Il gruppo si era deciso così di dirigersi verso la diga, trovandovi però 3 goblin che stavano combattendo un castoro delle dimensioni di un essere umano. Uccisi 2 goblin e buttati nel fiume, legarono il terzo ad un albero per interrogarlo: si chiamava Ruttho ed era stato mandato lì da Ogbun, il re dei goblin, ma non aveva intenzione di dire altro. Lasciarono così Strizzocchio a fargli da guardia mentre si dirigevano verso la strega Vivian. Attorno alla capanna tanti arbusti trasformati con abilissima arte topiaria in animali e uno stagno vicino. Ned si avvicinò allo specchio d’acqua e notò dei Nixie, che gli dissero che la strega esigeva un tributo per lasciar avvicinare qualcuno alla sua casa. Non volle però lasciare la sua spada magica, ma Alastor, che sapientemente si era portato dietro solo un vecchio rastrello, andò a parlamentare coi folletti consegnandogli l’unica arma che possedeva: il vecchio attrezzo.
Entrati dalla vecchia,
chiesero cosa sapeva del drago e se era vero che poteva sconfiggerlo, come
aveva detto Ingrid, ma la vecchia
negò di avere un così grande potere: il drago era troppo potente anche per lei,
ma conosceva il “vino dei fauni” che faceva addormentare qualsiasi creatura
vivente ne bevesse pochi sorsi. I Nixie nel lago non c’entravano nulla con lei,
ma se il gruppo le avesse promesso di aiutarla nella ricerca di altri arbusti
da poter modellare avrebbe interceduto con loro per restituire le loro armi.
Potendo razzare così nel fondale del lago rinvennero un sacchetto 23
monete d’oro, un braccialetto d’argento con pietre turchesi e un fodero con un
motivo floreale di fiori che sbocciavano.
Essendo arrivata sera
tornarono in paese per prendere le pozioni ordinate a Ingrid. Nel frattempo
decisero di portarsi il goblin in città, per poterlo mettere in custodia dal
capo villaggio, che però schifato, consigliò di andare a chiedere a George, il cacciatore rimasto senza un
braccio, forse più interessato a interrogarlo. Questo, accoltili con la sua
solita indolenza, rimase con Magnus a torturarlo per cercare di estorcere
qualche informazione, ma ottennero solamente la posizione dell’accampamento
goblin, a nord, in alcune antiche rovine.
Il resto del gruppo si era
intanto diretto alla seconda locanda, “L’uovo dorato”, perché Ingrid aveva
detto che recentemente c’erano state delle liti e si erano accesi i toni a
causa di alcuni furti. La locanda era vuota ed il locandiere, un vecchio
ossuto, li accolse con molto piacere. Parlando il locandiere rivelò di avere
subìto dei furti di birra, accusando l’oste della “Volpe impacciata” (dov’erano
alloggiati loro) di essere il ladro. Quando Magnus li raggiunse chiese una
birra che constatò essere, a dispetto del prezzo salatissimo, abbondantemente allungata
con acqua. Senza vergogna, lo disse all’oste paragonandola alla più buona birra
dell’avversario e aggiungendo che i sapori erano molto diversi. Si fecero così
accompagnare in cantina, dove – a detta dell’oste – i barili venivano svuotati
di notte; anche quando erano rimasti a fare la guardia, prima della mattina
seguente erano caduti in un sonno profondo dovendo constatare il furto. Ormai gli erano rimasti solo 4 barili, e le scorte sarebbero finite presto. Magnus
suggerì allora di versare della farina sul pavimento e di dormire all’interno
della stanza per provare a vedere eventuali tracce del ladro. Approfittando della
distrazione, Snake provò invece a perlustrare il resto della locanda, ma non
trovò nulla di interessante. Prima di uscire il fabbro del paese si affacciò
per chiedere all’oste come andassero gli affari e approfittarono per chiedere
alla moglie dell’oste, una donna ossuta come il marito, se la reazione dell’uomo
ai furti fosse normale.
Si avviarono così verso la
loro locanda dove raccontarono la storia al loro oste, che confermò l’antica
rivalità e la bonarietà del fabbro, un brav’uomo che andava a bere una sera in
una locanda e l’altra sera nell’altra, per non fare dispetto a nessuno, con l’unico
difetto di essere particolarmente superstizioso (visti gli amuleti di cui si era
circondato la casa). Decisi ad andare fino in fondo chiesero di vedere anche la sua cantina, un po' più grande, dove alloggiavano una ventina di barili: faceva scorte molto in anticipo e non aveva avuto alcun problema con furti in passato. Inoltre, analizzando le etichette, sembravano tutte uguali e incollate da tempo sul legno.
Andarono a letto ripromettendosi, il giorno dopo, di andare a cercare il vino, pronti a combattere i fauni (a detta di Vivian gelosissimi del loro nettare); ma prima avrebbero voluto fare visita a Padre William, il vecchio prete del villaggio.
La prima cosa che fecero appena svegli fu di andare all'Uovo dorato; anche quella sera l'oste aveva subito il furto di birra: pur avendo fatto la guardia all'interno della cantina, ad un certo punto si era addormentato. Questa volta però alcune piccole tracce lasciate sulla farina, provenienti in entrambi i sensi dalla porta, non lasciavano dubbi...
