mercoledì 4 novembre 2015

Gnefri vs. Coboldi

Avevano deciso di tornare al vecchio Sicomoro per cercare di capire se fosse stato possibile stringere una qualche tipo di alleanza con la razza, tra gnefri o coboldi, che vi abitava contro il re Cervo.
Purtroppo Sirio, ancora scosso dall'esperienza al forte, decise di abbandonare il gruppo e cercare fortuna come mercenario in quelle lande desolate. I cinque amici lo lasciarono augurandogli buona fortuna.

Il viaggio fu privo di sorprese e quando arrivarono ai piedi della collina notarono numerose tracce di una battaglia che aveva coinvolto entrambe le razze, ma solo quelle gli gnefri si dirigevano dentro la fenditura nel tronco. Sembrava avessero portato dentro anche qualche prigioniero coboldo.
Walker decise di entrare in avanscoperta, sfruttando la sua scurovisione, e così si addentrò per qualche metro lungo gli stretti tunnel scavati nel sottosuolo notando poche stanze e qualche gnefro. Il dedalo sembrava molto più grande e avrebbe potuto esplorare diverse decine di quelle creature ripugnanti e dei loro parassiti.
Usciti, decisero di cercare di risalire, attraverso le tracce, al covo dei coboldi, ma era giunto il crepuscolo e decisero di accamparsi sulla collina a fianco del sicomoro, al riparo dai primi alberi del bosco. Durante la preparazione del campo però Kastaghir notò una pattuglia di gnefri uscire dall'albero e dirigersi verso il limitare della foresta poco più distante da loro. Decisero in fretta di intercettarli per cercare di carpire qualche informazione. Arrivati al limitare del bosco videro uno di quegli esseri infilarsi dentro un cespuglio. Uriel gli si diresse contro e questo scappò fuori verso il sicomoro, ma il chierico gli sbarrò la strada a cavallo per bloccargli la fuga, mentre Dev'yid controllava il bosco per evitare sorprese. Walker però - vedendo scappare lo gnefro - gli scoccò una freccia che lo atterrò. Se volevano qualche informazione non rimaneva che stabilizzare lo gnefro e portarselo con sé. Decisero quindi di accamparsi ad una ragionevole distanza dal sicomoro e la notte passò tranquilla.
L'indomani decisero di interrogare lo strano essere, metà folletto e metà gnomo, ma molto più brutto e d'aspetto vile, e riuscirono ad ottenere la direzione della tana dei coboldi in cambio della libertà. Quindi proseguirono e verso metà mattina arrivarono di fronte ad una sporgenza rocciosa che presentava un cartello: miniera d'argento. Era chiaramente ormai dismessa, ma era il luogo ideale per un nascondiglio. Stavano per decidere il da farsi, quando una voce  li chiamò: "Ehi voi, gente alta! Venite, venite dal nostro capo Scaglia Fuliggine, forse potreste aiutarci!".
Un coboldo per niente impaurito li stava invitando ad entrare... Eppure i coboldi non erano malvagi?Forse era una trappola! Nonostante i dubbi il gruppo decise di addentrarsi nella miniera: la situazione era troppo strana per risultare una trappola... man mano che il gruppo seguiva il coboldo di guardia all'interno delle caverne, altri ne sbucavano dai passaggi laterali e tutti li seguivano incuriositi. Poi arrivarono davanti ad un coboldo di statura un po' più grande: "Sono Scaglia Fuliggine, capo di questa tribù. Forse potete aiutarci a scacciare la maledizione gialla che ci affligge da mesi!".
Il capo raccontò che la maledizione era iniziata da quando gli gnefri avevano rubato la statuetta del loro dio cornuto: i coboldi erano diventati sempre più deboli e sempre meno numerosi, e le sorti della tribù sembravano destinate all'estinzione. Nemmeno lo sciamano Tartouk era riuscito a preservare la tribù dal peggio. Da come ne parlava Scaglia Fuliggine, questo sciamano aveva un ruolo strano: arrivato pochi mesi prima della comparsa della maledizione, era lui che aveva introdotto il culto di questa divinità cornuta. Inoltre sembrava aver offuscato la leadership del loro capo, anche perché Scaglia Fuliggine sembrava averne paura. Il gurppo si fece portare al cospetto dello sciamano e fu subito evidente che Tartouk stava nascondendo qualcosa: Kastaghir non ricordava nessuna divinità cornuta tra quelle conosciute e aveva notato come alcune risposte date dal coboldo fossero palesemente false. Inoltre a Dev'yid sembrò strano un coboldo con la pelle di colore violaceo: di solito le squame dei coboldi tendevano al verde o al marrone, o comunque a qualche sfumatura che ricordasse più il terreno...
Lo sciamano comunque, sebbene incalzato, si mostrò sempre gentile e quasi servile nei confronti del gruppo e appoggiò la richiesta fatta loro da Scagli Fuliggine.

Decisero di prendersi un po' di tempo per pensare... Per sconfiggere il re Cervo un'alleanza con gli gnefri era da escludere: troppo deboli, oltre che odiati dal nano e dallo gnomo. I coboldi, sebbene in numero minore, sembravano comunque più organizzati e avrebbero potuto tentare un'azione diversiva. Non avevano interessi ad espandersi nell'area e il loro numero esiguo li rendeva facilmente controllabili, anche in futuro. Decisero di parlare solo a Scaglia Fuliggine palesandogli i dubbi sullo sciamano. Proposero quindi un accordo: liberare i coboldi dallo sciamano in cambio di un'allenaza.
Il capo tribù era comunque titubante... Gli gnefri sarebbero comunque rimasti un pericolo costante, e la loro sconfitta era fondamentale per la sopravvivenza dei coboldi. Il gruppo si offrì di risolvere entrambe i problemi e in cambio strappò un timido "vedremo" al capo coboldo. Sapevano tutti comunque che la tribù non avrebbe avuto molte altre scelte...

martedì 3 novembre 2015

NFL RECAP WEEK 8

WEEK 8: SAINTS 52 - GIANTS 49 Partita che ha dell'assurdo e dell'incredibile quella andata in scena al Superdome. Duello d'altri tempi tra due grandissimi Quarterback, Brees e Manning, che lanciano rispettivamente per 7 e 6 Touchdown. Nessuno ha saldamente in mano il match e nessuno è sempre costretto ad inseguire, dopo una serie di giocate spettacolari a decidere un match che noi appassionati avremmo voluto che non finisse mai è il Kicker dei Saints Forbath che segna da 50 yards i 3 punti decisivi. MVP: Drew Brees, QB Saits, completa 40 passaggi su 50 per 511 yards e 7 TD.
WEEK 8: COWBOYS 12 - SEAHAWKS 13 I Seahawks tornano a Seattle con una preziosa quanto sudata vittoria, la difesa gioca una gran partita, Sherman limita il rientrante Bryant a sole 12 yards ricevute tenendo bene anche sulle corse. Anche i Cowboys difendono bene ma devono concedere qualcosa in più a causa della mobilità di Wilson. Graham e Lynch sono autori di buone giocate in momenti chiave anche se a segnare l'unico TD del match è il secondo TE di Seattle Luke Willson. Ennesima sconfitta per i Cowboys che senza Romo sono davvero in grandsissima difficoltà. MVP: Russell Wilson, QB Seahawks, guadagna 242 yards tra corse e lanci e passa per un TD.
WEEK 8: BRONCOS 29 - PACKERS 10 Per chi nutriva ancora dubbi sulla qualità della difesa dei Broncos questa è la risposta: Aaron Rodgers tenuto a 77 yards lanciate. Però sarebbe riduttivo parlare solo della difesa, Manning tira fuori una prestazione d'altri tempi lanciando per 340 yards aiutato dal running game e da uno strepitoso Demarius Thomas che conquista 168 yards. I Packers non sanno come rispondere all'asfissiante pressione di Denver e sono costretti a capitolare per la prima volta nel 2015. Prova di spessore dei Broncos, che mostrano una grandissima maturità e forza d'animo, basti pensare alle parole del CB Harris: " Ci avevano dati come sfavoriti in casa e questo ci ha fatto impazzire." MVP: Demarius Thomas, WR Broncos, riceve 8 palloni per 168 yards.
WEEK 8: PANTHERS 29 - COLTS 26 OT Il Monday Night che manda in archivio l'ottava settimana ci regala una partita pazza che finisce al quarto possesso dell'Overtime in favore dei Panthers. Dopo una prima metà di gara ricca di errori causati dalla forte pioggia che si abbatte su Charlotte, i Panthers vanno in fuga con il punteggio di 17 a 6 sul finire del terzo quarto. Luck non ci sta e rimonta arrivando a poche yards dal TD del sorpasso nel finale ma i Colts si devono accontentare del Field Goal del pareggio che manda il match al supplementare sul 23 a 23. Indianapolis segna il primo Field Goal, sul possesso successivo risponde Carolina pareggiando, da quel momento in poi la prima squadra ad andare a segno avrebbe vinto il match, Luck lancia in direzione del TE Fleener coperto ottimamente da Harper, prima che il pallone cada incompleto Kuechly prende il possesso regalando ai Panthers un'ottima posizione per avanzare e segnare il Field Goal decisivo. Brutta prova dei Colts che devono ringraziare la loro poco competitiva Division se a fine stagione accederanno ai Playoff, allungo importante di Carolina che si trova in testa alla NFC South con due gare di vantaggio su Atlanta. MVP: Luke Kuechly. ILB Panthers, placca 9 volte, 5 tackle assistiti e intercetta Luck in OT.
WEEK 8: STEELERS 10 - BENGALS 16 Partita combattutissima dovuta anche al rientro di big Ben Roethlisberger alla guida di Pittsburg che si porta subito avanti con il touchdown di Brown dopo 7 minuti dall'inizio. I bengal rispondono ma senza produrre altro che un field goal che Nugent trasforma a pochi minuti dalla fine del 1° quarto, replicando poi allo scadere dell'halftime. Nella ripresa Boswell trasforma per altri 3 punti degli Steelers che ora conducono 10-6, ma l'ultimo quarto è tutto a favore di Cincinnati, prima con un touchdown confezionato da Dalton per A. Green che decreta il sorpasso nel tabellone, poi suggellato dall'ennesimo field goal di Nugent che fissa il punteggio sul 16-10 a favore dei bengals che restano ancora imbattuti. Da segnalare la prova non eccelsa dei due QB (due intercetti per Dalton e 3 per Roethlisberger), ma soprattutto dell'infortunio di LeVonn Bell, il runningback punta di diamante degli Steelers. MVP: A. Green. WR Bengals, 11 ricezioni per 118 yards e 1 TD
WEEK 8: RAMS 27 - 49ERS 6 Sprofondo senza fine per San Francisco che perde per infortunio tutti e 3(!) i suoi runningback che si aggiungono già ad una lista infinita di problemi che porteranno addirittura in panchina lo starter QB Colin Kaepernick nell aprossima partita contro i Falcons. I Niners partono bene con un field goal di Dawson ma ricevono in cambio una Safety da 2 punti causa un attacco che non riesce a conquistare yarde. Nel secondo quarto già la partita è finita quando il talentuoso rookie T. Gurley segna un TD dopo 70 yards di corsa e va pure a segno la conversione da 2 punti. Zuerlein segna altri 3 punti prima di un altro Td dei rams ad opera di T.Austin e si va al riposo sul 20-6 ma con solo una squadra in campo. Il resto della partita concede il secondo TD ad Austin nell'ultimo quarto per la disfatta poco onorevole di San Francisco che piomba all'ultimo posto nella division ed in piena aria di rifondazione. MVP: T. Gurley RB Rams, 20 portate per 133 yards e 1 TD

sabato 31 ottobre 2015

NEW ENGLAND PATRIOTS: PERFECT SEASON, SOGNO O REALTA'?

L'altra notte è andata in scena l'ennesima prova di forza dei New England Patriots, che proseguono nel loro cammino immacolato. Analizzando gli avversari che i Patriots affronteranno da qui a fine stagione un record di 16-0 non sembra poi così impossibile, anzi...
  WEEK 8: PATRIOTS 36 – MIAMI 7! I Patriots dominano i Dolphins con una prestazione di totale dominio sia in attacco che in difesa. L'attacco fa leva sul trio Brady-Edelman-Gronkowski, i due pass catchers segnano rispettivamente 2 e 1 TD, mentre il QB ne lancia ben 4. Miami non riesce a reagire e si fa male da sola con una Safety causata da un errore di comunicazione tra centro e Tannehill. Proprio Tannehill è costantemente pressato da Chandler Jones, Ninkovich e compagni venendo 'sackato' ben 5 volte. Nel terzo quarto si ferma per un problema al tendine d'achille il fortissimo DE Wake, unico difensore in grado di opporsi con successo allo strapotere di New England, con un Sack messo a segno. Da quel momento comincia il monologo Patriots recitato da un front seven solidissimo sulle corse, 15 yards concesse e da una secondaria, con uno strepitoso Logan Ryan, che intercetta il QB avversario. Brutta battuta d'arresto per Miami, anche se in casa dei campioni in carica era scontato incontrare molte difficolta, ma una prestazione di così basso livello non era di certo attesa. Ennesima partita dominata da New England che si candida sempre più prepotentemente al Repeat, basti pensare ai 20 TD lanciati da Brady a fronte di un solo INT causato da un drop di un suo ricevitore in 7 partite. MVP: Tom Brady, QB Patriots, lancia 356 yard e segna 4 TD.
QUALI SARANNO I PROSSIMI AVVERSARI DEI PATRIOTS? Domenica 8 novembre attendono a Foxboro i Washington Redskins, squadra senza un vero franchise QB con una difesa che si è rivelata migliore del previsto, ma che difficilmente riuscirà a fermare i Patriots. La settimana successiva li attende una partita sicuramente più ostica contro la bestia nera di Tom Brady, i Giants di Eli Manning al MetLife Stadium. Manning ha battuto per ben due volte i Patriots sul palcoscenico più importante del mondo: il Superbowl e potrebbe anche questa volta tirare un brutto scherzo a New England, anche se sulla carta tra le due squadre non ci dovrebbe essere partita. Nel Monday Night del 23 novembre gli avversari dei Pats saranno i Bills, partiti fortissimo ma ora entrati in crisi d'identità e con un record di 3 vittorie e 4 sconfitte. Vittoria sulla carta facile. Il primo vero banco di prova per la stagione perfetta dei Patriots sarà nello scontro del Week 12 a Denver, in casa del rivale storico di Brady, Peyton Manning. I Patriots si troveranno una squadra profondamente diversa rispetto agli ultimi anni, l'attacco è un run first che ha perso l'aggressività degli anni passati, a differenza della difesa che è una delle migliori della lega e può contare su playmaker del calibro di Von Miller(OLB), DeMarcus Ware (OLB), Chris Harris (CB) e TJ Ward (SS). Questa partita vedrà quindi un attacco forte come quello dei Pats affrontare in trasferta una difesa che sembra attrezzata per fermare qualsiasi tipo di squadra. Dovessero espugnare anche il campo dei Broncos nelle settimane successive si troveranno nell'ordine Eagles, Texans e Titans, tutte squadre tranquillamente alla portata di questi New England Patriots. Dopo Denver il test più difficile sarà alla settimana 16, in casa dei Jets, battuti domenica scorsa con un TD di margine da Brady e compagni. Verosimilmente in quel momento i Patriots saranno qualificati ai playoff mentre i Jets saranno in piena lotta per conquistare una Wild Card, proprio questa extra motivazione potrebbe essere decisiva e permettere ai Jets di avere la meglio sui Patriots già tranquilli per la loro situazione. New England chiuderà la stagione a Miami dove potrebbe far riposare i titolari in vista degli imminenti playoff ma non è escluso che qualora arrivassero imbattuti all'ultimo appuntamento, Belichick mandi in campo tutti i migliori per entrare un'altra volta nella storia. Per quanto in questo sport ogni partita è una storia a sè, verosimilmente solo Broncos e Jets sono sulla carta squadre in grado di rovinare la festa di una possibile Perfect season dei Patriots, quest'anno salvo sorprese New England potrebbe arrivare ai Play off imbattuta, entrando nella storia come una delle squadre più forti di sempre. Peccato che in questo sport spesso chi gioca bene tutta la stagione, 'stecca' poi la partita più importante, come successo a Manning e ai suoi Broncos due anni or sono oppure agli stessi Seahawks nell'ultimo SB.....

martedì 20 ottobre 2015

NFL RECAP WEEK 6


WEEK 6: SAINTS 31 – FALCONS 21! I Saints rompono l'incantesimo di Atlanta, bloccando la loro serie di vittorie consecutive. Gli imbattuti Falcons non riusciranno mai a limitare l'asse Dreew Brees - Benjamin Watson, il primo lancierà 312 yards, mentre il TE Watson riceverà 127 yards e segnerà 1 TD. New Orleans inizia a costruire la sua vittoria nel secondo quarto, quando il suo special Team blocca un punt di Atlanta e lo riporta direttamente in TD. I Falcons provano a reagire con le solite corse di Devonta Freeman (corre 100 yards, riceve 56 yard e segna 2 TD) e i big play di Matt Ryan, che metterrano su dei buoni numeri, ma tutto il tutto verrà vanificato da due Fumble persi in ottima posizione, e dalla grande pressione sul QB da parte di una difesa molto sottovalutata, guidata dal LB che registra ben 13 tackle e un fumble forzato. Questa vittoria è una grande iniezione di fiducia per i ragazzi di Payton e nel Football, più che in altri sport, sappiamo quanto la forza d'animo sia importante, questi Saints ne hanno da vendere. A fine partita molti tifosi di New Orleans hanno chiesto al loro TE Watson chi fosse un certo Jimmy Graham... MVP: Benjamin Watson, riceve 127 yards e segna 1 TD.
WEEK 6: BENGALS 34 – BILLS 21! Per i Defensive Coordinator avversari giocare contro l'attacco dei Cincinnati Bengals quest'anno equivale a scegliere di che morte si vuole morire. I Bills isolano ottimamente A.J. Green, ma Dalton ha tanti altri pass catchers con mani sicure ai quali lanciare passaggi, vedi Marvin Jones che riceverà 9 palloni per 95 yards, senza contare il duo di RB Hill - Bernard che corrono insieme 106 yard. I Bills proveranno a rimanere in partita, ma si dovranno arrendere contro l'attacco di Cincinnati, che continua a guadagnare terreno costantemente. Gran bella prova per Dalton e compagni anche se l'assenza del QB Taylor per i Bills si è fatta sentire. MVP: Andy Dalton, completa 243 yards e segna 3 TD.
WEEK 6: STEELERS 25 – CARDINALS 13! I Cardinals dominano la prima metà di gara sprecando molto quello che hanno costruito, infatti non riescono mai ad allungare il punteggio e alla fine pagheranno un prezzo altissimo per questo. La difesa aggressiva degli Steelers limita alla grande il running game di Arizona, concedendo solo 56 yard alla coppia Ellington-Johnson. Per gli Steelers si fa male un pessimo Vick, che abbandona la partita per un infortunio alla gamba in favore del terzo QB di Pittsburgh Landry Jones. Quest'ultimo giocherà una partita fantastica, senza correre rischi, completando 168 yard e lancerà 2 TD al ritrovato Martavis Bryant. Vittoria importantissima per gli Steelers che restano in scia ai Bengals nella AFC North mentre i Cardinals escono dalla Pennsylvania molto ridimensionati specialmente per la prestazione offensiva. MVP: Martavis Bryant, riceve 137 yards e segna 2 TD.
WEEK 6: BROWNS 23- BRONCOS 26 OT! I Broncos restano imbattuti ma devono sudare sette camicie per avere la meglio sui tenaci Browns. Manning gioca una brutta partita facendosi intercettare tre volte e ancora una volta deve ringraziare la sua fortissima difesa per la vittoria. Il running game dei Broncos comincia a funzionare con Hillman che corre per ben 111 yards. I Browns limitano bene l'attacco dei Broncos ma McCown e compagni si sono sciolti sul più bello, prima a fine quarto quarto poi in overtime dove McManus segna il Field Goal della vittoria per Denver. MVP: Ronnie Hillman, RB Broncos, corre 20 volte per 111 yards.
WEEK 6: SEAHAWKS 23 – PANTHERS 27! Una partita tesa ed equilibrata a Seattle, dove si affrontarono due superpotenze, almeno sulla carta, della NFC. La Legion of Boom intercetta due volte Cam Newton, che si affida molto al running game, ma ancora di più al veterano TE Greg Olsen, che giocherà una delle migliori partite della sua carriera. Per Seattle torna Marshawn Lynch che corre 54 yard e segna 1 TD, ma la parte del leone la recita Jimmy Graham, finalmente coinvolto nel gioco di Seatte con 140 yards ricevute. I Seahawks sono avanti di tre punti nel punteggio sull'ultimo drive del match, quando i Panthers guidati da Newton provano ad entrare in raggio da Field Goal per l'Overtime, ma un' incomprensione tra Chancellor e Sherman permetterà a "Super Cam" di trovare libero sul profondo Olsen, che segna a 28 secondi dal termine il TD della vittoria. L'imbattibilità di Carolina continua. Prova di spessore e di carattere per i Panthers mentre i Seahawks sembrano non riuscire più a vincere, sprecando un'altra grande occasione per avvicinarsi ai Cardinals sconfitti a Pittsburgh. MVP: Greg Olsen, riceve 131 yard e segna 1 TD.

WEEK 6: PACKERS 27 – CHARGERS 20! Gran bella partita quella tra Packers e Chargers, dove Philip Rivers nonostante il campo difficile come il Lambeau Field di essere senza alcun dubbio un Elite Quarterback lanciando per oltre 500 yards e 2 TD. I Packers limitano alla grandissima le corse dei Chargers e riescono a fare il 'miracolo' nel finale, fermando l'attacco di San Diego a sole 2 yard dalla loro endzone evitando il pareggio in extremis. Rodgers trova diversi bersagli ma con il RB Lacy acciaccato a decidere la partita è stato James Starks, che corre 112 yard e segna ben 2 TD. Green Bay continua il suo cammino immacolato e si porta sul record di 6-0, mentre i Chargers si dimostrano una squadra che se in giornata possono affossare chiunque. MVP: James Starks, corre 112 yard e segna 2 TD.
WEEK 6: PATRIOTS 34 – COLTS 27! La vendetta dei Patriots si abbatte su Luck e i suoi compagni, che pur giocando una bella partita si dovranno arrendere ancora a Brady e compagni. Dopo le mille polemiche in Off-Season tra le queste due squadre, assistiamo ad gara fatta di continui botta e risposta, andranno a segno Hilton, Moncrief e Whalen per i Colts e Gronkowski, Edelman e Blount per i Patriots. Brady lancia il suo primo intercetto della stagione, ma sarà causato da un pallone non controllato da Edelman, ma dopo questo piccolo errore di percorso poi tornerà ad essere la solita macchina segna punti. Da segnalare anche la grande pressione dei Patriots, in particolare del DE Chandler Jones che mette a segno 2,5 sacks. Grande prestazione anche di Blount che segna 2 TD e corre per 93 yard. Luck sembra invece aver recuperato bene dall'infortunio alla spalla visto che ha lanciato per 312 yard e segnato 3 TD, stranamente il tutto senza alcun intercetto. MVP: Tom Brady, lancia 312 yard e segna 3 TD.

WEEK 6: RAVENS 20 – 49RS 25! Quella della settimana scorsa è stata una sconfitta che ha lasciato un po tutti con l'amaro in bocca a San Francisco in quanto persa negli ultimi secondi dopo aver giocato bene. Quella di ieri invece è stata una partita che ha dato solo soddisfazioni, perché anche se i ravens non hanno iniziato nel migliore dei modi la stagione, sicuramente restano sempre i ravens! La OL finalmente si vede e protegge molto bene kaepernik che a sua volta mette a segno un'altra partita spettacolare. Per non parlare del reparto ricevitori,Anquan Boldin supera di nuovo le 100 yard percorse e continua a giocare molto bene insieme a Torrey Smith (1 TD per lui). Flacco risponde colpo su colpo a Kaepernick mandando a sua volta il veterano Smith a segno, ma i niners ristabiliscono le distanze all'ultimo quarto con la meta di Patton imbeccato nuovamente da Kap. Flacco risponde con Aiken, ma i 2 intercetti della difesa chiudono i giochi. MVP: Colin Kaepernick, lancia 340 yard e segna 2 TD.

martedì 13 ottobre 2015

NFL RECAP WEEK 5

Rieccomi online per il resoconto di questa settimana di FOOTBALL!! Riassunto delle puntate precedenti: sembra quasi scontata una finale al SB tra i Green Bay Packers di Aaron Rodgers e i New England Patriots di Tom Brady. Fin'ora sono state le due squadre che non hanno mostrato alcun punto debole e che hanno sempre dominato le loro 5 partite vinte. Sembrano in calo i broncos di Payton Manning che ormai sente il peso dell'età sul groppone nonostante la difesa stia offrendo delle prove mostruose. Fra le tante altre pretendenti alle fasi finali ci sono sicuramente Atalanta Falcons, Arizona Cardinals e Carolina Panthers. Ma se dovessi scommettere due centesimi li punterei sui Cincinnati Bengals che hanno dato una grossa prova di maturità vincendo contro Seattle una partita davvero tiratissima. Gli infortuni di "Big" Ben Roethlisberger e Tony Romo levano prematuramente dai giochi i Pittsubrg steeelers e i Dallas Cowboys a meno di qualche miracolo sportivo (che però in NFL nonè così raro come sembra)
WEEK 5: GIANTS 30 – 49ERS 27! I Niners si arrendono a pochi secondi dalla fine ad Eli Manning e al suo passing game, in una piacevole e combattuta partita. Kaepernick finalmente gioca bene, completa 262 yard e segna 2 TD andando a cercare spesso la mani sicure di Anquan Boldin che riceverà 107 yard e segnerà 1 TD. Manning non può che rispondere con delle percentuali di completi assurde, arrivando a completare addirittura 441 yards. Odell Beckham Jr. torna ad essere un giocatore decisivo anche se non al meglio della forma. Il RB Shane Vereen giocherà una grande partita con 86 yard ricevute e 1 TD. Nell'ultimo drive della partita, che vede i Giants in svantaggio dopo un TD del RB Hyde, Manning riesce a trovare il TE Donnell a 21 secondi dal termine, portando a casa la vittoria. I Giants sono ora in vetta alla NFC East con una gara di vantaggio su Redskins, Eagles e Cowboys, chi l'avrebbe mai detto? Beh se Manning gioca così potrebbero essere loro la vera sorpresa della stagione, intanto Eli si regala la vittoria numero 102 in con la maglia di New York, record assoluto per un QB dei Giants. MVP: Eli Manning, lancia 441 yard e segna 3 TD. WEEK 5: PATRIOTS 30 – COWBOYS 6! Dopo il riposo della scorsa settimana, Brady e compagni mettono a segno un'altra schiacciante vittoria contro i Dallas Cowboys, che senza Romo e Bryant non saranno mai in partita. Inizialmente la difesa dei Cowboys riuscirà a limitare con successo Brady e compagni, con Greg Hardy in versione 'Kraken' (mostro marino leggendario dalle dimensioni abnormi), che dopo alcune dichiarazioni contro Brady e la moglie Gisele, registrerà una grande prestazione: 2 sack, 4 placcaggi e un fumble forzato. Ma dal terzo quarto in poi la musica cambia, e i Patriots aggiusteranno la loro Linea Offensiva, guidati dall'asse Brady-Edelman portando a casa una netta vittoria. L'attacco dei Cowboys non sarà mai percioloso, contro una difesa pilotata dal mitico trio di linebacker: Jamie Collins con 6 placcaggi, Dont'a Hightower con 4 placcaggi e Jerod Mayo 1 placcaggio. Ad oggi Tom Brady risulta essere l'unico QB della Lega ad aver lanciato 11 TD senza intercetti. MVP: Julian Edelman, riceve per 120 yard e segna 1 TD, recupera anche un fumble.
WEEK 5: SEAHAWKS 24 – BENGALS 27! I Bengals raccolgono anche l'illustre scalpo dei Seahawks in una partita spettacolare. Seattle va in fuga con Rawls e Wagner ma devono fare i conti con un Dalton diverso rispetto agli anni passati, infatti costruisce una rimonta strepitosa dei Cincinnati Bengals che sotto di 17 gioca senza paura contro la Legion of Boom trovando il TE Eifert che segna ben 2 TD. A Seattle non basta una gran prova difensiva: intercetto di Thomas prima e ritorno di Fumble in TD di Wagner dopo. Nel finale la partita è decisa dal Kicker, Nugent dei Bengals segna un Field Goal per portare il match all' Overtime dove segna ulteriori 3 punti decisivi con brivido finale, visto che la palla sembrava destinata a uscire dopo aver urtato il palo giallo. Ancora incolore la prova di Graham che riceve appena 3 palloni per 30 yards. MVP: Andy Dalton, lancia 331 yard, corre per 18 yard e segna 2 TD.
WEEK 5: PACKERS 24 – RAMS 10! I Packers superano i Rams che si dimostrano arcigni in difesa, ma ancora troppo incompleti in attacco, il solo Todd Gurley, che correrà 159 yard, non può bastare per far girare tutta la giostra. La vera notizia di oggi è che Rodgers si fa intercettare 2 volte al Lambeau Field, non succedeva dal 2010. Ha comunque lanciato 241 yard e segnato 2 TD. I Packers ringraziano anche la loro difesa molto aggressiva, che mette costantemente sotto pressione Foles, il quale subirà dei placcaggi molto duri per tutta la partita sopratutto da Clay Matthews. La gara viene comunque controllata da Green Bay, che restano ancora imbattuti dopo 5 giornate. MVP: Haha Clinton-Dix, mette a segno 6 placcaggi e 1 intercetto.
WEEK 5: BRONCOS 16 – RAIDERS 10! I Broncos vincono lo scontro diretto con gli Oakland Raiders e ancora una volta devono ringraziare la loro difesa. I due attacchi sono annullati completamente dalle ottime Pass Rush, quella di Denver è guidata da Von Miller, che registra 1 Sack e recupera 1 fumble. Eccezionali le ottime coperture della secondaria di Oakland, con una menzione speciale per Charles Woodson, che dopo 18 anni di carriera e 60 intercetti riesce a punire per ben due volte anche la sua bestia nera Peyton Manning. Una partita così chiusa non poteva che essere decisa da una giocata del singolo, e infatti a pochi minuti dal termine Chris Harris, uno dei migliori Cornerback della lega, intercetta Carr e riporta l'ovale in TD regalando la vittoria ai Broncos. Denver si porta sul 5-0 ma continua ad essere molto fortunata, guidata da una difesa immensa che sta facendo dimenticare l'età avanzata di Manning ai suoi tifosi. Da segnalare due FG sbagliati da Sebastian Janikowski, errori che potevano regalarci un altro risultato. MVP: Chris Harris, placca 3 volte, 1 intercetto e segna 1 TD da 74 yard.
WEEK 5: STEELERS 24 – CHARGERS 20! La quinta giornata termina con una partita equilibrata portata a casa negli ultimi secondi dai Pittsburgh Steelers grazie al solito incontenibile RB Bell, ma anche da un ottimo Vick. San Diego ritrova uno dei più grandi Tight End della storia, Gates infatti dopo 4 giornate di sospensione ritornerà a dominare come in passato, riceverà 92 yard chiudendo down importanti e segnerà 2 TD. Vick sbaglia le misure per diversi lanci ma l'errore decisivo è quello di Rivers che si fa intercettare da Blake che ritorna il pallone per 70 yards direttamente in TD. Sempre Vick 'spara' una bomba da 72 yards al velocissimo Wheaton che risponde a tono al forte attacco aereo dei Chargers. San Diego è avanti ma deve fare i conti con Vick, che con uno dei suoi scramble porta Pittsburgh in posizione avanzata, poi Bell fa il resto portando in end zone la palla della vittoria ad un secondo dal termine. Un ottimo Philip Rivers che lancia 365 yard e segna 2 TD non basterà per battere questi Steelers. MVP: Le'Veon Bell corre 111 yards e segna 1 TD.

martedì 22 settembre 2015

Ritorno da Oleg


Di ritorno dall'avamposto per cercare di capire la fine dei due compagni, Dev'yid e Uriel trovarono Kastaghir in compagnie del ranger e del guerriero. I due raccontarono della fortunosa fuga: nella concitazione della battaglia, col Re Cervo ferito ritiratosi nella sua stanza, Achiros aveva preso i loro corpi e li aveva caricati nel cavallo lasciato libero dallo gnomo e dal mezzelfo durante la rocambolesca fuga. Aveva poi cavalcato per un paio d'ore, allontanandosi dal forte, dove li aveva liberati, dopo averli fatti rinvenire.
Poi era tornato indietro verso il suo destino.
Il Re Cervo l'avrebbe ammazzato? Oppure avrebbe abbandonato per sempre i banditi?
I due compagni continuarono a farsi queste domande, mentre si dirigevano verso il loro accampamento. Sapevano che se i compagni erano ancora vivi, li avrebbero trovati lì.

Una volta riunitosi, il gruppo decise di tornare da Oleg per cercare di trovare qualche informazione in più sui componenti principali della banda. Dev'yid era sconvolto alla sola idea di tornare immediatamente indietro verso quell'inferno: aveva ancora bene impresso il teschio terrificante e vuoto che  lo fissava vuoto. In compenso era dell'idea che l'unico modo per affrontare un nemico così spaventoso fosse quello di chiedere rinforzi alla milizia, o allearsi con qualcuno: sia i coboldi che gli gnefri - sebbene non ne fosse così entusiasta - potevano essere interessati ad un accordo in cambio di un contingente.
Da Oleg, però, riuscirono solamente a sapere da Garess che qualche anno prima, nella capitale, si era vociferato di un paladino di Erastil che era scomparso in seguito all'accusa di aver stuprato una donna. Forse Jhod, al tempio, avrebbe potuto saperne di più.
Su Donovan invece, il ladro assassino, nessuna informazione nè taglia. Sembrava comparso dal nulla.
Non volevano però lasciar passare troppo tempo per paura che il forte si potesse ripopolare.
Decisero quindi di ripartire verso il Vecchio Sicomoro, alla ricerca di una possibile alleanza. Ma chi abitava là sotto, gli gnefri o i coboldi? E come avrebbero reagito questi dopo l'uccisione di alcuni di loro presso il campo delle bacche zanna?
Rimaneva però una delle poche chance per poter sconfiggere in breve tempo i banditi ed il loro terribile re.

sabato 15 agosto 2015

Giusto per precisare...

Da un bellissimo articolo della Tana dei Goblin, scritto dall'utente Normanno, uno dei più esperti in materia di dungeon crawler

The Dungeon Calls – i Dungeon Crawler ed i loro discendenti
Parte prima: una definizione di Dungeon Crawler

Negli anni ’80 e primi anni ’90 il gioco di ruolo “old school” andava per la maggiore, con un fiorire di sistemi ed ambientazioni mai visto prima (e paragonabile a quello attuale dei giochi di narrazione e dei gdr “new wave”), ma il riferimento restava sempre e comunque – allora come oggi – Dungeons & Dragons. All’epoca la carta stampata era il medium più diffuso tra i giocatori, prima dell’avvento su scala globale della Rete, e su uno dei tanti mensili stranieri di giochi di ruolo trovai una vignetta ambientata in un mondo fantasy in cui uno dei personaggi si lamentava delle nuove ambientazioni e desiderava tornare ad una cosa tipo “entri in una stanza di 9m x 9m, un orco sorveglia una cassa…”.Questa frase riassume benissimo il concetto di Dungeon Crawler nei suoi elementi base: esplorazione di sotterranei, incontro con mostri, raccolta di tesori. Semplice, efficace, e contemporaneamente aperto ad una gamma pressoché infinita di variazioni.


Un po’ di etimologia
Da dove deriva il termine Dungeon Crawler? Il termine dungeon è un’anglicizzazione del termine francese donjon, che a sua volta deriverebbe dominionus, anche se l’etimo è incerto), che in origine indicava la torre più alta, o rocca, di un castello (in italiano “dongione”). Il termine inglese per se appare nella lingua anglosassone solo nel XIV secolo, ad indicare appunto la torre più alta di un castello.
Oggi il termine indica invece una prigione sotterranea (e, per estensione, un sotterraneo), e probabilmente questa associazione del termine risale quantomeno al Rinascimento. Paradossalmente, in francese moderno la parola donjon significa ancora dongione, mentre per indicare un sotterraneo con funzione di prigione si usa oubliette (“posto dimenticato”, dal verbo oublier, “dimenticare”), termine usato anche in inglese per indicare un sotterraneo con accesso verticale, cioè tramite una botola.
Per i geek del gioco, il termine dungeon indica invece un sotterraneo, usualmente da esplorare e provvisto di mostri da eliminare e tesori da riportare alla luce. In questo senso il termine può essere fatto risalire a Dungeons & Dragons, in cui una delle attività più redditizie in termini di punti esperienza e monete d’oro è proprio quella di esplorare sotterranei di ogni tipo.
To crawl in inglese significa “strisciare”, ma anche “spostarsi lentamente” o “spostarsi carponi”. Crawling viene definito negli studi biomeccanici come una delle sette forme di locomozione, e consiste appunto nel “gattonare”, spostarsi usando braccia e gambe, ed è la prima forma di locomozione appresa negli umani, ma anche una forma di spostamento lento in campo militare (p.es., leopard crawl o tiger crawl).

Dungeon Crawl(da ora in poi abbreviato in DC), quindi, significa “spostarsi lentamente in un sotterraneo” (o, se preferite un’immagine meno cupa, “gattonare in un sotterraneo”). Questa definizione viene usata sia nel campo dei videogames sin dal 1975, che in quello dei giochi di ruolo. Nel campo dei boardgames, la definizione ha assunto col tempo connotati piuttosto eterogenei, come vedremo fra poco.


Una definizione di DC?
Cercando in rete, DC viene trovato su wikipedia principalmente come riferimento ai videogiochi (a partire dai simil-Rogue in poi), un argomento che probabilmente finirà in un prossimo articolo ma che qui non viene trattato se non incidentalmente. Passando su quello che è il riferimento moderno per chi gioca da tavolo (e di ruolo), cioè Boardgame Geek (BGG), troviamo che la definizione di DC è espressa in termini diretti ma che personalmente trovo ambigui e un po’ “abbondanti”, tanto è vero che gli esempi riportati escono parecchio fuori contesto – sempre a mio avviso: “Un tipo di scenario nei giochi di ruolo fantasy in cui gli eroi esplorano un ambiente labirintico, combattendo diversi mostri e saccheggiando ogni tesoro che possano trovare”. Gli esempi includono Mice and Mystics, Descent, e Claustrophobia. Come vedremo, tutti i giochi usati come esempio sono abbastanza distanti dal concetto di DC, persino da quello espresso in due righe dai guru di BGG. Ma partiamo da questa definizione per cercare di capire cosa potrebbe intendersi per “dungeon crawl” o “dungeon crawler”, ponendo l’accento sulle prime due caratteristiche riportate dalla definizione.

Scenario nei giochi di ruolo fantasy: in base alla definizione di BGG, un DC è intrinsecamente legato ai giochi di ruolo fantasy. Pertanto giochi come Imperial Assault, Gears of War, Shadows of Brimstone, o The Undercity non possono rientrare nella categoria DC. Anzi, a guardare la definizione in maniera oggettiva, un DC non rientrerà mai nei giochi da tavolo, i quali sono ormai separati dai giochi di ruolo. 

Esplorare un ambiente labirintico (il verbo inglese usato è “navigate”, che vuol dire “navigare (orientandosi), percorrere navigando”, e quindi “esplorare”): in giochi come Mice & Mystic o Descent i labirinti sono decisamente pochi, per non dire nessuno. In uno dei primi DC della storia, The Sorcerer’s Cave, la definizione sarebbe stata decisamente calzante. Ma io voglio porre l’accento sulla parola “navigate”, esplorare. I giochi menzionati sono tutti “a mappa visibile”, cioè la mappa del gioco è visibile ai giocatori sin dall’inizio, e l’esplorazione è ridotta a poco e niente.

Le ultime due caratteristiche sono pressappoco comuni a tutti i giochi che vengono normalmente fatti rientrare nei DC: combattere contro i mostri e saccheggiare tesori (recuperare oggetti, raccogliere oggetti, come vi pare).

Pertanto, una volta fatto salvo che la prima parte della definizione è completamente errata, altrimenti dovremmo escludere ogni gioco da tavolo, ed ogni gioco non fantasy, tutti i giochi in cui non c’è esplorazione di un labirinto non sono DC. Quindi ad essere veramente “puristi”, i DC non esistono. Cerchiamo allora di trovare una definizione migliore di un DC, aiutandoci con alcuni dei giochi che vengono comunemente fatti rientrare in questa categoria.


Il mondo dei boardgame DC
Visti i limiti oggettivi dell’unica definizione “ufficiale” di un DC, proviamo noi a dare una definizione operativa secondo la quale possiamo identificare un boardgame come “DC” o “non DC”. Vedremo che la cosa non è così semplice, ma possiamo provare quantomeno a costruire uno schema base da cui partire. 

Innanzi tutto, potremmo rimuovere la prima frase dalla definizione: non stiamo parlando infatti di giochi di ruolo, ma di giochi da tavolo; e non stiamo parlando di scenari ma di un genere, quindi di una serie di caratteri definibili oggettivamente, riscontrabili sperimentalmente e – ci aggiungo – semplici da individuare. 

La prima caratteristica deriva direttamente dalla prima frase della definizione di BGG: perché un boardgame possa essere definito un DC occorre che i giocatori “interpretino” dei personaggi, e che quindi la scala del gioco sia “singola persona”. Pertanto, perché un gioco da tavolo possa essere considerato DC, occorre che la maggior parte dei giocatori controlli ciascuno un personaggio singolo. Possiamo quindi parlare di un gruppo di eroi, ciascuno con le proprie statistiche ed abilità. In questa caratteristica non si fa menzione di avversari; quelli complicano la faccenda e verranno menzionati più avanti.

Esplorazione di ambienti (labirintici): perché un gioco sia definito DC occorre che sia presente nel gioco una meccanica di esplorazione di un ambiente non lineare (“labirintico” è un po’ fuorviante), quindi costituito da corridoi, stanze, passaggi, radure, paludi o quant’altro che non formi un percorso unico e diretto da un punto A ad un punto B. Non che ci siano giochi in cui si esplori un tratto autostradale in rettilineo, ma non si sa mai – ed a quel punto sarebbe questo un DC? Potremmo quindi parlare di un gruppo di eroi che esplora ambienti interconnessi a percorsi multipli (che parolone…).
Ma attenzione: cosa intendiamo con “esplorazione”? Personalmente, ed in termini di gioco, ritengo che “esplorare” significhi avere a che fare con una mappa sconosciuta all’inizio della partita, e che viene rivelata man mano che il gioco procede. Pertanto giochi come Descent, Mice and Mystics, o Claustrophobia, non rientrerebbero nella definizione di DC. Questa cosa ci costringe a completare la nostra definizione, trasformandola in: un gruppo di eroi che esplora ambienti interconnessi a percorsi multipli; questi ambienti all’inizio della partita non sono immediatamente visibili agli eroi.

Combattimento contro mostri: perché esplorare una grotta, se non siete speleologi? E a questo proposito, The Cave è quindi un DC? No, ovviamente, perché in The Cave esiste solo la parte esplorativa. Perché un gioco da tavolo sia un DC occorre che ci siano dei simpatici mostri che abitano il posto che gli eroi esplorano, e che naturalmente non sono proprio molto contenti dell’intrusione a casa loro; il combattimento con mostri è quindi un altro elemento fondamentale dei DC, che porta la nostra definizione a diventare: un gruppo di eroi che esplora ambienti interconnessi a percorsi multipli; questi ambienti all’inizio della partita non sono immediatamente visibili agli eroi ed ospitano mostri ostili da combattere. Da chi siano controllati questi mostri diventa secondario (ma non irrilevante) ai fini della nostra definizione. I veri DC sono quelli con un Gamemaster, cioè un giocatore che controlla mostri e trappole? O basta un sistema automatico (un’intelligenza artificiale, per così dire) per definire un DC? Ai fini della nostra definizione, la cosa importante è che ci siano scontri con mostri, mentre chi controlla questi mostri è relativamente inutile per definire il genere del gioco. Qualora volessimo aggiungere categorie tassonomiche alla nostra classificazione, questo particolare diventa importante, ma ciò esula dallo scopo di questo articolo.

Saccheggio/raccolta di tesori: i mostri lasciano cadere tesori, lo sa qualsiasi videogiocatore. E lo scopo ultimo dell’esplorare una caverna su Krynn o una jungla su Venere è quello di raccogliere tesori e diventare ricchi e potenti. Ammettiamolo. Per cui, la nostra definizione riceve un’ulteriore pezzo: un gruppo di eroi che esplora ambienti interconnessi a percorsi multipli; questi ambienti all’inizio della partita non sono immediatamente visibili agli eroi ed ospitano mostri ostili da combattere, tesori e oggetti da raccogliere. Su questa parte c’è poco da discutere, ai fini di questo articolo: la faccenda è chiara, voglio la spada +3. Ma, ed aggiungo un ma, quale sarebbe lo scopo ufficiale per cui gli eroi sono in marcia? Una quest, una missione, ritrovare un personaggio scomparso, recuperare un tesoro misterioso, sconfiggere un mostro mitico… tutti i DC che si rispettino hanno scenari in cui c’è uno scopo finale dello scenario stesso. Questo ci porta ad un’altra parte della definizione, stavolta nuova.

Uno scopo per esplorare: la ragione per cui si decide di esplorare codesti ambienti interconessi etc. etc. quale sarebbe? Un DC che si rispetti funziona a scenari – non necessariamente connessi in una campagna, ed ogni scenario ha un obiettivo finale. A mio avviso, anche questo andrebbe incorporato nella definizione di DC, che quindi diventa: un gruppo di eroi che esplora ambienti interconnessi a percorsi multipli; questi ambienti all’inizio della partita non sono immediatamente visibili agli eroi ed ospitano mostri ostili da combattere, tesori e oggetti da raccogliere. Il gioco si svolge attraverso scenari non necessariamente connessi in una campagna ed ogni scenario ha un obiettivo finale definito dall’inizio della partita.

C’è un ultima parte della definizione di un DC che io reputo fondamentale e che invece non viene considerata nella definizione di BGG: la crescita del personaggio. Questo aspetto, che molti associano – giustamente – ai gdr “old school”, è l’ultimo tassello della definizione operativa per inserire un gioco nel genere “DC”. La crescita dei personaggi deve essere percepibile in termini di regole di gioco, ma non deve necessariamente avvenire per miglioramento delle caratteristiche dei personaggi. Per esempio, in HeroQuest la “crescita” consiste semplicemente nel migliorare l’equipaggiamento, mentre in Shadows of Brimstone la crescita del personaggio comporta il cambiamento di più di una statistica di gioco, oltre al miglioramento dell’equipaggiamento stesso.  Pertanto aggiungiamo alla nostra definizione questa parte:nel gioco c’è una crescita percepibile del personaggio, in termini di abilità e/o equipaggiamento.

La nostra definizione, finalmente, è completa. Un DC è un genere di giochi in cui : un gruppo di eroi che esplora ambienti interconnessi a percorsi multipli; questi ambienti all’inizio della partita non sono immediatamente visibili agli eroi ed ospitano mostri ostili da combattere, tesori e oggetti da raccogliere. Il gioco si svolge attraverso scenari non necessariamente connessi in una campagna ed ogni scenario ha un obiettivo finale definito dall’inizio della partita; nel gioco c’è una crescita percepibile del personaggio, in termini di abilità e/o equipaggiamento.

Un’ultima cosa ritengo fondamentale da chiarire: la definizione di DC non dipende dall’ambientazione. Un DC può essere horror, fantasy, fantascientifico, ucronico, storico, quel che vi pare. Per quanto mi riguarda può essere pure un gruppo di pupazzi che cerca qualcosa in una casa (che so, un DC ambientato in Toy Story…). L’ambientazione non è un fattore limitante, ed è il primo e più grave errore commesso nella definizione di BGG.


DC or not DC?
Avendo una definizione, possiamo testarla in maniera operativa prendendo come esempio due giochi abbastanza conosciuti. 

HeroQuest, che da molti viene considerato (a torto o ragione) l’archetipo dei DC è davvero un DC? Vediamolo insieme. Il gruppo di eroi ce l’abbiamo: quasi tutti i giocatori controllano ciascuno un eroe; questi eroi esplorano ambienti interconnessi a percorsi multipli – anche se questi vengono creati a partire da un tabellone fisso, i giocatori non sanno quali stanze esistono e quali no. Gli eroi possono scegliere di seguire percorsi differenti ed aprire porte diverse, non c’è un unico percorso lineare nel gioco. Nelle stanze, e spesso nei corridoi, ci sono mostri da combattere, e oggetti e ricchezze da trovare. Ogni partita ha un suo obiettivo principale che gli eroi devono raggiungere, e i personaggi “crescono” grazie all’utilizzo di nuovi oggetti, più potenti dei precedenti.

Descent (2nd edition) viene da molti (a torto o ragione) considerato il vero erede di HeroQuest. Ma è davvero un DC, secondo la nostra definizione? Anche qui abbiamo il gruppo di eroi, ciascuno controllato da un giocatore diverso. Ma qui la mappa è palese fin dall’inizio, e non c’è il fattore esplorazione (e molto spesso c’è un percorso unico da seguire, in genere conseguenza della presenza di una mappa palese fin dall’inizio). Mostri da combattere ce ne sono e come, così come c’è una raccolta di tesori ed oggetti e obiettivi da raggiungere. La crescita degli eroi è gestita meglio che in HeroQuest, perché oltre all’equipaggiamento gli eroi hanno anche abilità diverse da acquisire. Ma, mancando una parte della definizione, Descent non è un DC.

Quasi-DC e Skirmish-DC
Descent non è il solo caso. Ci sono moltissimi boardgame che vengono definiti DC ma non corrispondono alla definizione che abbiamo trovato (né, per quanto ci riguarda, alla definizione data da BGG, che come abbiamo visto è limitata ed ambigua, e quasi inapplicabile).Imperial Assault, Mice & Mystics, Mansions of Madness, sono tutti giochi di questo tipo, cioè “quasi-DC”. La nomenclatura scientifica imporrebbe un “para” davanti al nome, quindi questi giochi potrebbero essere definiti “para-DC”, però mi rendo conto che un termine del genere non prenderà mai. Forse “quasi-DC” va meglio, ma su questo sono aperto a nuove idee. Un punto in comune di molti di questi giochi è l’aspetto “skirmish”, cioè gruppo contro gruppo – tanto è vero che per esempio in Descent o Imperial Assault un giocatore può controllare più di un personaggio, e l’Overlord fa da avversario. In casi del genere io propongo la definizione di “skirmish-DC”, che evita confusione, e definisce un gioco simile ad un DC ma senza la parte esplorativa. 

Mi rendo conto che oggi moltissimi giochi vengono definiti DC solo perché ci sono miniature o c’è l’ambientazione fantasy (alcune tra le più grosse “cantonate” in termini di definizione sono Arcadia Quest e Zombicide, solo per fare due esempi, i quali non rientrano nemmeno nel genere skirmish-DC), però ritengo che per chiarire di cosa si stia parlando occorrono definizioni chiare e comprensibili. Non sogno nemmeno lontanamente di impersonare il “Linneo dei giochi da tavolo”, ma come molti Nerd soffro di sindrome ossessivo-compulsiva e devo dare un ordine ed un’etichetta a molte cose che mi circondano. Forse anche Linneo era un Nerd?