martedì 9 giugno 2009

We're back!

Bellerofonte chiuse la porta del suo studio e posò la lampada ad olio sull’ampia scrivania di legno scuro davanti a lui. Poteva finalmente dedicarsi con calma al suo ultimo “acquisto”. Era da tempo che stava cercando quell’antico tomo che ormai sembrava perduto. Il diario di Zebedias Frost era ormai ricordato solo da vecchi bibliotecari o maghi pazzi. Forse anche lui era tra questi. Il suo piano infatti era a dir poco “pazzesco”, ma sapeva che se si sarebbe mosso nell’ombra ed abbastanza in fretta, forse sarebbe riuscito nel suo intento: conquistare l’intera Valle del Rauvin! E – forse – mettere inginocchio le intere Marche d’Argento. Da quando le alte sfere Zentharim l’avevano mandato al Nord per iniziare a “colonizzare” pacificamente quelle zone, la sua brama di potere era cresciuta a dismisura. L’idea di insinuarsi nel tessuto sociale come commercianti, prima di soggiogare l’intera regione al volere degli Zentharim aveva superato nei fatti le più rosee aspettative.
Rauvincross era stata fondata come enclave commerciale lungo la Via dell’Alba che conduceva dalle Valle del Rauvin a Sundabar; molte altre attività si erano aggiunte subito al primo accampamento Zentharim, convinte che la forza militare di questi, e la zona di magia morta in cui si erano stanziati, avrebbe potuto solo giovare al loro commercio, senza odiosi maghi arroganti o bestie magiche. Nel corso dei decenni Rauvincross era cresciuta, come un bubbone purulento pronto a rilasciare le sue fetide sostanze nel momento in cui sarebbe esploso. Nessuno, nemmeno gli Arpisti, avevano potuto contrastare questa innocua ed innocente ascesa della città nella regione.
Ora era arrivato il momento di allargare questo influenza nelle Marche d’Argento. Quale migliore maniera di un’invasione da parte di draghi? L’aiuto che gli Zentharim avrebbero portato alle popolazioni della Valle del Rauvin avrebbe fatto sicuramente crescere la fiducia in loro ed il loro prestigio. Il passo verso un’espansione in tutte le Marche d’Argento sarebbe stato breve e silenzioso.

Il libro presentava una consunta copertina di cuoio che all’aspetto faceva apparire il tomo “banale”. Dopo un’analisi più approfondita constatò che il volume non conteneva nulla di magico. Aprì finalmente il diario e lo sfogliò lentamente, pagina dopo pagina.

Zebedias Frost era entrato in possesso dell’Uovo Nero molti anni prima, e la sua attenzione per l’oggetto era cresciuta morbosamente col passare del tempo. Con gli anni Zebedias apprese i segreti più profondi dell’artefatto, e decise di metterlo al riparo dove nessuno avrebbe mai potuto cercarlo: in cielo. Dopo numerosi mesi di studi il mago,che ormai aveva sviluppato una vera e propria ossessione per l’oggetto, rinchiuse l’Uovo Nero all’interno di una fortezza-prigione di metallo appositamente creata, la Chiesa delle Scaglie, e la riempì di trabocchetti e guardiani di natura magica. Per ultima cosa, con uno sforzo enorme anche per le sue capacità, riuscì a spedirla fino ai confini dell’atmosfera.

Bellerofonte, nella sua ricerca, aveva già appreso qual’era la potenza dell’Uovo Nero: poteva dare vita a progenie draconiche, dopo aver incamerato l'anima di esseri draconici. Era per questo motivo probabilmente che anche la Mano Rossa si era messa sulle sue tracce; ma aveva ancora il vantaggio della sorpresa! Ora, col diario in suo possesso, sapeva anche in quale parte di cielo avrebbe dovuto cercarlo. Doveva inviare immediatamente subito la sua squadra più fidata: la Squadriglia Fantasma!

Nessun commento: