visitare Padre William, l'anziano sacerdote del villaggio, che gli aveva raccontato che il giovane fratello Dirk si era diretto al tumulo per cercare la spada dell'eroe e fondatore Brandon.

Inoltre il Fabbro gli aveva raccontato di queste maledizioni che ritrovava avvolte intorno a pietre, ma leggendole avevano capito che erano lettere d'amore rivoltegli dalla giovane alchimista, ma il fabbro non sapeva leggerle... Magnus aveva così consigliato al ragazzo di chiedere alla giovane di imparare a leggere, sperando che scossasse la scintilla.

Partiti in direzione nord avevano incontrato i figli di Gil, che stavano usando un maiale come esca per intrappolare il drago con una rete. Nonostante i dubbi del gruppo si erano dimostrati molto sicuri di sé e avevano proseguito nella loro preparazione incuranti dei reali pericoli. 

Finalmente erano arrivati al tumulo di Brandon, una bassa collinetta ovale che svettava in una radura. Il resto è storia.

Il gruppo posizionato nelle stanze con le statue.

E cosa è successo dopo?

Il gruppo, dopo aver passato la mattinata dentro al tumulo, decise di tornare al villaggio per recuperare le forze viste anche le ferite riportate da Snake e Ned (sebben quest'ultimo ora avesse la potentissima spada di Sir Brandon). Di ritorno lungo il fiume incontrarono subito tre goblin con una carriola con della refurtiva, e se ne sbarazzarono velocemente, prendendo la carriola per riportarla al villaggio.

Proseguendo però si accorsero subito - guardando l'ambiente circostante - che davanti a loro stava procedendo il drago, che non tardò a comparire alla loro vista. Più che un drago assomigliava ad un grosso coccodrillo, con un incedere lento e altalenante. Rallentarono per rimanere a distanza di sicurezza, quando sentirono un altro gruppo goblin sulla sponda opposta che stava chiamando a gran voce dei compagni. Con grande sorpresa videro il drago sorpassare il fiume con un solo grande balzo, soffiare il suo fetido acido sui goblin e poi mangiarseli.

Dopo aver inviato Ned Sdendato ad avvisare il villaggio il gruppo si divise: Magnus con Manzazelic decise di proseguire con la carriola piena refurtiva verso Brandonford, mentre il resto del gruppo volle seguire a distanza il drago per capire la dove si trovasse la sua tana. 

Volendo rimanere indietro e sapendo che avrebbero potuto comunque seguire le tracce, vista la lentezza con cui si muoveva la bestia, Ned volle passare a dare un'occhiata alla casa che avevano loro indicato come "strana": in una radura vicino al sentiero si ergeva infatti una casa tre volte più grande di una normale. Dall'interno proveniva un rantolo portentoso. Ned si avvicinò lentamente, ma poi chiese al ladro mercenario di andare a sbirciare, il quale gli disse che non c'era bisogno di sbirciare, quella era la famosa casa del gigante! "E perché non ce l'hai detto prima?!?" "Perché non l'avete chiesto! Tutti in città sanno che lì ci vive un gigante, e ci guardiamo bene dall'avvicinarci!".

Sconsolati ripresero il cammino, passando però per la strega, a cui volevano consegnare alcune piante per la sua arte topiaria, come lei gli aveva richiesto. "Non pensavo foste di parola...di solito la gente mi evita...". Rispose quindi alle domande sul vino dei fauni, da lei consigliato per addormentare il drago e ucciderlo: non sapeva se potesse essere lavorato per essere usato come veleno sulle armi, ma di sicuro sapeva che bastavano pochi fumi per mandare al tappeto persone comuni.

Ripresero a seguire le tracce, ma il drago inaspettatamente non si era avvicinato al villaggio, pura dall'altra sponda, ma aveva proseguito verso nord. Superando incolumi la diga del castoro, il quale si affacciò distratto senza dare molto peso alla presenza del gruppo, passarono a fianco di schiamazzi goblin, apparentemente sotto i fumi dell'alcol, ma non volle approfondire per non perdere le tracce della bestia. Alla fine arrivarono nei pressi di una grotta ai piedi delle montagne. Avevano finalmente trovato la tana!

Tornando al villaggio trovarono da vendere tutto quello che avevano trovato, ma mentre Magnus dichiarò beatamente al capovillaggio Eric di aver ritrovato la refurtiva e che ne facesse quello che voleva (che per il capovillaggio era darla all'emporio e utilizzarla viste le ristrettezze a cui era stato sottoposto il villaggio a causa del drago), e al vecchio sacerdote William di essere stati al tumulo e di aver ritrovato le vesti ed il bastone di Sant'Arturo (per i quali, il sacerdote commosso donò 1200 Pezzi d'Oro e offrì sei guarigioni), Snake, Ned e Balthazar vendettero il resto degli oggetti ritrovati negando di essere stati al tumulo di Brandon.

Si ritrovarono la sera in taverna pronti per ripartire. Quale sarebbe stata la loro prossima mossa? Cercare il vino dei fauni e farlo bere ad un goblin (per esempio Ruttho, ancora in ostaggio a casa del cacciatore), oppure andare diretti nella tana del drago, ora che avevano la spada magica di Brandon? A Magnus però qualcosa non tornava...perché il drago non aveva mai attaccato il villaggio? E perché era stato chiamato "drago" se assomigliava più ad uno strano coccodrillo gigante? Forse voleva proteggere il villaggio, anziché distruggerlo? E non poteva essere colpa dei goblin lo scarseggiare di approvvigionamenti? Forse qualcuno nel villaggio conosceva vecchie leggende...

giovedì 16 luglio 2026

BrandonWalsh - Part 4: La coscienza di Ned


Immaginatevi una taverna. Immaginatevi cinque eroi di ritorno da un'avventura. Immaginatevi l'oste che porta le birre al tavolo e chiede: "Com'è andata l'avventura? Orsù, raccontate!". Immaginatevi il dialogo caotico che si può creare quando i racconti si intrecciano...

Ned: “Il tumulo! Da quando siamo entrati? Allora, c'era quel mosaico con la rappresentazione dell'eroe con una serie di personaggi. Il mosaico ci è sembrato molto ben fatto, però molto stilizzato, molto... Boh, come era? Diciamo, con figure... Sì, beh, appunto stilizzate, con un Barbaro che ci è sembrato un Barbaro animalesco e... un Chierico mi sembra. Un Chierico, un Barbaro, e un Guerriero a destra. E Brandon che infilza il drago con una spada. Un Drago Rosso. E la Regina che investe i quattro personaggi. Beh, Brandon l'abbiamo supposto comunque.” 
Magnus: “Drago Rosso, sì.” “Poi c'era, sulla destra, la stanza con delle nicchie tipo sepolture…” 
Ned: “E dei Goblin. Che in realtà abbiamo raggirato facendogli credere che eravamo dalla loro parte perché conoscevamo re Ogbun.”
Magnus: “Perché conoscevi tu il re Ogbun?” 
Ned: “No, perché quello che avevamo catturato e portato in paese ci aveva parlato di questo re. Non è che ho detto di conoscerlo. Quindi abbiamo raggirato e turlupinato questi Goblin, che hanno esplorato la parte di sopra per verificare che non ci fossero pericoli per noi. Nel frattempo siamo andati di sotto. Beh, abbiamo trovato degli oggetti. Abbiamo trovato una stanza segreta dentro la nicchia, quella centrale. E dentro lo stanza segreto c'era una cassapanca.” 
Snake: “Con dentro un bastone di ferro. E una tunica logora. Non magici.” 
Ned: “Sette candelabri.” 
Magnus: “Sette?” 
Ned “Si, Candelabri.” 
Magnus: “Ah, vero.” 
Snake: “Che potremmo far valutare e che comunque non sono magici. Poi cos'è che c'era lì?” 
“Comunque i goblin li abbiamo mandati a esplorare all'altra parte. Mentre noi dicevamo di andare di sotto per far scattare trappole, e vedere se c’erano mostri.” 
“Sotto c'erano, perché erano morti.” 
“Vabbè, comunque i goblin dicono che di sotto ci sono delle creature pericolose, e che alcuni di loro sono già morti. Scendiamo a controllare. C'era sto corridoio. La guerriera uccide uno spettro, un scheletro…” 
“Entriamo nella stanza con la statua, dove c'è tipo quel fauno animalesco, la statua di un essere umano con le corna. Con delle ciotole attorno. Avvicinandoci alle ciotole cominciavano a traballare, a vibrare.” “No, succedeva qualcos'altro anche.” 
“No. Cominciavano a vibrare. Non erano dannose quelle. E c'erano delle monete dentro. Abbiamo preso della roba.” 
“Sì, preziosi: oro, argento e rubini” 
“Andando oltre c'era invece la statua della tipa, con una spada in mano e faceva una domanda: “Cosa rende vero un cavaliere?”
“Intanto avevamo sentito dei rumori provenire dal corridoio che non abbiamo più esplorato.” 
“Poi siamo andati dalla statua, domanda: cosa rende vero un cavaliere? Non siamo riusciti a rispondere. C'era una porta chiusa. Probabilmente apribile, pensavamo con l’indovinello.” 
“E tu ti sei affacciato qui. Dove è uscito uno spettro, in mezzo a guerrieri di terracotta. Ma tornando indietro lo spettro è scomparso.” 
“Ned ha provato ad andare a parlamentare col coso, con lo spettro. Ma le ha prese. Sono scappati."
"Allora Snake ha provato a scassinare la porta chiusa e la statua l'ha attaccato e l'ha inseguito ed è dovuto scappare"
"Noi abbiamo provato ad aprire la porta e la porta si apriva. E dietro la porta c'era un drakkar con dentro un sarcofago.” 
“E dentro una spada magica.” 
“Si, la spada magica di Sir Brandon!” 
“Spada magica e altre cose. Se non sbaglio. Che hanno delle urne piene di cenere.” 
“Che sicuramente erano dei morti della famiglia di Brandon!” 
“Invece no.” 
“C’era anche l'armatura.
“Siamo tornati nella stanza a fianco della statua del fauno e c'era una vasca con dentro delle creature.”
“Buttandogli dentro dei cadaveri praticamente questa creatura, una specie di alga, se le mangiava. C'erano però delle cose sotto. Quindi noi l'abbiamo distratta con dei cadaveri da una parte, e siamo riusciti a raccattare un teschio con denti d'oro.” 
“Che intanto eravamo andati di sopra. Abbiamo esplorato quest'altra parte. Qui c'erano quattro statue. Valore, Misericordia, Pietà e non mi ricordo...che erano la risposta all'indovinello della statua. E qua di fianco una piccola cappellina, con una figura di quello che sembrava un Cherico. A cui parevano appartenere le vesti.” 
“C'era proprio il nome di chi era. Sant'Arturo.” 
“Dopodiché siamo tornati indietro. Abbiamo circondato i goblin e li abbiamo uccisi. Abbiamo buttato i corpi nella pozza con l'alga."
"Forse abbiamo fatto esperienza." 
"Forse i nostri mercenari non si fidano più di noi..." 
"Tra parentesi, Alastor voleva buttare un mercenario nell'acqua. Ma poi non l'ha fatto."
"Ma perché?" 
"Perché gli hai risposto male. E ovviamente era uno in meno da pagare..."