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mercoledì 8 febbraio 2017

THE CHAMP IS HERE!

 
SUPER BOWL LI: PATRIOTS 34 - FALCONS 28 OT

Epilogo pazzesco nel Super Bowl 51, i Patriots vincono il loro quinto titolo della storia dopo una clamorosa rimonta da -25. L' MVP della gara non poteva vincerlo Tom Brady, che infrange ogni record e diventa un dio immortale. Il match parte con l'ovazione per l'ex Presidente degli Stati Uniti George Bush Senior (che lancia la monetina). Il primo quarto passa velocemente con le due squadre che si limitano a studiarsi. Il Secondo quarto è un disastro per i Patriots, Blount (11 portate, 31 yards e 1 fumble perso) perde palla in un drive molto promettente e Atlanta col trio Ryan-Jones-Freeman sblocca il Super Bowl col TD del RB. Nel Drive successivo Ryan pesca Hooper in End Zone, ma il disastro arriva poco dopo; Brady guida un buon drive ma sulle 23 dei Falcons viene intercettato da Alford (11 tackles, 1 intercetto, 1 TD, 1 fumble recovery) che si fuma tutto il campo e sigla il 21-0 che shocka i Patriots. Prima del riposo New England trova 3 miseri punti che chiudono il primo tempo 21-3 per i Falcons. Nemmeno Lady Gaga incanta anche se le scenografie e le coreografie sono state pazzesche. Matt Ryan sembra dare il colpo del KO pescando Tevin Coleman che segna il 28 a 3. La timida reazione dei Patriots è affidata a James White che segna su ricezione anche se Gostkowski sbaglia clamorosamente l'ennesimo extrapoint. I Falcons non riescono più a fare niente in attacco, ma New England non ne approfitta e si accontenta di soli 3 punti ad inizio quarto quarto. La giocata che cambia la partita la segna il LB Dont'a Hightower, che strappa la palla dalle mani di Ryan e regala palla ai Patriots nelle 30 dei Falcons, Brady ne approfitta subito e manda Amendola (78 yards e 1 TD) in TD, la conversione da 2 è affidata a White che va a segno (da aggiungere anche la finta di snap di Brady). I Patriots iniziano a crederci, ma Freeman (121 yards e 1 TD) mette a segno un gran play portando subito i Falcons a metà campo; Julio Jones (4 ricezioni e 87 yards) si inventa una ricezione impossibile che mette in una gran posizione i Falcons, che però sprecano tutto per via di un sack di Flowers (2,5 sack) e un Holding. Brady chiamato a l'ennesimo miracolo firma un drive magico che vede anche una ricezione folle di Julian Edelman (ai nostalgici avrà ricordato Tyree contro proprio New England), chiuso dal secondo TD di James White. La conversione da 2 punti è decisiva e i Patriots vanno a segno con Amendola su passaggio di Brady, che sigla il 28 pari a 57 secondi dalla fine. Il Drive finale di Ryan (284 yards, 2 TD) è gestito male e la partita va all'Overtime per la prima volta nella storia del Super Bowl. New England vince il Coin Toss e Brady guida un altro drive magistrale, trova a ripetizione Amendola, Hogan, Edelman (87 yards ricevute) e i Patriots volano sulle 2 dei Falcons. Vic Beasley prova a intercettare Brady ma manca di un pelo la magia, mentre James White (139 yards e 3 TD) corre il TD decisivo allungandosi quel tanto che basta a regalare la quinta sinfonia ai Patriots. Tom Brady (466 yards, 2 TD e 1 intercetto) batte il record di yards lanciate in un Super Bowl, rimonta da -25 (mai nella storia si era andati oltre i 10 punti rimontati), completi lanciati (43, battuto il suo a 37) e vince il quinto anello che lo issa al primo posto nella lista dei QB più vincenti di sempre. James White gioca una partita incredibile che lo vede guadagnare 139 yards e segnare 3 TD tra cui il decisivo, inoltre sigla il record del Super Bowl di 14 ricezioni. Bill Belichick diventa il coach più vincente della storia con 5 titoli. Atlanta paga una gestione scellerata del quarto quarto e soprattutto l'inesperienza (5/11 della difesa sono Rookie), la difesa dopo aver retto per 3 quarti si è sciolta e i 3 sack di Jarrett non sono serviti a nulla (record Super Bowl pareggiato). Continua la maledizione degli MVP perdenti anche se Matt Ryan è quello che ci è andato più vicino. In una stagione che ci ha regalato dei playoff a senso unico (tranne Cowboys-Packers e Chiefs-Steelers) questo Super Bowl è sfuggito alla maledizione con emozioni infinite e un'epicità ai massimi livelli. Larry Bird, ex stella dei Boston Celtics, disse : "Ho visto Dio travestito da Michael Jordan", noi possiamo affermare che questa notte abbiamo visto Dio travestito da Tom Brady.
MVP: TOM BRADY, che lancia 466 yards e segna 2 TD.

martedì 9 febbraio 2016

THE CHAMP IS HERE!


SUPER BOWL 50: BRONCOS 24 - PANTHERS 10! I Denver Broncos sono i nuovi Campioni del Mondo. Il leggendario Manning realizza il sogno di ogni atleta, chiudere la carriera con il titolo in tasca. Da noi in Italia è notte fonda, ma vogliamo darvi le nostre impressioni a caldo, poi nel pomeriggio seguiranno i soliti articoli con i relativi approfondimenti.
Beh che dire, una partita per niente spettacolare, dominata dalle difese, dove spiccano su tutti Von Miller e DeMarcus Ware, due signori che hanno fatto la differenza per l'intera gara. L'ottima linea di Carolina è sembrata un colabrodo davanti il 'front seven' dei Broncos. La partita l'ha vinta chi ha fatto meno errori e diciamolo coach Rivera e i suoi Panthers ne hanno fatti davvero troppi. Il Quarterback più sbruffone della lega, Cam Newton, non ha retto l'emozione della partita e ha giocato con il terrore negli occhi, la sua prestazione è stata davvero al di sotto di ogni attesa. Manning porta a casa il secondo anello della sua carriera, a 39 anni suonati è il QB più anziano della storia che riesce a vincere il Lombardi Trophy. Ma diciamolo, Manning ha vinto nella sua stagione più brutta, quest'anno ha giocato veramente male, ma un piano concepito dagli Dei del football diceva che un mito come lui si meritava di chiudere la carriera da vincente.
L'MVP della partita se lo è aggiudicato il Linebacker Von Miller, pensate che la quota dei bookmakers sulla sua prestazione da migliore in campo era data 20 a 1. Invece gioca una partita fantastica, metterà a referto 2,5 sack, 5 placcaggi e forzerà 2 fumble. E pensare che tra qualche mese Miller finirà sul mercato, sarà lui il difensore più pagato della lega? Passiamo al capitolo allenatori, Coach Rivera e i suoi Panthers sono sembrati troppo inesperti per le grandi partite, ma avranno tempo per rifarsi. Il Defensive Coordinator dei Broncos, Wade Philips, si merita una statua in ogni città del Colorado con incisa la dicitura: "L'attacco vende i biglietti, la difesa vince le partite."
E così il Superbowl 50 è già storia. Che non si dica che è stata una bella partita. E’ stata bellissima. Indipendentemente dal risultato, intendo. Non posso farci nulla, rispetto profondamente il gesto atletico di una bella ricezione o la corsa nel traffico del running back, o la guida offensiva di un grande quarterback, ma vedere giocare due difese al livello espresso in questo Super Bowl, è, per me, uno spettacolo indimenticabile. Sette fumble di cui tre persi, 11 sacks combinati, due intercetti, solo due TD e su corsa… è musica per le mie orecchie. Puoi avere grandi quarterback come Brady o grandi attacchi come Arizona, ma quando ti vai a infrangere contro queste rocce, restano i rottami. Le due squadre combinate insieme hanno convertito 4 terzi down su 29 e Denver ha avuto 1 su 14. Hanno messo insieme 131 snaps per riuscire a fare poco più di 500 yards. Gli ultimi 13 drive combinati delle due squadre hanno sommato 79 yds. La difesa di Carolina ha concesso solo 194 yards nei 11 primi down. Lo scopo delle difese, è sempre bene ricordarlo, è quello di fare giocare male a football. Comunque è finita. Gloria ai vincenti e onore ai vinti. Adesso, fino al marasma della Free Agency, non si parlerà che di difese delle squadre, di Von Miller e Peyton Manning, di Cam Newton e dei Panthers.

Allora facciamo qualche considerazione. Innanzi tutto tifo San Francisco 49'rs. E che c’entra, direte? Nel senso che quando sei realmente preso da una squadra, difficilmente puoi dire che ti possa piacere un’altra franchigia. E questo vale soprattutto, almeno per me, per la mia Conference. Ma, devo dire, non ho mai nascosto, nella NFC, una timida simpatia per i Green Bay Packers, per il tipo di squadra che sono e la filosofia che li attraversa, per I Patriots di Brady e Gronkowsky, per i Seahawks di Wilson e Lynch (ora ritirato purtroppo), per i Texans di J.J. Watt, per i Broncos dello "sceriffo" Payton Manning e, fino a qualche tempo fa, anche per i Carolina Panthers. Fino a qualche tempo fa. Perché da quando Cam Newton ha calcato e intensificato la sua maniera istrionica, un po’ strafottente, e irriverente di intendere il football, ho cominciato, un po’, a non sopportarli. Credo e ritengo che il football sia uno sport durissimo ed esasperato nella contrapposizione personale e fisica dei giocatori, e non trovo alcuna motivazione nel fomentare gli animi. E’ uno sport che si deve basare soprattutto sul rispetto, e il giovane talento di Charlotte, ogni tanto, si dimentica di averlo. E allora fa un po’ ridere averlo visto in tutti questi ultimi tempi calcare la mano in tanti atteggiamenti e vederlo ,finito un Superbowl perso che era convinto di vincere, davanti alle domande dei giornalisti come un bimbetto a cui avevano portato via il giocattolo preferito. Non posso non pensare a Peyton Manning, ma anche a Tom Brady o anche a Russell Wilson o Aaron Rodgers ed al loro atteggiamento nei confronti degli avversari, anche quando sono stati battuti.
Tutto ciò esula da un giudizio tecnico del giocatore, che stimo, e che ritengo, quest’anno, abbia fatto finalmente vedere l’enorme talento che possiede e le grandi capacità fisiche di cui è dotato, giustamente premiate con il MVP. E’ ingiusto inoltre considerarlo, come già da tante parti si sta leggendo, la ragione della sconfitta dei Panthers. E’ vero, ha fatto 18 su 41 con 265 e zero TD e un intercetto, ma diciamo la verità, come si è trovato Tom Brady, molto più rapido di lui nel rilascio sotto pressione, nella finale di Conference? La verità è che sottoposta alla prova più difficile della stagione, cioè affrontare la migliore pass rush della Lega, la OL e soprattutto Michael Other e Mike Remmers sono andati in frantumi. Era ampiamente previsto che fermare Von Miller (ora in Free agent e spero che i Niners se lo portino a casa ricoprendolo di dollaroni!) sarebbe stato indispensabile per Carolina per vincere e, a parte qualche snap, il grande talento di Denver è stato immarcabile.
A parte ciò, confrontando i due quarterback e le loro prestazioni, non si può dire che Cam ne esca perdente. Dei due è l’unico che ha trovato qualche pass profondo, su Brown, su Ginn e su Funchess, mentre Peyton ha trovato un paio di volte Sanders, una volta Caldwell e nulla più. Ha anche corso per 45 yds, top del team. Il problema che dalle 40 yards avversarie, l’attacco e il QB di Carolina si sono regolarmente persi, a parte il drive del TD. In questo c’entra la difesa di Denver, certo, visto che Newton ha raccolto 6(!) sacks 13 hit e 47 dropback, ma anche Manning ha subito sei sacks 5 hit e ha avuto palle perse, semplicemente però quando Denver è entrato nella metà campo avversaria, ha portato a casa i punti. E in questo c’entra il fatto che Peyton ha giocato tanto e da tanti anni ad alto livello, da renderlo capace di massimizzare il risultato delle rare occasioni che una finale come quella di Domenica ti lascia.
Se la sconfitta di Carolina non è (solo) figlia di Cam Newton, la vittoria di Denver ha un eroe ed è Von Miller. Non ha solo raccolto 2,5 sacks decisivi, fatto pressione in tasca tutta la partita in modo asfissiante, ha provocato due fumble che sono poi andati in touchdown, sei tackle di cui cinque dal solo, ma ha anche dimostrato il suo talento in copertura facendo vedere quanti soldi bisognerà pagarlo nella prossima free agency, la tag su di lui sarebbe attorno ai 14 milioni e chissà se lo farebbe contento. Un eroe della vittoria, quindi, Von Miller, ma se si deve individuare un padre della vittoria, quello è il coaching staff dei Broncos e in specifico, Wade Phillips. Il DC ha messo insieme una delle più aggressive e performanti difese della storia recente della NFL (e non solo) ed ha strutturato una partita perfetta o quasi contro i superfavoriti Carolina Panthers. Ha avuto una certa fortuna, è bene dirlo, perché se si devono raggiungere i massimi obiettivi bisogna sempre averla, e stavolta si è materializzata nel precoce infortunio alla caviglia a Johnatan Stewart (RB di Carolina), proprio quando i Broncos stavano mettendo quel differenziale di punti che la franchigia di Charlotte non è più riuscita a colmare. In tante statistiche si è visto come, al Super Bowl, chi riesce a mettere più di un TD di differenza di vantaggio all’inizio partita ha grandissime probabilità di vincere la sfida.
Senza una delle armi fondamentali della corsa avversaria, il lavoro della linea dei sette è stato fortemente semplificato, con Tolbert che ha subito anche un fumble. Gli schemi difensivi non hanno concesso spazio a Olsen (4-41) anche a rischio di subire qualche pass centrale anche profondo, come è successo, nella giusta convinzione che quello non fosse il gioco preferito da Newton. Infatti il tasso di completamento del giovane quarterback è precipitato a 43,9% il più basso della stagione, e alla fine il reparto difensivo a portato il Vince Lombardi a Denver e il secondo anello a Manning, proprio nell’anno peggiore della gestione dell’attacco da parte del quarterback veterano. La grande capacità di pressione costante, la secondaria, che a parte qualche spettacolare ricezione, ha concesso poco e niente principalmente nella propria metà campo, e soprattutto la capacità di generare i turnover hanno fatto una incredibile differenza. Come spesso succede, nelle partite tirate come quasi tutti i Superbowl, la differenza la fanno i turnover, e non a caso Denver ha vinto 4 a 2 e due cambi palla i Broncos li hanno massimizzati con 15 punti. Da parte di Carolina ha, come sempre dominato Luke Kuechly, dominatore della seconda linea, sempre attento e preciso nel guidare la sua difesa ed ha chiuso con 10 tackle di cui 7 da solo e un sacks, ma chi ha impressionato maggiormente è stato Kony Ealy, Defensive End, che ha lottato come un leone tenendo a galla la sua difesa chiudendo con tre sacks, due placcaggi dietro la linea di scrimmage, due ulteriori hit al quarterback Manning e un fantastico intercetto ad una mano nel secondo quarto. Il resto della difesa non è forse arrivato al livello di questi due atleti ma, ripetendosi, non è stata la difesa, a parte la generazione dei turnover, a dovere aver attribuita la sconfitta, e soprattutto questo reparto, dando uno sguardo in avanti, ha il futuro assicurato, anche senza un Jared Allen che potrebbe non essere più nel roster l’anno prossimo.
Una citazione a parte merita John Elway. E’ un discusso General Manager, che ha tanta capacità di lavorare in Free Agency. Ha raccolto un mare di critiche quando portò a Denver Peyton Manning, giudicato dai più finito per i suoi molteplici interventi al collo ed è stata una mossa vincente, sempre ai playoff dal 2012 con due Super Bowl e uno vincente . I suoi costosi innesti, alla Demarcus Ware o Aquib Talib e compagnia con la perseveranza e con la dovuta attenzione al calcolo cap, si sono dimostrati vincenti. Ha azzeccato quasi tutto, compresa la discussa cessione di Julius Thomas, niente da dire, chapeau. Da qualche anno amo il football e chi ama questo sport, al di là delle bandiere, non può non avere amato il Peyton Manning quarterback franchising in campo, fino all’inizio dell’anno scorso. Era una ingiustizia cosmica che un atleta del genere avesse solo un anello. Ora giustizia è fatta, e quindi, sarebbe bello e giusto che PM lasci da vincitore dopo aver stracciato ogni record.
E non parlatemi di calcio per un pò.... in questi 4 mesi non mi è proprio mancato per niente! E scusatemi per la lunghezza ma è pur vero che per qualche mese (almeno fino al draft) non ne scriverò più.

lunedì 2 febbraio 2015

SUPER BOWL CHAMPION 2015


NEW ENGLAND PATRIOTS - SEATTLE SEAHAWKS 28-24
Il 37enne quarterback dei Patriots Tom Brady entra nella storia vincendo il suo 4° Super Bowl in sette partecipazioni, superando Joe Montana e battendo diversi record (13 td-pass nel SB), in un'epica partita che ha cambiato direzione più volte e incerta fino a 20" dalla fine: in pratica la degna conclusione di una stagione elettrizzante e mai scontata. Ma vediamo come è andata tra i New England Patriots (15-4) e i Seattle Seahawks (14-5). 

1° QUARTO Parte forte New England con un drive quasi perfetto che arriva fino a 10 yarde dalla meta. "Quasi" perché al 3&9 Brady si fa intercettare senza riuscire quindi a mettere punti sul tabellone. Ma la difesa dei Pats tiene le corse di Lynch e anche Wilson sembra non avere ancora le idee chiare. Così i primi 15 minuti terminano 0-0 ma con New England dominatrice del campo, che sembra quindi avere un qualcosa in più (1 solo down conquistato da Seattle!).
   
2° QUARTO Ed infatti un secondo drive perfetto di Brady si conclude con il touchdown di LaFell per il 7-0 di New England. Come sempre quando Seattle è in difficoltà c'è un giocatore che "tira la carretta": Marshawn Lynch! ed infatti Wilson incomincia sia a correre che a sfruttare le corse del proprio possente runningback, arrivando fino alle 5 yarde con un lancio di 44yards su Matthews. E da lì The Beast conclude in endzone per il pareggio dei Seahawks: 7-7 a 2 minuti dall'intervallo. Brady vuole arrivare alla fine del quarto in vantaggio e "spinge" sugli esterni Edelman e Amendola, fino a mandare a segno il gigantesco tight End Gronkowsky a 30" dal ritorno negli spogliatoi sul punteggio di 14-7 per New England, ma Wilson pesca un altro coniglio dal cilindro, con 2 velocissimi down guadagnati in pochissimo tempo, conclusi con un lancio di 23yards su Lockette che prende pure una penalità, arrivando a 06 secondi dall'intervallo sulle 10 yarde. E ancor una magia di Wilson pesca Matthews in endzone sullo scadere per il pareggio dei Seahawks: 14-14! Lasciamo il campo a Katy Perry e Lenny Kravitz!
 3° QUARTO L'inerzia della partita sembra essere cambiata e Lynch sembra inarrestabile, tanto che dopo 3 minuti Seattle si porta avanti con un field goal dalle 27 yards, e nel drive successivo Brady si fa intercettare nuovamente, con Lynch che riporta l'ovale sulle 10 yards. Così per Wilson è un gioco da ragazzi mandare a segno Baldwin per il 24-14 che sembra segare le gambe a New England.  

4° QUARTO Tom Brady è troppo esperto per lasciarsi scoraggiare, così inizia di nuovo a martellare la difesa di Seattle con chiamate veloci e sempre diverse: Blount al centro, Edelman e Amendola sugli esterni e la potenza di Gronkowsky che inizia a guadagnarsi un down dopo l'altro con il suo strapotere fisico. Così viene confezionato il 3° TD pass della serata per il QB dei Patriots che pesca Amendola in endzone per il 21-24 quando mancano 7 minuti alla fine dell'incontro. Ora i Patriots ci credono e Brady sfrutta nuovamente Gronkowsky per avvicinarsi all'endzone dei Seahawks. Poi vede il "buco" lasciato da Tharold Simon in difesa per lanciare su Edelman il 4° touchdown della serata, riportando i New england avanti 28-24 quando mancano solamente 2 minuti alla fine della partita. Ancora una volta è Lynch che suona la carica ai suoi: invece che correre al centro si stacca sulla fascia e riceve un passaggio di 30 yard che riporta immediatamente Seattle nel campo dei Patriots. La difesa dei Pats ora accortissima sembra tenere e a Wilson non resta che tentare un big play di 40 yards su Kearse che viene però coperto egregiamente. Sembra incredibile invece cosa succede: con i giocatori già a terra la palla rimbalza su un casco restando in gioco, e permettendo così a Kearse di bloccarla mentre è ancora sdraiato, così riprende la sua corsa e viene poi buttato fuori da Butler a 5 yards dall'endzone! È la zolla di Lynch, che viene chiamato in causa per una corsa che si ferma ad una sola yarda dal touchdown ad 1 minuto dalla fine, con ancora 2 tentativi per Seattle e 2 Timeout. Sembra ormai inevitabile la sconfitta per i Pats, quando invece Wilson (per una chiamata dal coaching staff o di testa sua), invece che puntare ad una corsa centrale e sicura di Lynch opta per un Td-pass che invece viene intercettato da Butler (quello che poco prima aveva fermato Kearse quasi in touchdown) nella endzone dei Patriots! Incredibile! In 2 minuti l'esito della partita è cambiato per ben 4 volte con Seattle che sembrava aver vinto, New england che ha risorpassato, Seattle ad 1 yarda dalla vittoria sfumata poi sul filo! Ai Patriots non resta che far scorrere gli ultimi secondi finali proteggendo a dovere il suo QB mentre si inginocchia per far scorrere il tempo, per diventare così (a mio avviso meritatamente) i nuovi Campioni del Mondo. Brady finisce con il titolo di MVP (ovviamente) con 328 yards lanciate e 4 td-pass (anche se con 2 intercetti) al culmine di una stagione costante e sempre al top, capitano di una squadra che ha sempre saputo cambiare pur mantenendo alto il livello, un'orchestra senza prime donne ma con tanti ottimi solisti che hanno sempre remato dalla stessa parte e senza punti deboli. Seattle, pur contando sulla difesa più forte della lega, non poteva reggersi solo sulle invenzioni di Wilson e Lynch, oppure sugli exploit di un Matthews che è il 4° ricevitore o di un Kearse che prima della partita con i Green Bay non aveva mai ricevuto una palla. La dea bendata aveva condotto i Seahawks in finale a discapito dei Packers che avrebbero forse meritato di più a causa di quella palla ballerina scivolata dalle mani di Bostick a partita ormai persa, e ancora una volta li aveva accompagnati fino a 1 yarda dalla vittoria con l'ovale che era restato in gioco rimbalzando sul casco di un Kearse già a terra su un incompleto. A 20 secondi dalla fine bastava dare palla e far correre quel metro al più forte Runningback della lega per entrare nell'Olimpo del Football…. ma alla fine credo sia stato giusto così, e soprattutto è stato un grandissimo spettacolo ed è valsa davvero la pena di aspettare la fine di questo fantastico incontro che mi ha fatto andare a dormire felice alle 04:30 di mattina :-)

lunedì 19 gennaio 2015

AND THE WINNER IS..........


SEATTLE SEAHAWKS - GREEN BAY PACKERS 28-22 Green Bay domina i Campioni del mondo per tre quarti di match, Wilson gioca la partita più brutta della stagione, regalando 4 intercetti alla difesa dei Packers peccando spesso di superficialità e dimostrando di non essere entrato in partita per i primi 45 minuti di gioco. Poi succede qualcosa che solo nello sport più bello del mondo può accadere, ma che solo una squadra di Campioni può compiere! Ma andiamo con ordine. Aaron Rodgers sembra subito in palla e conduce un drive quasi perfetto…. quasi perché Sherman intercetta il lancio in endzone consegnando la palla a Seattle. Ma Wilson non è in giornata e Clinton intercetta per i Packers che questa volta riescono a mettere punti sul tabellone con un fiele goal di Crosby: 3-0 Packers. Non si fa tempo a ricominciare che subito un fumble di Seattle viene ricoperto da Green Bay, turnover e drive che finisce a 1 yarda dall'endzone. I Packers al 4&1 non vogliono rischiare e vanno ancora per il calcio: 6-0 dopo 10 minuti, che diventa un 13-0 impronosticabile quando Rodgers trova Cobb in endzone per il primo touchdown della partita. Il secondo quarto continua sulla stessa linea: la difesa dei Packers tiene alla grande e non concede nulla, mentre Rodgers sembra accontentarsi di condurre drive sicuri e di mantenere il controllo sull'orologio. Così Wilson viene nuovamente intercettato, mentre i Packers mettono altri 3 punti a tabellone. E a metà gara siamo 16-0 per Green Bay, e non sembra proprio che l'inerzia della gara possa invertirsi, anche perché Seattle intercetta Rodgers, ma Wilson spreca facendosi intercettare a sua volta nuovamente! Poi a metà del terzo quarto l'azione che non ti aspetti. Una penalità relega Seattle ad un 3&14 che sembra presagire ad un altro punt, ed invece Wilson pesca un big play di 30 yard che porta i Seahawks sulle 20 dei Packers. La difesa di Green Bay tiene ancora una volta e costringe Seattle al field goal….. che invece viene fintato: l'holder esce dalla tasca con l'ovale e lancia per il rookie Gilliam che è un bloccatore che si è sganciato: che giocata! E Seattle rientra magicamente in partita: 16-7! Rodgers non si fa intimidire e continua a macinare il suo gioco portando i Packers ad un altro field goal per il 19-7 alla ripresa nell'ultimo quarto di gioco con il punteggio che resta invariato fino a 2'09'' dal termine. Ma la difesa di Green Bay non fa i conti con un giocatore che non ci sta proprio a perdere…. e il suo nome è Marshawn Lynch, The Beast! Il runningback si carica sulle spalle la squadra e di prepotenza si conquista un down dopo l'altro, portando di nuovo Seattle in redzone. E lascia pure che sia il suo quarterback Wilson a segnare un touchdown ormai scontato che gli fa riacquistare fiducia. Lo special team di Seattle rischia un onside kick (ovvero un punt corto per poter riconquistare subito palla), e la difesa dei Packers combina il pasticcio, con un ovale che sembra danzare senza voler fermarsi sulle mani di Brandon Bostick e che si lascia ricoprire poi dai Seahawks, dando una nuova opportunità ai padroni di casa che adesso ci credono per davvero. E proprio Wilson, dopo una partita a dir poco disastrosa, regala 2 minuti di grande football, sostenuto da un Lynch che si improvvisa anche ricevitore e corre sul filo dell'out, regalando il touchdown del sorpasso, con una conversione da 2 punti quasi impossibile di Luke Wilson che sembra chiudere la partita sul 22-19 per i Seahawks. Ma Aaron Rodgers è un campione, e con solamente 90 secondi da giocare conduce un altro drive spettacolare portando Crosby al calcio da 3 punti che fissa il punteggio sul 22-22 a 10 secondi dalla fine e porta la partita ai supplementari! La palla è però di Seattle e Wilson, ormai "on fire", lancia una bomba di 35 yards che pesca Kearse in endzone per l'incredibile 28-22 finale che consegna il titolo di Conference a Seattle e lascia un Russel Wilson in lacrime, quando si rende conto di come stava andando la partita e di come l'hanno recuperata, grazie soprattutto ad uno Shermann che ha giocato magnificamente anche se infortunato e ad un Lynch vero e proprio trascinatore che ha corso per 160 yard… di cui 100 solo nell'ultimo quarto! Posso dire che mi è proprio dispiaciuto per Rodgers che ha giocato con un infortunio al polpaccio e i suoi Packers che hanno giocato divinamente per quasi tutta la partita, fino a 2 minuti dalla fine e non meritavano proprio di perdere ma… this is football! e i Seahawks vanno di nuovo al Superbowl XLIX.
   
NEW ENGLAND PATRIOTS - INDIANAPOLIS COLTS 45-7 Senza storia invece la finale AFC dove l'eterno Tom Brady e i suoi Patriots passeggiano sui Colts giustizieri dell'amico Payton Manning. Il trentasettenne quarterback dei Pats lancia 3 touchdown per 226 yard, regalandosi il suo sesto! Superbowl con la possibilità di vincere il quarto anello. Partita da dimenticare invece per Andrew Luck: il quarterback di Indianapolis non ripete la straordinaria prova offerta contro i Denver Broncos e si fa intercettare 2 volte, completando solamente 12 passaggi su 33 per un totale di 126 yard. Ma veniamo alla partita. Dopo pochi minuti Luck subisce il suo primo intercetto consentendo a Brady di effettuare il suo primo drive che viene condotto magistralmente e concluso con il touchdown di Blount per il 7-0, che diventa 14-0 quando Brady alla fine del primo quarto trova Develin libero in endzone. A 5 minuti dall'intervallo finalmente i Colts riescono ad accorciare con Tipton, ma un field goal dei Patriots fissa il punteggio allo scadere sul 17-7. "Adoro un ciccione che corre con la palla e segna"….. Coach Bill Belichick si prende gioco della difesa avversaria e con una semplice ma efficace chiamata permette a Tom Brady di mandare a touchdown l'offensive tackle Nate Solder per il 24-7… non c'è già più partita, anche perché negli ultimi 5 minuti del terzo quarto New England segna altre due volte: prima con il gigantesco Tigh End, Rob Gronkowski, poi nuovamente con il riesumato Blount (riesumato perché all'inizio dell'anno era stato "tagliato" perché aveva fatto tardi ad un allenamento, firmando poi con gli Steelers…. che a metà novembre lo hanno poi svincolato permettendo a quel furbacchione di Belichick di rimetterlo sotto contratto). Così inizia l'ultimo quarto sul punteggio di 38-7 per New England, unica squadra in campo visto che dei Colts di Chuck Pagano e del suo giovane QB non c'è traccia, e Blount segna il suo terzo touchdown della serata per il 45-7 finale. I Patriots confermano ciò che hanno fatto vedere per tutta la stagione, terminata con un 12-4, che li aveva visti trionfatori nella AFC Est, ed ora nella American Football Conference: una difesa granitica, un quarterback con poche sbavature, un coach esperto, un attacco efficace con mille soluzioni, una squadra compatta ed in pratica senza punti deboli. Seattle non può permettersi di ripetere una partita come quella di ieri con una squadra così in palla perché rischia seriamente di essere travolta. E fra 2 settimane tutti in Arizona!
 

martedì 4 febbraio 2014

GO BRONCOS??? NO BRONCOS

http://www.nfl.com/videos/nfl-game-highlights/0ap2000000323054/Super-Bowl-XLVIII-Seahawks-vs-Broncos-highlights

La prima volta di Seattle. Dominio assoluto dei Seahawks nel Super Bowl XLVIII che hanno annientato 43-8 i Denver Broncos. Partita senza storia: una batosta così netta da entrare negli annali, visto che si tratta del terzo scarto, 35 punti, più ampio di sempre. Delusione per Manning che ha fallito l'occasione di essere il primo Qb della Nfl a vincere due titoli con due squadre diverse. Malcolm Smith è stato nominato l'MVP.



Nfl, Super Bowl: è festa per i Seattle Seahawks
I Seattle Seahawks battono 43-8 i Denver Broncos al MetLife Stadium di New York e conquistano il Super Bowl numero 48, il primo della loro storia dopo aver perso la finale del 2006 contro i Pittsburgh Steelers. Il linebacker Malcolm Smith è premiato con il titolo di MVP della partita. Gara senza storia fin dall'inizio con la grande difesa di Seattle che costringe Peyton Manning e il suo attacco a errori in serie, e poi ci pensano Russell Wilson e i ricevitori a sancire il successo dei Seahawks di coach Pete Carroll, che a 62 anni diventa il terzo allenatore più anziano a vincere il Superbowl e anche il terzo ad aver fatto la doppietta col titolo universitario (dirigeva Southern California).

L'attesa partita con le due migliori squadre della stagione regolare, soprattutto il miglior attacco dei Broncos e la miglior difesa dei Seahawks, si apre con una palla persa per Denver: il centro Ramirez passa male il pallone a Manning che non la raccoglie e finisce in endzone, lì viene ricoperta dalla difesa di Seattle che segna i primi punti, 2-0 (safety). I Broncos non riescono a sbloccarsi e Seattle vola sull'8-0 con due calci di Haushka, il secondo dopo una prodezza difensiva di Irving che nega la ricezione in meta a Kearse. Il secondo quarto si apre con la meta su corsa di Lynch per il 15-0 dei Seahawks dopo l'intercetto di Chancellor ai danni di Manning. Prima dell'intervallo lungo il quarterback di Denver incappa in un altro intercetto: Malcolm Smith pizzica il pallone e lo porta in meta per il 22-0.



Nfl, Super Bowl: è festa per i Seattle Seahawks
Nella ripresa ci si attende una rapida reazione dei Broncos ma sul primo possesso della ripresa Percy Harvin riporta in endzone il pallone del kickoff con una corsa da 87 yards e chiude di fatto la partita col 29-0 in favore di Seattle. La serata nera di Denver prosegue ancora perchè Demaryus Thomas si fa togliere da Maxwell il pallone dopo una ricezione (fumble) e il solito Smith lo recupera. Poco dopo arriva il primo passaggio da touchdown di Russell Wilson che serve Kearse per la meta del 36-0. Prima della fine del terzo periodo c'è tempo per l'unico sussulto dei Broncos con Manning che trova il solito Thomas per il touchdown della bandiera (più la conversione da due punti di Welker) del 36-8 che evita una colossale figuraccia (nessuno ha chiuso un Superbowl a zero).

L'ultimo quarto si apre con un altro touchdwon di Wilson che pesca Baldwin in endzone per il 43-8 che è anche il punteggio finale. Da lì fino al termine i Seahawks amministrano e possono poi festeggiare con la tradizionale doccia di bevanda energetica per coach Carroll, prima di salire sul palco a sollevare al cielo l'ambitissimo Vince Lombardi Trophy. Seattle, una squadra arrivata al Super Bowl con giocatori che mai erano giunti all'atto finale, si gode la solida prova del giovane quarterback Wilson (2 touchdown) e la garanzia della difesa, trascinata dal'MVP Michael Smith, il primo nella storia del Super Bowl a chiudere con una meta su ritorno di intercetto e un fumble ricoperto. Gara disastrosa invece per Denver, mai realmente in partita: Peyton Manning chiude con 34 passaggi completati (anche due intercetti) mentre Demaryus Thomas firma 13 ricezioni, entrambi record Nfl per il Super Bowl, ma queste statistiche sono una magra consolazione dopo una stagione da protagonista per la franchigia di 'Mile High City'.