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giovedì 12 dicembre 2019

Incontro tra pesi massimi (San Francisco 49ers vs New Orleans Saints 48-46)

Al Superdome di New Orleans continua per i 49ers il tour di squadre con un record eccellente (è la prima volta che nell’era del Super Bowl in questo periodo della stagione una squadra aveva affrontato tre o più franchigie con un record di vittorie pari o superiore all’80%), dopo aver affrontato in 5 settimane: Seattle Seahawks, Green Bay Packers, Baltimore Ravens e New Orleans Saints. I quali Saints si sono già affrancati quali campioni divisionali della NFC South la scorsa giornata e lottano per il primo posto nella National Football Conference, che gli garantirebbe un round di riposo ai playoff; al contrario i 49ers sebbene la stagione stratosferica, al momento della partita contro i Saints erano sotto i Seahawks nella loro stessa divisione, cosa che li avrebbe costretti a giocare tutte le partite di postseason fuori casa, compreso il wildcard round.

Il primo possesso dei Saints dà il senso di quella che sarà la contesa, dalle 38 dei 49ers Brees arretra di qualche passo dopo aver ricevuto lo snap, lancia nel mezzo del campo oltre i linebacker dove il tight end Cook si è liberato su una post route, anche grazie alla disattenzione della safety Harris, che sostituisce il titolare Tartt; il tight end ex Raiders elude il suo placcaggio ed entra in end zone.
0-7 Garoppolo sul primo drive trova i suoi ricevitori numero 1 e 2, Sanders e Samuel, bravi a tramutare le ricezioni in quasi il doppio delle yard, con eccellenti corse dopo la presa, guadagnando il primo 31 yds, il secondo 25.
Su 3rd & Goal dalle 6 avversarie, Garoppolo connette con Bourne in end zone, bravissimo nel posizionare il corpo a scudo su Lattimore per la ricezione da touchdown. 
7-7 I Saints non hanno nessuna intenzione di mollare in questa esibizione di attacco, dimostrato anche dal ritorno di punt di Harris fino alle proprie 46. Dalle 26 avversarie Brees arretra, Cook va verso l’esterno per poi tagliare al centro del campo, lasciato ancora una volta incustodito dai defensive back dei Niners, riceve allungandosi in end zone, ma subisce un duro colpo dal numero 23 Williams, che sebbene non intenzionalmente, gli causa una concussion che lo terrà fuori il resto della partita. Sean Payton ha capito, però, che sarà una partita vinta da colui il quale avrà per ultimo il possesso, e vuole accelerare immediatamente, andando per la conversione da 2 punti: la palla viene affidata su una sorta di jet sweep al “coltellino svizzero” Taysom Hill che però viene fermato agevolmente prima che possa guadagnare anche solo un centimetro.
7-13 Sul ritorno del punt di Wishnowsky, Harris prende ai suoi un’altra eccellente posizione di campo, l’attacco guidato da Brees riparte dalle 29 di San Francisco. Giunti alle 3 il quarterback ex Purdue va in play action fingendo di consegnare la palla a Murray, che subito dopo la finta fa inciampare, buttandosi ai suoi piedi, Nick Bosa, Brees ha dunque tempo per lanciare per Josh Hill che ha seminato Harris, decisamente non in serata, sull’angolo sinistro della end zone.
7-20 Kyle Shanahan non ci sta, il primo lancio è un missile, sull’ennesimo play action con la linea offensiva che si sposta lateralmente, per Emmanuel Sanders uno contro uno con Marcus Williams, il ricevitore tira la maglia dell’avversario che però, probabilmente, perde l’equilibrio più perché sta arretrando guardando in alto il pallone che sibila nella sua direzione, a prenderlo è solo il ricevitore ex Broncos che corre nella end zone avversaria: 1 azione, 75 yds. 
14-20 I Saints allungano ancora, è una partita feroce, che si gioca su 4 down, difatti su 4th & Goal dalla 1 di SF, Brees tiene la palla dopo lo snap di McCoy, e con una QB-Sneak si allunga in alto oltre uomini di linea alleati e nemici, quanto basta per far toccare alla sfera lo spazio immaginario della end zone, per poi ritrarla immediatamente per evitare un fumble.
14-27 I Niners in quest’avvio macinano yard con pochi schemi ma spettacolari, dopo 21 yard su passaggio per Samuel, e una corsa da 19 di Mostert, Shanahan ne inventa una delle sue: Garoppolo riceve lo snap e con la linea offensiva si muove verso destra, affida la palla a Samuel che viene dalla direzione opposta, il quale poi la appoggia al WR Sanders, che da non quarterback, lancia una splendida palla, cadendo, senza equilibrio, per Mostert, libero sulla sideline, che “surfa” in end zone. 
21-27 Dopo il primo punt dei Saints, i 49ers riescono ad andare in vantaggio prima di metà tempo: in un drive che parte dalle proprie 20, aiutato da una grande corsa di uno dei tre runningback, Breida, che dopo un perfetto taglio sulla sinistra galoppa 28 yds. Su 1st & Goal dalle 10 la sfera viene affidata al runningback principale di serata, Mostert, che affonda nelle linee in collisione fino in end zone, troppo lenta la reazione del linebacker Robertson, titolare per le assenze di Alonso e Klein.
28-27 A inizio secondo tempo Jimmy Garoppolo “sporca” il suo passer rating, fino a quel momento perfetto, con un intercetto su cui non ha nessuna colpa, il passaggio per Sanders che sta attraversando il campo su una crossing route è perfetto, ma il ricevitore si fa scivolare la sfera dalle mani facendola cadere comodamente in quelle di Robertson, che si rifà della manchevolezza precedente. L’attacco di New Orleans ancora una volta parte da una posizione di campo favorevole, le 40 avversarie, ma non riuscirà a scucire da questo possesso più che un field goal, che segna il controsorpasso.
28-30 Dopo un raro 3 & out dei 49ers, i Saints pensano bene di restituire il favore del turnover, e Kamara perde la palla dopo un colpo ben assestato del defensive tackle DJ Jones, poi recuperata da DeForest Buckner, si tratta della prima fumble in attacco persa dai Saints in stagione. Jimmy Garoppolo & Co si ritrovano catapultati immediatamente nella red zone, dopo una buona ricezione e corsa da 15 yds su play action del fullback Juszczyk, su una situazione simile il quarterback ex East Illinois lancia per Kittle, il quale si tuffa sfiorando con la punta dello sferoide lo spazio valido 6 punti della end zone.
35-30 New Orleans un’altra volta mette in campo un drive più spezzettato rispetto a quelli folgoranti dei Niners, venendo fermati alle 30 in territorio nemico, da dove l’affidabile Lutz esegue su calcio piazzato.
35-33 Dopo un turnover on downs (bloccati tutti e 4 i tentativi dei Saints senza prendere il primo down), l’attacco dei Niners riprende da metà campo; in questo caso costruisce un drive maggiormente meticoloso rispetto ai precedenti, in red zone su 2nd & Goal, Garoppolo dimostra grande consapevolezza della pressione e si sposta sulla sinistra, il ricevitore Bourne è bravo a improvvisare tagliando verso il centro della end zone, dopo aver corso la sua traccia nel verso opposto, andando a ricevere per l'ennesimo TD niners.
42-33 I Saints rispondono con una splendida azione sull’asse più prolifico dell’attacco, Brees-Thomas (il quarterback ha completato l’80% dei passaggi indirizzati al ricevitore ex Ohio State), Drew lancia uno splendido passaggio a lob oltre il cornerback Williams, impressionante anche la tecnica di Thomas, che allunga le braccia e posizione le mani in modo da non dover neanche sforzarsi per eseguire la presa. Ciò che segue è un’azione stile “Madden”, il celebre videogioco di football americano, con Thomas che corre a “zig-zag” facendo venire il mal di testa a Ward che alla fine riesce a buttarlo fuori dal campo. Thomas corona questo possesso di cui è protagonista con un touchdown, Brees lo trova sulla sinistra dove ha eluso i defensive back con la sua eccellente tecnica nella corsa delle tracce, ottenendo quelle 3 yard di separazione che gli permettono di entrare in end zone agevolmente.
42-40 I 49ers trovano una grande giocata in pieno stile Niners di quest’anno, Deebo Samuel riceve su un end around e corre, sfruttando l’ottimo blocco del TE Kittle, volando 31 yds, ma San Francisco allunga solo con un field goal del veterano Gould.
45-40 A 1 minuto dalla fine, questa battaglia sembra volgere verso il lato dei “santi”, Brees lancia per Smith che taglia verso l’esterno, Warner e Witherspoon mancano il placcaggio, per il touchdown del sorpasso, e potrebbe sembrare, della vittoria. Visto però che avere 1 o 2 punti di vantaggio non cambia nulla, poiché si rimane sorpassabili con un calcio, i Saints vanno per la conversione da 2 che però viene ancora bloccata.
45-46 I Niners riprendono il campo della “Dome” a meno di un minuto dalla fine ma con tutti e tre i timeout. Su 4th & 2 si verifica l’azione marchio di questo grande match: Kittle batte facilmente in uno contro uno Gardner-Johnson, riceve e corre sulla sideline, lo raggiungono tre difensori dei Saints che si aggrappano a lui come bambini con il loro padre, uno di loro addirittura lo afferra per la griglia del casco, aggiungendo al già corposo guadagno di 39 yds, una penalità di 15.
Dopo una corsa di Mostert che fa spendere ai Saints il loro ultimo timeout, Kyle Shanahan lascia consumare il cronometro fino a 2 secondi dalla fine, quando è lui a chiedere l’interruzione del tempo, e consegnando al suo kicker veterano un abbordabile calcio da 30 yds, che puntualmente realizza, facendo prevalere i 49ers in quella che è stata una lotta tra due pesi massimi. Finisce 
48-46. Se le due franchigie non fossero state nella stessa conference, si sarebbe potuto parlare di Super Bowl anticipato, ma è probabile e possibile che si rivedranno, forse a Santa Clara, proprio per la finale della National Football Conference, che decreterà colei la quale sfiderà a Febbraio all’Hard Rock Stadium di Miami, la rappresentante della AFC. 

Considerazioni Partendo dai vincitori 49ers, domenica sera, com’è prevedibile, è stata messa in mostra una prestazione spettacolare soprattutto dal punto di vista offensivo: 516 yds totali, con 162 yds su corsa combinate tra Mostert (uomo sorpresa della serata), Breida e Samuel. Jimmy G ha eseguito una partita perfetta, 26/35, 349 yds, 4 TD e 1 intercetto, come detto in cronaca non attribuibile a lui. Certo è stato favorito dal lavoro della linea offensiva, impressionante per la facilità con cui muoveva lateralmente quella difensiva dei Saints, non composta da sprovveduti, su corse o play action; pur avendo perso il centro Richburg a inizio terzo quarto hanno continuato a dominare, in certe situazioni Garoppolo ha avuto fino a 4-5 secondi per lanciare, un’enormità nella NFL. 
Difensivamente, come lato opposto della medaglia, e il discorso sarà lo stesso per i Saints, i defensive back hanno sofferto come i cornerback. La defensive line è stata anch’essa imponente, soprattutto ai lati, con Nick Bosa e Armstead che hanno dato incubi ai tackle Ramczyk e Armstead; in particolare il rookie da Ohio State (Bosa), futuro defensive rookie of the year, è stato esaltante quando ha bloccato il tentativo di conversione di terzo down su corsa di Taysom Hill, subendo holding da Ramczyk, ma anche ad esempio deviando un passaggio diretto verso Kamara sulla flat, dove sarebbe stato pericolosissimo. Dalla parte dei Saints, anche loro offensivamente hanno fatto una prestazione superlativa: 465 yds totali, con Brees che dimostra ancora di poter dire la sua, 29/40 per 349 yds e 5 TD senza intercetti. Sul gioco di corse è stato più rilevante Latavius Murray rispetto ad Alvin Kamara, è stato infatti utilizzato variamente anche in posizione di fullback e per eseguire chip block su Bosa, affinchè rallentassero il defensive end fenomenale. Con la metà delle portate (7 vs 13) Murray ha ottenuto più del doppio delle yard di Kamara (69 vs 25), che ha eseguito anche un fumble in una corsa tra i tackle. Michael Thomas è nella discussione per il ricevitore numero 1 nella lega, e ieri sul drive che si è concluso con il suo touchdown si è visto perché: grande controllo del corpo, conoscenza delle tracce da correre e mani forti e sicure. Difensivamente, ovviamente, anche i Saints non hanno impressionato, ma i pezzi, il materiale da Super Bowl ci sono, ieri è stato il primo TD concesso dalla difesa di New Orleans sul possesso iniziale degli avversari e solo il fenomenale Kittle (ormai il più forte tigh end della lega dopo il ritiro di Gronkoski dei Patriots che ha corso 39 yds prima di essere trascinato a terra da tre avversari nell'ultimo drive) ha privato i Saints della vittoria. Detto ciò, come titolato, è stato un incontro tra pesi massimi, combattuto a pari livello, dove ognuno dei due avrebbe potuto vincere, ma nessuno è finito KO, San Francisco ha vinto ai punti. E mancano solo 3 partite alla fine della regular season

martedì 4 febbraio 2014

GO BRONCOS??? NO BRONCOS

http://www.nfl.com/videos/nfl-game-highlights/0ap2000000323054/Super-Bowl-XLVIII-Seahawks-vs-Broncos-highlights

La prima volta di Seattle. Dominio assoluto dei Seahawks nel Super Bowl XLVIII che hanno annientato 43-8 i Denver Broncos. Partita senza storia: una batosta così netta da entrare negli annali, visto che si tratta del terzo scarto, 35 punti, più ampio di sempre. Delusione per Manning che ha fallito l'occasione di essere il primo Qb della Nfl a vincere due titoli con due squadre diverse. Malcolm Smith è stato nominato l'MVP.



Nfl, Super Bowl: è festa per i Seattle Seahawks
I Seattle Seahawks battono 43-8 i Denver Broncos al MetLife Stadium di New York e conquistano il Super Bowl numero 48, il primo della loro storia dopo aver perso la finale del 2006 contro i Pittsburgh Steelers. Il linebacker Malcolm Smith è premiato con il titolo di MVP della partita. Gara senza storia fin dall'inizio con la grande difesa di Seattle che costringe Peyton Manning e il suo attacco a errori in serie, e poi ci pensano Russell Wilson e i ricevitori a sancire il successo dei Seahawks di coach Pete Carroll, che a 62 anni diventa il terzo allenatore più anziano a vincere il Superbowl e anche il terzo ad aver fatto la doppietta col titolo universitario (dirigeva Southern California).

L'attesa partita con le due migliori squadre della stagione regolare, soprattutto il miglior attacco dei Broncos e la miglior difesa dei Seahawks, si apre con una palla persa per Denver: il centro Ramirez passa male il pallone a Manning che non la raccoglie e finisce in endzone, lì viene ricoperta dalla difesa di Seattle che segna i primi punti, 2-0 (safety). I Broncos non riescono a sbloccarsi e Seattle vola sull'8-0 con due calci di Haushka, il secondo dopo una prodezza difensiva di Irving che nega la ricezione in meta a Kearse. Il secondo quarto si apre con la meta su corsa di Lynch per il 15-0 dei Seahawks dopo l'intercetto di Chancellor ai danni di Manning. Prima dell'intervallo lungo il quarterback di Denver incappa in un altro intercetto: Malcolm Smith pizzica il pallone e lo porta in meta per il 22-0.



Nfl, Super Bowl: è festa per i Seattle Seahawks
Nella ripresa ci si attende una rapida reazione dei Broncos ma sul primo possesso della ripresa Percy Harvin riporta in endzone il pallone del kickoff con una corsa da 87 yards e chiude di fatto la partita col 29-0 in favore di Seattle. La serata nera di Denver prosegue ancora perchè Demaryus Thomas si fa togliere da Maxwell il pallone dopo una ricezione (fumble) e il solito Smith lo recupera. Poco dopo arriva il primo passaggio da touchdown di Russell Wilson che serve Kearse per la meta del 36-0. Prima della fine del terzo periodo c'è tempo per l'unico sussulto dei Broncos con Manning che trova il solito Thomas per il touchdown della bandiera (più la conversione da due punti di Welker) del 36-8 che evita una colossale figuraccia (nessuno ha chiuso un Superbowl a zero).

L'ultimo quarto si apre con un altro touchdwon di Wilson che pesca Baldwin in endzone per il 43-8 che è anche il punteggio finale. Da lì fino al termine i Seahawks amministrano e possono poi festeggiare con la tradizionale doccia di bevanda energetica per coach Carroll, prima di salire sul palco a sollevare al cielo l'ambitissimo Vince Lombardi Trophy. Seattle, una squadra arrivata al Super Bowl con giocatori che mai erano giunti all'atto finale, si gode la solida prova del giovane quarterback Wilson (2 touchdown) e la garanzia della difesa, trascinata dal'MVP Michael Smith, il primo nella storia del Super Bowl a chiudere con una meta su ritorno di intercetto e un fumble ricoperto. Gara disastrosa invece per Denver, mai realmente in partita: Peyton Manning chiude con 34 passaggi completati (anche due intercetti) mentre Demaryus Thomas firma 13 ricezioni, entrambi record Nfl per il Super Bowl, ma queste statistiche sono una magra consolazione dopo una stagione da protagonista per la franchigia di 'Mile High City'.

martedì 21 gennaio 2014

AND THE WINNER IS......

DENVER BRONCOS - NEW ENGLAND PATRIOTS  26-16

Peyton Manning con 3 passaggi da touchdown porta i Denver Broncos al Superbowl dopo 15 anni battendo i New England Patriots per 26-16. Manning completa 32 passaggi su 43 per oltre 400 yards e porta in pareggio il suo score contro Tom Brady: 2-2.
La gara di Denver resta in equilibrio solo nel primo quarto, chiuso dai padroni di casa avanti 3-0. Col passare dei minuti, infatti, i Broncos prendono il largo, trascinati da Manning che trova con continuità i propri ricevitori: Thomas e Tamme firmano i touchdown con cui la formazione del Colorado vola sul 20-3 di fine terzo quarto. Nel finale fiammata d'orgoglio di New England che trova la meta con Edelman ma Denver contiene la rimonta: per i Patriots non c'è più nulla da fare.
Dopo i 3 punti nel primo quarto per il fiele goal di Prater, Manning lancia in endzone Tamme per il 10-0, grazie alle 42yards corse in 7 minuti da denver grazie al solito Knowshown Moreno.
Gostkowski mette a segno un calcio da 47 yards per il 10-3, subito replicato da Prater per il 13-3 alla fine del primo tempo.
Manning conduce i Broncos con un drive di 7 minuti con 13 giochi per 80 yards conclusi con il passaggio in touchdown per DeMaryius Thomas al quale Brady (messo in costante pressione dalla difesa di Denver) non riesce  a replicare. Il successivo drive di Manning frutta un altro field goal di Prater per il 23-3. Finalmente i Patriots entrano in partita, prima con un lancio di Brady per il touchdown di Edelman e poi con il touchdown dello stesso Brady (anche se non riesce la conversione da 2 punti). Con soli 3 minuti ancora da giocare la rimonta si esaurisce, anche per un ulteriore field goal di Prater andato a segno dalle 19yard.
PRATER (B) 3-0
TAMME (B) 10-0
GOSTKOWSKI (P) 10-3
PRATER (B) 13-3
THOMAS (B) 20-3
PRATER (B) 23-3
EDELMAN (P) 23-10
PRATER (B) 26-10
BRADY (P) 26-16


Che dire di questi Broncos? in pratica quasi perfetti ed altra partita finita con un punteggio bugiardo: pochi secondo me i 10 punti finali di divario con un Payton immenso, i due Thomas ottimi, linea offensiva da cinema... e le migliori cheerleaders dei playoff!
Peyton Manning 400 yards...dire che qualcosa nella difesa dei Patriots non ha funzionato è un eufemismo, visto che il Qb di Denver non è mai stato toccato in tutta la partita!. Comunque più guardo questi Patriots più mi accorgo di come Brady sia un giocatore mostruoso. Ha portato tra le migliori 4 una squadra oggettivamente poco talentuosa. Light, Mankins (quello buono), Koppen, Hernandez e Gronkowski erano un'altra cosa (e si è aggiunto …pure Talib alla lista degli infortunati). Con tutto il rispetto per gli attori attuali. L'unica costante, lui, impeccabile come sempre. Mai una partita davvero sbagliata, mai una parola fuori posto, sempre elegantissimo. Capace di elevare il livello dei suoi compagni in una maniera impressionante, aldilà del sistema di gioco e della società dei Patriots che per definizione è sempre stata, mi si passi il termine, "democratica" cioè non troppo dipendente dalle giocate di un singolo (lo conferma il fatto che Blount dopo i 4 touchdown nella precedente partita, in questa non ha mai visto il campo).

Questi Patriots erano secondo me i peggiori visti in anni in termini di talento. Giocatori come Thompkins, Dobson, Hoomanawanui, il gruppo di RB senza una vera punta (seppur Vareen e Ridley siano buoni giocatori), una Offensive Line decisamente meno performante di quelle "storiche" di qualche anno fa.
Beh nonostante tutto bravissimo Brady a rendere un reparto poco talentuoso un attacco da AFC Championship Game. Bravissimo Belichick a puntare di più sulla difesa negli ultimi Draft. Del resto ammaliati da Brady e dall'attacco ci si dimentica sempre che l'allenatore dei Patriots è uno che la difesa la vive tutti i giorni, che ne capisce tanto. Giocatori come Collins, Hightower, Chandler Jones, Dennard. Tutti pescati negli ultimi anni.
L'unica costante, Brady. Esemplare. Uno di quelli per cui la stima ti cresce un pò alla volta, ma che non puoi non ammirare. Non chi davvero ama questo sport.
Per New England non resta che ripartire dal suo coach Belichick, per cosa ha fatto con una squadra di signori Nessuno, da Tom Brady, per aver elevato Edelman ad un giocatore migliore di Welker, da Talib, metà stagione immensa, l'altra metà inficiata da infortuni, da Collins, Jones e McCourty. Un giusto mix di prospettiva e sicurezze.


SEATTLE SEAHAWKS  - SAN FRANCISCO 49'rs  23-17
Tutt'altra storia a Seattle dove i Seawhawks, trascinati dal proprio pubblico, riescono a ribaltare la gara nell'ultimo quarto. E' San Francisco a comandare la prima parte di gara: all'intervallo i 49ers sono avanti 10-3 grazie alle corse di uno scatenato Kapernick e al touchdown di Dixon. Nel terzo quarto si sveglia Lynch che firma l'aggancio, ma una meta di Boldin allontana nuovamente gli ospiti. Nel quarto periodo la svolta, con Wilson che trova Kearse in end zone per il primo vantaggio Seattle a 13’44” dal termine. Nei secondi finali i San Francisco prova lo sgambetto, ma l'intercetto di Smith (nella foto dopo la "toccata" di Sherman) sul passaggio di Kapernich consegna il titolo NFC a Seattle.
Prima parte della gara dominata e controllata da San Francisco, dove i 49ers sono stati bravi a limitare i rischi lanciando poco e correndo molto. Gli Hawks al di fuori di Lynch non combinano un granché e si va al riposo con la convinzione che Seattle deve mettere da parte la sua tattica conservativa e iniziare a lanciare lungo: Wilson ha bisogno che Tate o Kearse facciano uno step up, perchè non può affidarsi al solo Baldwin.
E il buon Russel Wilson comincia a prendersi qualche rischio in più (e qualche sack: 4 in tutto!) e aiutato da "The Beast" Marshawn Lynch (sempre lui) riporta Seattle in partita.
La linea difensiva di San Francisco continua a dominare per 3/4 della partita, poi vuoi la stanchezza, vuoi il fatto di avere contro Lynch, comincia un pò a cedere ma sempre mantenendo altissimi livelli.
La secondaria dei Seahawks invece controlla il gioco aereo dei Niners, limitando Kaepernick a 150 yards totali (di cui praticamente 60 nell'ultimo drive) + 2 intercetti e facendo sparire Vernon Davis (il miglior marcatore di San Francisco) dalla scena.
Il quarterback rosso/oro smette di correre, visto che Gore non "funziona" (partita inguardabile per lui che si infortuna pure) e deve obbligatoriamente forzare il gioco sui lanci, il terreno prediletto della difesa dei Seahawks. Cruciale quanto inspiegabile l'intercetto di Kaepernick sul lancio a Boldin. In quella fase della partita regalare l'ovale a Seattle è stato un vero e proprio harakiri.
Sotto di 6 poi sei costretto a forzare ancora di più (dopo i 2 field goal di Seattle) l'ultimo drive sul pass game, e quindi per forza di cose impostando meno i down sulle corse di Kaepernick stesso, e ancora una volta il lancio (come al Superbowl scorso) all' angolo dell' end zone su Crabtree manda i 49ers a casa.
Quarto quarto drammatico...l'infortunio di Bowman ha shockato i Niners (con la seguente assurda decisione degli arbitri!). E se Lupati non si fosse rotto credo la partita sarebbe stata un'altra ma questo è il gioco. Niners in controllo fino a quel 4&7 dove Wilson ha tirato fuori il coniglio dal cilindro… e poi il buio per San Francisco: fumble (nella foto) e intercetto per Kaepernick!

Alla fine del match (sparate fuori luogo come quelle di Sherman a parte) un mortificato Colin Kaepernick si è preso tutte le responsabilità della sconfitta dicendo testualmente "Non ho giocato abbastanza bene per vincere perdendo la palla 3 volte… Abbiamo perso per colpa mia. Dovevo lanciare a Crabtree una palla più profonda nell'angolo in modo che solo lui avrebbe avuto la possibilità di prenderla"
Sarà anche stata colpa sua, ma non dimentichiamo che questa è stata la sua prima stagione completa da titolare e che San Francisco non perdeva da oltre 2 mesi: in una stagione e mezza 2 finali di conference e un Superbowl non sono certo risultati da buttare!

DAWSNON (49'rs) 0-3
DIXON (49'rs) 0-10
HAUSCHKA (SH) 3-10
LYNCH (SH) 10-10
BOLDIN (49'rs) 10-17
HAUSCHKA (SH) 13-17
KEARSE (SH) 20-17
HAUSCHKA (SH) 23-17
Comunque per me a cheerleader vince Denver. Non c'è storia.....

mercoledì 15 gennaio 2014

PRONOSTICI FINALI DI CONFERENCE

BRONCOS-PATRIOTS  domenica 19 ore 19:00

L'eterno scontro tra "quello più talentuoso" (Payton Manning) e "quello che vince" (Tom Brady)... 
Non vedo come i Broncos non possano essere favoriti vista la regular season stra-dominata…..
A ranghi completi secondo me avremmo vissuto ad una partita stellare da 50-50, così vedo leggermente favoriti i Broncos soprattutto per il fattore campo (occhio però che New England è molto più disciplinata di San Diego e difficilmente incapperà nei tanti trabocchetti tentati da Manning allo snap).
Molto interessanti saranno i duelli tra Welker (miglior ricevitore di Denver prelevato a suon di soldoni proprio da New England) e soci vs Talib&Dennard (i 2 cornerback dei Pats)…
C'è da dire che entrambe le formazioni dovranno fronteggiare il problema infortuni con almeno 5 titolari fuori per parte. Bastano Wilfork in difesa e Gronkowski (tight and) a spostare qualsiasi ago della bilancia… e senza di loro New England non potrà fare affidamento solo sull'ottimo Collins visto contro Indianapolis: il drop decisivo di un Thompkins (ricevitore dei Patriots) o una sfarfallata di Gregory (Safety sempre dei Patriots) sono sempre dietro l'angolo..
C'è da dire però che solitamente ai playoff chi difende e corre meglio vince, e attualmente sulle corse i Patriots stanno spaccando: sono riusciti a cambiare totalmente la loro modalità di gioco basata sulle ricezioni dei tight end a favore di portate "al centro" che hanno fatto esplodere nell'ultimo mese Blount e Riddley. Aggiungiamo a questo che i Broncos hanno fuori per infortunio 5 titolari in difesa, tra cui Harris… e questo pesa parecchio: basti pensare che con lui in campo contro i Chargers il ricevitore Allen ha totalizzato 19yards, mentre da quando uscito ha passato le 100yds con 2 touchdown… e i ricevitori dei Pats Amendola e Edelman sono più forti di Allen, quindi…..
Quindi la difesa di Denver avrà due opzioni: tenere massima la pressione su Tom Brady come fatto con Rivers (contro i Chargers), oppure meno pressione sul quarterback dei Patriots cercando di bloccare di più il gioco di corsa dei runningback Blount e Riddley (lasciando così però più libertà anche ai lanci….la classica coperta corta!)
D'altro canto i Patriots sanno che i Broncos possono andare in difficoltà se il loro quarteback viene messo costantemente sotto pressione: la run D di Denver è comunque forte, ma è risaputo che il gioco di Manning non si basa principalmente sulle corse di Moreno e Ball, bensì sui lanci.
Comunque vada si prospetta una partita incerta ed avvincente.

Attacco BRONCOS vs Difesa PATRIOTS
Corse = parità
Lanci = Broncos
 Attacco PATRIOTS vs Difesa BRONCOS
Corse = Patriots
Lanci = Patriots
Fattore campo = Broncos


SEATTLE - SAN FRANCISCO domenica 19 ore 00:30

A farsi influenzare dai secondi tempi dei divisional, San Francisco è favorita: sulla carta sono due squadre molto vicine nei valori in quasi tutti gli aspetti del gioco...
La differenza, più del solito, la farà il coaching staff, chi preparerà meglio la partita, chi riuscirà ad "aggiustarla" con più efficacia, chi riuscirà ad andare in ritmo con l'attacco e a restarci il più possibile. Probabilmente i Niners sono la squadra più in forma e completa in questo momento ed anche la migliore fuori casa, ma Seattle è stata costruita a sua immagine e somiglianza ed il fattore campo domenica farà tutta la differenza del mondo!!
Se si giocasse allo Stick sarebbe diverso, ma al Century Field di Seattle è logico che San Francisco parte sfavorita… i Seahawks sono aggressivi ed agili...pensati proprio per il loro turf ed il tempaccio…i 49'rs più grossi e potenti...più da erba.
In difesa meglio i Seahawks (sopratutto le secondarie) e in attacco meglio i Niners… ma Seattle è l'unica squadra che può provare a tenere sia Boldin che Crabtree (i 2 WR ricevitori di San Francisco) man on man senza raddoppiare, data la qualità dei suoi cornerback...lasciando il tight end Vernon Davis nella morsa di Wagner e Chancellor o Thomas...
La differenza potrebbe farla ancora una volta il maledetto "12th uomo" e comunque la capacità innata di Seattle nell'adattarsi alle partite dove c'è da menarsi e provocare l'avversario.
La difesa è sicuramente la più forte se prendiamo in considerazione la secondaria (Sherman su tutti con 8 intercetti) mentre la prima linea di fronte avrà la miglior Offensive Line della lega e quindi, vuoi anche per i numerosi infortuni, Seattle subirà in modo devastante l'arrembaggio dei corsari di Frisco che tenteranno in tutti i modi di costringere Wilson a rimanere nella tasca, sperando di recuperare all'ultimo secondo il linebacker Wright.
La partità si deciderà fra  i due giovani quarterback, Colin Kaepernick e Russel Wilson.
Quest'ultimo ha subito anche troppo la difesa di New Orleans penalizzata solo dalla orrende giocate di Brees: se Wilson non riesce a correre per il campo togliendo dagli impacci l'attacco (perché limitando il runningback Lynch e con l'infortunio del ricevitore Harvin dopo quello di Rice, non ci sono molte soluzioni), mettere punti a tabellone sarà dura contro l'arcigna difesa dei Niners e i Seahawks non sono la classica squadra che se deve recuperare nel punteggio, fa tutto il campo con due passaggi (modello Brady e Luck).
Seattle nel 2° tempo contro New Orleans ha giocato solo con Lynch e questo non credo basterà contro la difesa dei Niners: Wilson deve dimostrare di valere il Super Bowl e le lodi dei suoi estimatori.
Per quanto riguarda l'attacco di San Francisco l'unico modo per battere Seattle è corrergli in faccia!!
I Saints sono riusciti a correre contro di loro, e Ingram non vale certo Frank Gore e sarà più facile per i Niners bloccare Lynch piuttosto che per Seattle fermare Gore…. San Francisco dovrebbe cercare di costringerli a stare in nickelback (difesa con 4 uomini di linea, 2 linebacker e 5 defensive back) a lasciare il box relativamente vuoto, utilizzando tante delle formazioni con doppio tight end e fullback e intasando il centro…. credo che vedremo Kaepernick correre tanto……
Chiaramente fondamentale sarà proteggere il football... i Seahawks vivono di turnovers e li cercano maniacalmente... quindi sarebbe stupido da parte di Crabtree, Boldin e soci combattere per una yard in più circondati da tre difensori! I Niners hanno la tendenza ad esporre la palla anche dopo un gioco redditizio, mentre è proprio quello che devono evitare. D'altronde, come detto, Seattle è la migliore difesa sui lanci ma non sulle corse, anche perché i Niners hanno una Offensive che sa bloccare benissimo.
Certo poi si gioca all'inferno e quello che spaventa Kaepernick sarà il gestire il time-clock (i time out potrebbero risultare fondamentali, sopratutto in caso di punteggio basso) e la solita difficoltà nel scegliere i giochi dal game-plan…
Più che una bella partita sarà una partita intensa e sofferta

Attacco SEAHAWKS vs Difesa 49'RS
Corse = parità
Lanci = 49'rs
 Attacco  49'RS vs Difesa SEAHAWKS
Corse = 49'rs
Lanci = Seahawks
Fattore campo = Seahawks



In definitiva vedo due partite bilanciatissime, sulle quali è difficilissimo fare pronostici perchè aperte a qualsiasi risultato, dove il fattore campo sarà comunque molto incisivo.Mettiamola così: vincono di brutto le cheerleaders di San Francisco e quelle di Denver!





martedì 14 gennaio 2014

DIVISIONAL PLAYOFF: SEMI-FINAL

SEATTLE SEAHAWKS - NEW ORLEANS SAINTS  23-15

Non sbagliano i Seattle Seahawks che, nonostante un brivido nel finale, stendono 23-15 i New Orleans Saints. Forte vento e pioggia battente al CenturyLink Field di Seattle, dove la difesa dei padroni di casa argina l'efficacia di Drew Brees e tiene a quota zero l'attacco di New Orleans per i primi 45 minuti. I Seahawks si portano avanti 6-0 con 2 field goal, mentre Graham ne sbaglia uno per i Saints. Brees fa fatica a trovare le misure per i lanci, disturbato (come dirà all'intervallo) dal vento e dalla pioggia, così si affida alle corse di Ingram che sembrano funzionare fino al fumble sulle 20 yards amiche. Da lì il touchdown spacca-partita del runningback Lynch di Seattle (il vero trascinatore della squadra, nella foto). Così al riposo i Seahawks sono davanti 16-0, mentre Brees lotta con i guanti e la pioggia e il suo allenatore Payton contribuisce a creare più confusione che offrire schemi validi: niente lanci corti, niente screen pass, niente play action… troppo conservativo e prevedibile il gioco di New Orleans. A Seattle basta una secondaria attenta sui (pochi) lanci e un Lynch formato trattore con il quarterback Wilson che deve solo attenersi al compitino ed evitare qualsiasi errore.
Alla ripresa del gioco Brees si risveglia dal torpore e con (finalmente) un buon drive porta Robinson al touchdown con la conversione di Ingram da 2 punti per un parziale di 16-8. Ma il sempre ottimo Sherman dirige la difesa di Seattle che regge bene la tentata rimonta dei Saints e anche il pubblico si fa sentire (6 delay of the game per New Orleans!) e Flynn poco dopo allontana definitivamente i fantasmi con il touchdown del 22-8.
Inutile il 4 su 4 di Brees che manda in meta Colston (23-15) anche perché Graham fallisce un altro Field Goal e lo stesso Colston fa una cosa ASSURDA nel drive finale quando dopo aver ricevuto invece che uscire dal campo per bloccare il cronometro rilancia l'ovale in avanti ad un compagno(!) beccandosi l'ennesima penalità che di fatto conclude la partita.

NEW ENGLAND PATRIOTS - INDIANAPOLIS COLTS  43-22

E' LeGarrette Blount (nella foto) il protagonista assoluto a Foxborough. Il running-back trascina i New England Patriots mettendo a referto 4 dei 6 touchdown (2 di Ridley) con cui gli uomini di Bill Belichick si sbarazzano degli Indianapolis Colts. Patriots padroni del campo sin dall'inizio ma che chiudono la pratica solo nell'ultimo quarto con un parziale di 14-0. Complice la non brillante giornata di Andrew Luck, i Colts non riescono dunque in un'altra rimonta, dopo quella pazzesca nel precedente turno di playoff contro i Kansas City Chiefs.
Se il buongiorno vede dal mattino, per i Colts si è fatto subito notte. Pronti via e becchi un sanguinoso intercetto e meno di 10'' dopo sei sul 7-0. Altro giro altra corsa. Luck stenta a decollare e Tom Brady invece con il minimo indispensabile grazie ad un favoloso Blount si ritrova in poco meno di 8 minuti già sul 14 a 0. La partita è già di suo fortemente indirizzata a questo punto è naturale che Brady non forzi la mano più di tanto anche affidandosi a un Blount eccezionale e soprattutto a un gioco di corse che funziona al 100%. A mio modesto parere va avanti la più forte e quella che mi ha impressionato di più. La partita dei Patriots e di Brady è stata quasi perfetta, eccetto per la clamorosa safety del secondo quarto (sack del qb in endzone che vale 2 punti). Oltre ai 3 intercetti su Luck e ai 6 touchdown tutti dei runningback (e qui si capisce quanto siano pesati gli infortuni di Charles e Davis nella rimonta contro i Chief) i due ricevitori Edelman e Amendola (che ha ottimamente sostituito quel Welker passato ai "nemici" Broncos) sono stati superlativi senza mai sbagliare nè sprecare una virgola!
 Dall'altra parte Luck fa il bello e il cattivo tempo, al contrario il gioco di corsa dei Colts funziona male e quindi il Qb di Indianapolis è costretto a lanciare, ma nonostante dimostri di avere delle notevoli qualità (2 big play davvero spettacolari che hanno in pratica mandato Brazill 2 volte a segno) si incaponisce troppo e sbaglia moltissimo (4 intercetti in una gara, 7 nelle due dei play off sono un fardello pesantissimo per uno che in 15 gare aveva beccato solo 9 intercetti).  La difesa dei Colts gioca un match sulla stessa falsa riga della gara contro i Chiefs (becca più o meno gli stessi punti) ma a far la differenza è l'attacco un pò sottotono che oltre a Hilton fa vedere ben poco, d'altronde non è sempre Natale e non si possono sempre rimontare le gare partendo da un handicap pesante e soprattutto beccando 3/4 intercetti a gara. Luck è un potenziale campione, ha delle qualità enormi ma deve maturare un bel pò: affidabile in regular season un pò meno nei play off, deve crescere e imparare anche dall'avversario di oggi, che palla in mano sa sempre cosa fare e lo fa sempre bene.

SAN FRANCISCO 49'RS - CAROLINA PANTHERS 23-10

I San Francisco 49ers di coach Jim Harbaugh vincono 23-10 a Charlotte sul campo dei Carolina Panthers e per il terzo anno consecutivo avanzano alla finale della Nfc. Protagonista assoluta la difesa dei californiani che non dà respiro al fenomenale quarterback di casa, Cam Newton, al debutto nei playoff, che chiude con un touchdown ma due intercetti e 5 sacks subiti. Dall'altra parte ottima prova del qb Kaepernick che, con i suoi sotto 7-6, trova il lancio vincente per Vernon Davis nei secondi finali del primo tempo per il 13-7 (meta convalidata dopo aver rivisto la moviola) e poi a metà terzo quarto porta in prima persona il pallone in endzone per il 20-10. A sigillare il risultato ci pensa la difesa dei 49ers guidata da Brooks, Bowman e Willis.
Pronti: via!… e subito botte da orbi, colpi proibiti e minacce poco velate. Non se le mandano certo a dire, e per tutti paga Mitchell che, dopo aver litigato con mezza San Francisco, ne prende così tante da uscire per il resto della partita. La difesa di Carolina comincia con il sangue agli occhi.... anche troppo visto che incorrono in diverse penalità, ma Kuechly tiene bene sotto pressione Kaepernick, concedendo solamente un field goal ai niners al termine di un buon drive. Altri 3 punti per San Francisco marcati dall'infallibile Dawson dopo un intercetto di Willis che anticipa il tight end Olsen. E' la scossa per Cam Newton che comincia a correre come sa caricandosi la squadra sulle spalle, propiziando il touchdown di Smith e il field goal di Gano che portano i Panthers in vantaggio 10-6. In questo momento Carolina sembra dominare la partita, ma esce l'esperienza di San Francisco con il suo quarterback che vuol dimostrare di non essere fisicamente inferiore a Newton. Così Kaepernick comincia a correre, e fra lui e il runningback Gore la difesa dei Panthers comincia a concedere qualcosa anche ai lanci, tanto che alla fine del secondo quarto San Francisco va in touchdown con Davis e si porta al riposo sul 13-10.
I Panthers sembrano essersi un pò sgonfiati, mentre la difesa dei Niners non dà più respiro a Newton. Le diverse soluzioni di San Francisco confezionano il touchdown dello stesso Kaepernick, una vera e propria dimostrazione di forza, mentre Bowman con un sack al 3° down spegne ogni tentativo di rimonta di Carolina, alla quale le buone prove di Olsen e del ricevitore Smith non bastano. Così, dopo un altro intercetto, nel 4° quarto un altro field goal di San Francisco fissa il punteggio sul 23-10 mandando per il 3° anno consecutivo i Niners alla Finale di Conference.

DENVER BRONCOS - SAN DIEGO CHARGERS 24-17

I Denver Broncos piegano 24-17 i San Diego Chargers, tenaci però fino alla fine. A Mile High City i padroni di casa partono forte, guidati ovviamente da Peyton Manning: i Broncos dominano per tre quarti e si portano sul 17-0 con due lanci in meta del loro leader per Thomas e Welker, senza contare i falli provocati dalle false partenze della difesa. Ma, anche se non si direbbe, è la difesa dei Broncos che fa una grande partita non lasciando spazi a Rivers che spesso non riesce a chiudere un down. La partita prosegue in una sola direzione per 3 quarti con Manning che pensa più alle statistiche piuttosto che chiuderla (e si fa anche intercettare!). Così invece di 2 touchdown arrivano 2 field goal quando ormai il bottino grosso sembrava a tiro, lasciando di fatto la partita ancora aperta. I Chargers infatti non muoiono mai e riaprono la gara col touchdown di Allen su lancio di Rivers per il 17-7. Ma non basta perchè poco dopo il running back Moreno porta la palla in meta per il 24-7 e sembra chiudere di fatto finalmente il confronto. Invece San Diego segna ancora con Allen e un field goal di Novak, riportando in vita gli spettri dello scorso anno, quando un intercetto nel finale costò la sconfitta contro i Ravens. Infatti ora Denver ha solo un possesso di vantaggio, ma la difesa tiene ancora bene e Manning conduce bene il drive, così ai Chargers rimane solo il sospetto che se avessero giocato tutta la partita anziché solo l'ultimo quarto, forse il risultato finale sarebbe stato differente. Forse.

venerdì 10 gennaio 2014

IT'S TIME TO PLAY FOOTBALL


Non siete ancora stanchi di NFL? Non vi ho ancora stufato? Allora proseguiamo con le news e alcune indiscrezioni sulle 8 squadre rimaste in gara per il Superbowl e di come si stanno preparando a queste semifinali di conference.

DENVER BRONCOS
Peyton Manning, diciotto mesi fa, è arrivato a Denver per un motivo molto semplice, pressoché palese: vincere un Super Bowl con i Broncos. Tutto il resto, ovvero il prolungamento della carriera dopo l’addio ai Colts e la voglia di dimostrare l’integrità fisica dopo l’intervento alle vertebre del collo, non era altro che propedeutico al traguardo finale, al quale tra l’altro Denver non arriva dal 1999, anno del secondo titolo vinto dalla squadra guidata da John Elway, che ora è dirigente e ha avuto la parola decisiva per portare in Colorado un giocatore al quale è indirettamente legato per un’antica vicenda: nel 1983, infatti, proprio Elway si era rifiutato di giocare nei Colts (all’epoca situati a Baltimore) perché troppo deboli, e i diritti su di lui erano stati ceduti a Denver, dove ha giocato per il resto della sua carriera. Il guaio dei Broncos è quello di un attacco che era già formidabile lo scorso anno ma che ebbe un solo momento di disagio nei playoff, con un intercetto lanciato proprio da Manning che diede ai Baltimore Ravens la possibilità di calciare il field goal vincente nel tempo supplementare. E in più una difesa non impermeabile: in uno dei promo in onda su Fox Sports si sente il coach John Fox (tra l’altro costretto a qualche giorno di ospedale a novembre) dire a un difensore, in sintesi, «è bello sapere che possiamo segnare tanti punti, ma sarebbe anche il caso di non costringere l’attacco a farlo ogni volta». Esatto: anche se nel recente passato hanno trionfato squadre dalla difesa sospetta (vedi Green Bay, 2010), non è mai un bene affidarsi solo alla produzione offensiva, che peraltro nel 2013 è stata da record per i Broncos. Primato NFL di punti segnati (606), di partite con almeno 50 punti (3), di giocatori con almeno 10 touchdown (5), mentre Manning, alla sua sedicesima stagione nella NFL, è diventato il quarterback con più passaggi in touchdown (55) e yard (5477) della storia. Il guaio? Tutti questi bei numeri fanno enciclopedia ma conteranno zero al momento in cui inizierà, domenica sera, la partita contro San Diego.


SAN DIEGO CHARGERS

Appunto. Così come i temi tecnico-tattici di Green Bay-San Francisco erano stati parzialmente oscurati dalla grancassa sulle condizioni atmosferiche (che pena, in Italia, sentir poi falsamente parlare di gara più gelida della storia, quando Packers-49ers è stata solo la quinta più fredda giocata a Green Bay), in questi giorni pre-Denver si è fatta molta ironia sul cravattino di Philip Rivers, il quarterback dei Chargers, che ha preso a indossare la cosiddetta cravatta bolo, quelle per intenderci che ricordano più i cowboy che gli uomini d’affari, medaglione in alto e stringhe a scendere. Rivers è un personaggio curioso: nato e cresciuto nel sud degli Stati Uniti, come è palese anche dal suo accento, si è sposato a 20 anni perché, religiosissimo, non concepiva l’idea del sesso prematrimoniale, e l’unica maniera per non cadere nel peccato era appunto quella di modificare il suo status (ora, a 32 anni, ha 7 figli, e le conclusioni le lasciamo a chi legge). Leader non sempre impeccabile, colto a dare in escandescenze a bordo campo, è però il tipo di giocatore capace di infilare con testardaggine 5-6 passaggi decisivi di fila come di non fare una piega se lo staff gli chiede di consegnare molto spesso la palla ai running back, tattica che ad esempio è servita ai Chargers in regular season per vincere sul campo dei Broncos masticando minuti (quasi 40, contro i 20 di possesso degli avversari). Al tirar delle somme, dunque, San Diego è squadra molto pericolosa per Denver, e - cravatte a parte – il concetto è stato espresso così di frequente, in questi giorni, che una vittoria dei Chargers quasi quasi non sarebbe più una reale sorpresa.

NEW ENGLAND PATRIOTS

Ultime notizie: a fare sport – ma anche ad attaccare quadri - ci si può infortunare. Poi capita che la litania degli assenti si allunghi in modo inusuale, come sta capitando ai Patriots. Squadra che gode di grande appoggio anche in Italia, grazie ai successi iniziati ormai 12 anni fa con la vittoria nel Super Bowl del 2002 a New Orleans. Arrivato il trionfo anche nel 2004 e 2005, siamo però ora a otto stagioni consecutive senza successi, con due dolorosissime sconfitte contro i New York Giants nei Super Bowl del 2008 e 2012: pochino, per una squadra guidata in maniera elasticamente intelligente da coach Bill Belichick, la cui ruvidezza esteriore maschera un amore per il football che viene dal profondo e dal passato. Nel quarterback Tom Brady, alla tredicesima stagione da titolare, Belichick ha trovato il suo prolungamento ideale in campo, ma per Brady il tempo comincia a correre un po’ troppo in fretta, e questi playoff rappresentano un punto potenzialmente contraddittorio per lui e per la squadra: da un lato, infatti, i Pats hanno già compiuto un’impresa a qualificarsi ancora per i playoff nonostante la perdita di Rob Gronkowski e Aaron Hernandez, il primo per l’ennesimo infortunio e il secondo per pesantissimi guai con la giustizia, dall’altro questa non può essere una scusa valida, perché gli infortuni sono una variabile sempre presente, anche se nel caso specifico più che il numero conta il peso tattico e morale dei giocatori colpiti, tra cui pilastri difensivi come Will Wilfork, Jerod Mayo, Brandon Spikes, ultimo a finire ko proprio questa settimana.

INDIANAPOLIS COLTS
La parola “predestinato” è pericolosissima in ogni ambito. Non solo sportivo. Chi ne viene caricato si trova a dover inseguire il successo senza margini di fallimento, senza poter cambiare strada, senza potersi voltare indietro. Vinci, ed era tutto chiaro fin dall’inizio. Non vinci, e sei un disgraziato che ha calpestato quel che la natura, la genetica e l’opinione pubblica hanno apparecchiato per te. Andrew Luck, quarterback dei Colts, è in una condizione molto simile a quella descritta. Figlio di un quarterback non memorabile, cresciuto in giro per il mondo (scuole medie a Londra, dove cementò il suo amore per il calcio), andato al college a Stanford dove innaffiano giovani e ne ricavano grandi studenti e – spesso – ottimi giocatori, Luck ha sostituito lo scorso anno ai Colts Peyton Manning senza perdere il sonno ma solo una partita di playoff, solo però dopo averli conquistati alla prima stagione assoluta da professionista. Il bis quest’anno, e sabato scorso il bizzarro 45-44 sui Kansas City Chiefs, con rimonta dal 10-38 nel terzo quarto, buona prestazione ma anche alcuni errori ascrivibili – si dice così, no? – alla scarsa esperienza (poi per chi li commette da esperto si troverà un altro cliché). Inevitabili due dolorosi tormentoni: quelli appunto su Luck – nomen omen – come predestinato in grado di trasmettere tale aura ai compagni, per osmosi (e più prosaicamente con i lanci) e quelli sul confronto a distanza con Ton Brady, che in realtà non andrebbe nemmeno posto visto che i due non hanno nulla in comune. Brady, per dire, entrò nella NFL come sesta scelta, e divenne titolare solo due anni dopo a causa dell’infortunio del titolare Drew Bledsoe, mentre Luck nel 2012 è stato il primo giocatore scelto nel draft ed era titolare già al momento di infilarsi in testa il cappellino con il simbolo del ferro di cavallo. Il vantaggio che Luck ha è però palese: una sconfitta non lo danneggerebbe in nulla, finirebbe nell’archivio alla voce “esperienze da cui bisogna passare” e risulterebbe comunque in un progresso rispetto allo scorso anno. Se Luck vincerà prima o poi un Super Bowl nessuno sarà particolarmente sorpreso. Dovesse vincerlo adesso, allora sarebbe un altro discorso. Ma non ha pressioni addosso, se non quella autogenerata, la voglia di vincere.

SEATTLE SEAHAWKS

 A metà stagione era, con Denver, la squadra più in forma, più lanciata, più solida, nonostante qualche problema nella linea di attacco, ovvero il reparto incaricato di proteggere il quarterback quando lancia e aprire la strada ai running back che corrono con la palla. Il quarterback (qb) medesimo, Russell Wilson, non ha mai accusato quello che secondo il luogo comune dello sport americano viene chiamato sophomore slump, ovvero il calo della seconda stagione che viene spesso mostrato da chi si è comportato meglio del previsto nell’anno di debutto. In dicembre i Seahawks hanno perso qualche colpo, oltre che il cornerback Brandon Browner, sospeso per assunzione di sostanze illegali, ma restano una squadra versatile, potente, capace di segnare in ogni momento grazie anche al running  back Marshawn Lynch. Con una difesa orgogliosa e reattiva ma costretta ultimamente a utilizzare troppi incalzi in ruoli decisivi come i defensive back, in parole povere quelli che difendono sui lanci. Resta dalla loro un fattore campo più pesante della media, per quel che conta. Il perché lo vediamo tra poche righe.

NEW ORLEANS SAINTS
 A conferma del fatto che le cabale contano solo finché non vengono smantellate, e dunque contano zero, i Saints non avevano mai vinto una partita di playoff in trasferta nella loro storia, e lo hanno fatto sabato a Philadelphia in un ambiente che si pensava ostile dal punto di vista climatico, ancor più per chi normalmente gioca al coperto. Problemi, in realtà? Nessuno, su quel fronte. La trasferta a Seattle pone dilemmi di altro tipo: non il gelo o la neve, anche se il clima sarà freddo, ma il baccano di uno stadio che tra quelli della NFL è il più ‘europeo’ come scenario. Al di fuori, ad esempio, i parcheggi non sono adiacenti ma lievemente lontani, e gli immediati dintorni del CenturyLink Field brulicano così di gente come può capitare di vedere in uno stadio di calcio dalle nostre parti o, meglio, in Inghilterra o Germania. All’interno, il pubblico è noto come “il dodicesimo uomo”, ma se l’appellativo è semplice autocelebrazione propagandistica la realtà parla di un tifo che spesso mette in difficoltà gli attacchi avversari nel momento in cui il qb deve chiamare gli schemi o le modifiche, e non riesce a farsi sentire: dal 2005 in poi al CenturyLink Field le cosiddette ‘false partenze’ cioè le penalità in cui incappa un giocatore di attacco che si muove prima del dovuto proprio perché non sente le chiamate del qb, sono state 130, ovvero 15 in più rispetto allo stadio secondo in questa graduatoria. Aiuta anche la conformazione dello stadio, con tribune più a ridosso del campo e ripide che nella maggioranza degli impianti. È per questo che da sabato sera, terminata la partita a Phila, i Saints si sono preparati in maniera speciale, cercando di ricostruire a casa loro l’ambiente che troveranno: con l’utilizzo – rituale per ogni squadra – di casse stereo per diffondere una simulazione di baccano dei tifosi e addirittura con la scelta di dipingere l’emblema dei Seahawks sul proprio campo di allenamento. Tutte cose inutili, ovviamente, se la squadra guidata da Drew Brees in sé non avesse le doti per vincere a Seattle. E le ha.

CAROLINA PANTHERS
Squadra che la NFL potrebbe eleggere a proprio manifesto, volendolo. La lega, infatti, è caratterizzata da un estremo equilibrio e dalla possibilità per ogni team di migliorare (o peggiorare) radicalmente il proprio rendimento da un anno all’altro, con le manovre giuste. Dodici mesi fa si riteneva il coach, Ron Rivera, un miracolato per essere riuscito a salvare il posto con un buon finale di stagione. Ora, i Panthers entrano nei playoff con una carica che non si vedeva da una decina di anni, da quando cioè Carolina andò vicinissima a battere New England nel Super Bowl. Le risorse ci sono: un ambiente caldo e non più abituato a immaginarsi determinati traguardi, un qb (Cam Newton) mai pienamente accettato dal grande pubblico NFL come di alto livello e però pericoloso sia nei lanci sia nelle corse e una difesa commovente, a volte, per la pressione che esercita sugli attacchi avversari con gli uomini di linea, e per la presenza di linebacker di grande valore, tra cui il giovane Luke Kuechly e l’esperto Thomas Davis, tornato in campo nel 2012 dopo avere subito ben TRE rotture del medesimo legamento crociato anteriore del ginocchio in due anni. Era successo anche due mesi fa proprio nella vittoria a San Francisco: che non fa testo in proiezione playoff, perché due mesi sono un tempo lunghissimo nella NFL e quel giorno c’erano assenze e uno stato di forma differente, ma che aveva a suo modo certificato che Carolina edizione 2013 non era più squadra da afflosciarsi in partite difficili.

SAN FRANCISCO 49ERS
 Finalisti lo scorso anno, costretti dalle regole del tabellone dei playoff a giocare in trasferta la prima partita contro una squadra che in regular season aveva vinto meno di loro, i 49ers hanno tutto quello che serve per tornare al Super Bowl, specialmente in serate come quelle di domenica scorsa, in cui il quarterback Colin Kaepernick mostra di poter essere di piuma – quando lancia – e di ferro, quando corre, anche se togliendo le 4 clamorose gare contro i Packers nelle ultime due stagioni la sua media di yard su corse è appena di 30 a partita. Di fatto, Carolina-San Francisco è affascinante non solo guardando al quadro generale – in fondo, la vincente sarà poi a una sola partita di distanza dal Super Bowl - ma anche nello specifico di un duello a distanza tra due qb dalla doppia dimensione di gioco, e a cui dunque le difese devono prestare attenzione diversa rispetto, per dire, a un Peyton Manning che mette il pallone sotto il braccio e corre personalmente solo in casi eccezionali, così poco numerosi da essere ricordati tutti a memoria. Kaepernick sembra più incisivo di Newton, ed ha una linea di attacco poderosa a proteggerlo: ma se il football si riducesse al confronto tra quarterback non sarebbe il meraviglioso sport di squadra che è. Dunque, occhio.



(in rosso le statistiche peggiori)

giovedì 9 gennaio 2014

QUARTERBACK: THE NEW GENERATION

COLIN KAEPERNICK - San Francisco 49'RS - Anni 26 - Altezza 196 cm - Peso 106kg

Scelto da San Francisco nel Draft del 2011 come riserva di Alex Smith, prese il suo posto dopo la commozione cerebrale di quest'ultimo a metà stagione convincendo il coach Jim Harbaugh a puntare su di lui nonostante l'ottimo rendimento di Smith (ora a Kansa City). Kaepernick ha ripagato la scelta fornendo ottime prestazioni, come la sua prima gara di playoff contro Green Bay nella quale ha lanciato 2 touchdown e ne ha segnati 2 lui stesso, stabilendo il nuovo record di yard corse per un quarterback in una sola gara (181!) oppure al Superbowl dove ha sfiorato il successo per un soffio contro i Baltimore Ravens (34-31). Tenuto a freno dal suo coach per tutto l'anno onde evitare infortuni, dall'ultima gara di stagione contro i Falcons ha ripreso le sue corse devastanti che, come ha dimostrato il playoff vinto anche quest'anno contro i Green Bay Packers, non permettono alle difese avversarie di trovare soluzioni efficaci in difesa. Ha terminato questa stagione con 24 touchdown lanciati e 4 segnati.
http://www.nfl.com/videos/nfl-game-highlights/0ap2000000135690/Super-Bowl-XLVII-Ravens-vs-49ers-highlights

RUSSEL WILSON - Seattle Seahawks - Anni 25 - Altezza 180cm - Peso 93kg

Snobbato durante il Draft del 2012 a causa della sua altezza modesta è stato scelto da Seattle solamente al 3° giro, per giocarsi il posto da titolare con Flynn, poi guadagnato sul campo a suon di prestazioni impressionanti tanto da terminare la sua prima stagione con 26 touchdown (pareggiando il record per un rookie di un certo Payton Manning) e un rating di 100,0 sui passaggi completi. Vinto il suo incontro all'esordio nei playoff contro i Redskins si è dovuto piegare a 8" dal termine contro i Falcons (30-28) concludendo comunque imbattuto tra le mura amiche di Seattle (unica squadra lo scorso anno). L'imbattibilità casalinga è durata fino alla penultima partita di quest'anno, persa contro i Cardinals ma Wilson ha raggiunto alla sua seconda stagione il record di touchdown (assieme a Manning e Dan Marino) e di vittorie (23) nei primi 2 anni, oltre al numero di vittorie in trasferta (6)

http://www.nfl.com/videos/nfl-game-highlights/0ap2000000292017/Week-13-Russell-Wilson-highlights

CAM NEWTON
- Carolina Panthers - Anni 24 - Altezza 196cm - Peso 112kg

Scelto come quarterback titolare subito dai panthers nel 2011 ha stabilito il record di touchdown su corsa per un quarterback (14 in quella stagione!) e votato come miglior rookie dell'anno.
Lo scorso anno non è stato buono come al debutto, ma per demerito di una squadra non altezza, non per causa sua che comunque ha lanciato per 19 touchdown segnandone lui stesso 8. Aiutato sicuramente quest'anno da un'ottima difesa, ha lanciato per 24 touchdown segnandone 8 migliorando tutte le sue statistiche di passaggi completi e yards conquistate.

http://www.nfl.com/videos/nfl-game-highlights/0ap2000000269248/Week-8-Cam-Newton-highlights

ANDREW LUCK - Indianapolis Colts - Anni 24 - Altezza 193cm - Peso 107kg

Malgrado fosse pronosticato come prima scelta nel Draft del 2011 ha preferito giocare l'ultima stagione nel football universitario stabilendo diversi record come quarterback. Questo lo ha spinto a diventare il giocatore più ambito nel Draft 2012, tanto da indurre alcune squadre a peggiorare i loro rating per potersi assicurare la prima scelta. E così l'hanno spuntata i Colts con un quadriennale da 23 milioni di dollari per il giovane talento che quell'anno li ha portati subito ai playoff e ha stabilito il nuovo record di yards passate da un rookie in una partita e alla fine nell'intera stagione.
Visto ora come il nuovo "Manning" ha portato Indianapolis alla vittoria della AFC South togliendosi la soddisfazione di battere entrambe le candidate alla vittoria finale del Superbowl: i Seattle Seahawks 34-28 e i Denver Broncos proprio dell'ex Manning 39-33 chiudendo l'anno con 23 touchdown e 9 intercetti.

http://www.nfl.com/videos/nfl-game-highlights/0ap2000000266941/GameDay-Broncos-vs-Colts-highlights

QUARTERBACK: THE OLD SCHOOL IN PLAYOFF


 NEW SCHOOL vs OLD GUARD
In questi playoff ci sarà l'occasione per vedere all'opera i migliori rappresentanti della vecchia guardia di quarterback (tutti over 32) che si affidano ad un gioco fatto di lanci e strategia, che tagliano e cuciono e che hanno le mani di velluto contrapposti alle migliori giovani promesse (ormai già affermate) under 25 costruiti con muscoli scolpiti in palestra e lezioni di tecnica che corrono e placcano e "sparano" siluri a volte irricevibili perché troppo forti!
Vediamoli uno per uno in ordine di età.


PEYTON MANNING - Denver Broncos - anni 37 - Altezza 196cm - Peso 104kg

Alla sua Sedicesima stagione in NFL è figlio d'arte della leggenda dei New Orleans Saints Archie Manning e fratello maggiore di Eli Manning (qb dei NY Giants vincitore di 2 Superbowl).
Dopo 14 stagioni ad Indianapolis (dove conduce i Colts alla vittoria nel Superbowl XLI contro i Chicago Bears per 29-17 e perde invece il Superbowl XLIV contro i Saints) passa nel 2012 ai Denver Broncos, polverizzando qualsiasi record nella NFL.
Definito dal suo acerrimo rivale e amico Tom Brady (qb di New England) come "Il migliore di tutti i tempi" e per 4 volte MVP della NFL quest'anno ha pareggiato il record di 7 passaggi da touchdown in una sola partita, completandone addirittura 55 (con soli 10 intercetti) ed è candidato assieme a Denver alla vittoria finale del Superbowl dopo essere sorprendentemente uscito lo scorso anno in un entusiasmante match contro i futuri campioni Baltimore Ravens perso dopo il secondo overtime 38-35.

http://www.nfl.com/videos/nfl-game-highlights/0ap2000000125523/GameDay-Ravens-vs-Broncos-highlights


TOM BRADY - New England Patriots - Anni 36 - Altezza 193 cm - Peso 102kg

Quarterback per 14 stagioni dei New England Patriots li ha portati 5 volte al Superbowl vincendone ben 3. Eletto 2 volte MVP della lega e 2 volte MVP del Superbowl (unico ad esserci riuscito più di una volta assieme a Joe Montana) ha il record di 21 partite vinte consecutivamente tra il 2003 e il 2004 e lo scorso anno ha superato lo stesso Joe Montana come quarterback più vincente nei play off con 17 partite vinte. Lo scorso anno i sorprendenti Ravens (31-30) gli impedirono di diventare il primo quarterback a disputare 6 Superbowl. Il suo movimento fuori dalla "tasca" ha fatto scuola e quest'anno ha lanciato "solamente" 25 touchdown, contro gli oltre 35 delle 3 stagioni precendenti.


http://www.nfl.com/videos/nfl-game-highlights/0ap2000000128962/Ravens-vs-Patriots-highlights

DREW BREES - New Orleans Saints - Anni 34 - Altezza 183 cm - Peso 95kg

Dal 2001 al 2005 in forze ai San Diego Chargers che gli preferirono poi Philip Rivers nel 2004. L'anno di convivenza fu nettamente a favore di Brees che portò la squadra a vincere la AFC West e a venir premiato come NFL Comeback Player of the bear. A fine anno divenne free agent con San Diego ormai impegnata con una grossa somma su Rivers dopo il suo infortunio alla spalla e nonostante gli proposero un contratto di 5 anni a 50 milioni di dollari, Brees rifiutò valutando Miami Dolphins e New Orleans Saints.
Approdato a questi ultimi li portò alla vittoria del XLIV Superbowl contro i favoritissimi Indianapolis Colts di Peyton Manning, sconfitti 31-17, e venne eletto per 2 volte MVP della NFL (2008-2011). Per lui quest'anno 39 touchdown e 12 intercetti, mentre lo scorso anno le sconfitte al termine della stagione con San Francisco e i New York Giants impedirono a Brees e ai Saints di approdare ai playoff

 http://www.nfl.com/videos/nfl-game-highlights/09000d5d816481db/Saints-31-Colts-17

PHILIP RIVERS - San Diego Chargers - Anni 32 - Altezza 196 cm - Peso 103kg

Dal 2004 ai San Diego Chargers che investirono su di lui con un contratto di 6 anni  e quasi 60 milioni di dollari, trovò posto come qb titolare solo dalla fine del 2005, quando Brees si fece male e lui lo sostituì definitivamente. Premiato come quarterback dell'anno nel 2010 ha ottenuto 5 convocazioni per il Pro Bowl. Dopo aver portato i Chargers ai playoff dal 2006 al 2009, ci ritorna quest'anno grazie alla striscia delle ultime 4 partite tutte vinte (anche se grazie a diversi episodi favorevoli). Quest'anno Rivers ha disputato una buona stagione finendo al 4° posto per yard passate e per passaggi da touchdown e portando alla vittoria San Diego sul campo finora inviolato dei Cincinnati Bengals nel primo turno dei playoff.

http://www.nfl.com/videos/nfl-game-highlights/0ap2000000306167/Week-17-Chiefs-vs-Chargers-highlights

martedì 7 gennaio 2014

SETTIMANA DEL 4/5 GENNAIO PLAY OFF - WILD CARD

FIRST ROUND WILD CARD PLAY OFF

Pronti: via! Si inizia subito con una partita entusiasmante che vede prevalere gli INDIANAPOLIS COLTS sui KANSAS CITY CHIEF per 45-44. Smith e i Chief conducono i primi 2 quarti in maniera perfetta portando il punteggio sul 31-10 grazie a 4 touchdown contro la difesa dei Colts che aveva concesso solo 20 punti nelle ultime 3 partite. La ripresa della seconda metà della partita sembra sulla stessa linea con il 3° intercetto a Andrew Luck che consente il touchdown di Davis e che porta il punteggio sul 38-10 per Kansas con la partita che sembra chiusa. Invece proprio Luck è l'artefice della rimonta: prima un touchdown di Brown dopo un lancio di 79 yards, poi altri 3 (di cui uno suo dopo un rimpallo!nella foto) prima di quello finale con un passaggio di 64 yards per il touchdown di Hilton. Sfortunati Smith (4 TD pass per lui) e i suoi che devono combattere anche con la malasorte: Kansas aveva fatto giocare l'ultima discussa partita con San Diego (persa tra mille polemiche e qualche irregolarità di troppo) alle riserve per evitare infortuni ed invece si è dovuta privare subito del runningback titolare Jamaal Charles, seguito a metà partita dal sostituto, l'ottimo Davis (2TD per lui e tante corse), dal ricevitore Avery (anche lui a segno) e dai 2 difensori titolari Flowers e Houston. Senza contare che sul 4 e 11 a 2 minuti dalla fine Smith lancia un incompleto per un piede fuori di qualche centimetro che avrebbe consentito Kansas di ottenere un'ottima posizione per un Field Goal decisivo. Ma, come diceva Al Pacino in "Any Given Sunday", è una questione di centimetri…..


E subito un'altra sorpresa con la vittoria dei SAN DIEGO CHARGERS sui CINCINNATI BENGALS per 27-10. Prima parte dell'incontro equilibrato dove al touchdown di Woodhead per San Diego risponde Dalton che con un lancio di 60 yards per Jones spalanca la porta al TD di Gresham per Cincinnati che si porta avanti ala fine del 2° quarto con un Field goal di Nugent per il 10-7. Sembra una passeggiata per i tigrotti che invece si squagliano: da una parte il QB Rivers dei Chargers manda in endzone Green con 2 lanci, mentre dall'altra a Dalton viene il "braccino" e dopo aver perso palla al termine di una sua corsa al contatto col terreno (nella foto, a cui seguono 3 punti per San Diego) viene intercettato altre 2 volte per un sanguinoso score di 0-13. Poi Rivers guida bene i suoi con drive molto lunghi che consentono a Brown di segnare ancora fissando il risultato finale. Davvero i Bengals (ma soprattutto Dalton che è stato imbarazzante) hanno buttato via quanto fatto di buono in tutta la stagione, visto che in casa non avevano mai perso e permettono così ai Chargers (autori di una partita onesta ma non sensazionale) di andare avanti e giocarsela con i "galacticos" Denver Broncos ma non senza speranze, visto che sono stati una delle 3 squadre che li ha battuti nella regular season (27-20).


I SAN FRANCISCO 49'RS vincono ancora una volta di misura all'ultimo secondo contro i GREEN BAY PACKERS per 23-20 nei -29° del Lambeau Field nel Wisconsin davanti comunque a 70.000 tifosi congelati! Solito gioco irritante dei Niners con Kaepernick con poche idee e confuse e che spesso deve risolvere da solo le situazioni più intricate o sprecando timeout e solita incapacità di concludere in endzone ogni volta che si portano i drive sotto le 30 yards (ricordiamo che lo scorso anno i 49'rs persero il Superbowl per 4 tentativi sotto le 5 yards non trasformati negli ultimi minuti!). Così i 2 ottimi drive iniziali portano solamente 6 punti e Kaepernick deve ringraziare la sua difesa se Aaron Rodgers non riesce a chiudere neppure un down. Una palla intercettata al qb di San Francisco sulle 30 yards di Green Bay è il preludio al touchdown di Nelson per i Packers e quindi da un possibile 0-21 il punteggio è invece di 7-6 per Green Bay. Come già detto Colin Kaepernick deve dimostrare di che pasta è fatto e porta a termine 50 yards di corsa tutte da solo (nella foto), per concludere poi con il touchdown di Gore. All'intervallo siamo 13-10 per i niners e la partita prosegue sempre sulla stessa onda: attacco di San Francisco che non produce ma difesa che blocca tutto. Si accende però (finalmente) Rodgers che su un 4e 4 esce con una magia da un "tombino" di 3 difensori dei Niners e lancia a Nelson a 10 yards dal touchdown, realizzato poi da Kuhn. San Francisco non ci sta e risponde con il touchdown di Davis. Crosby con un field goal porta il match in parità e ancora una volta la "melina" di San Francisco permette a Dawson di segnare i 3 punti decisivi a pochi secondi dalla fine, senza lasciare replica a Rodgers e ai suoi.


Anche i NEW ORLEANS SAINTS vincono a fatica con i PHILADELPHIA EAGLES per 26-24 con un fiele goal di Graham negli ultimi secondi. Negli ultimi 3 anni Brees e i Saints sono sempre usciti subito dai playoff e anche questa volta la musica sembra la stessa con il qb di New Orleans che si fa intercettare per ben 2 volte. Ma l'ottima prova della difesa dei Saints (la seconda nella Nfl contro i passaggi) tarpa le ali a Nick Foles concedendo solamente 2 field goal. Così a metà incontro siamo sul 7-6 per i Saints (touchdown di Cooper). Brees comincia ad affidarsi alle corse dei suoi runningback Ingram (nella foto la sua danza post touchdown), Sproles e Robinson che confezionano 2 touchdown, ma è ottima la prova di Foles che permette agli Eagles di segnare con McCoy e Ertz. A 5 minuti dalla fine Philadelphia è incredibilmente avanti 24-23, ma l'ottima gestione dei drive di un Brees ritrovato porta al field goal finale che consente a New Orleans di passare il turno.



NEXT ROUND

Alla fine paga sempre il detto "L'attacco fa vendere i biglietti ma sono le difese che vincono le partite". Così restano in corsa 6 delle 7 miglior difese della lega, con l'unica eccezione dei Cincinnati Bengals (che aveva la 3ª) in favore di Indianapolis. Un quadro dei playoff che prosegue così:




Sabato 11 Gennaio: SEATTLE SEAHAWKS - NEW ORLEANS SAINTS (diretta sabato 11 alle 22:30)

Fino a qualche settimana fa i SEATTLE SEAHAWKS sembravano una corazzata inaffondabile forte della miglior difesa della NFL con solamente 4378 yards concesse (44 sacks e 28 intercetti con 4 Td difensivi), poi dopo la sconfitta di misura con i San Francisco 49'rs (19-17) sono andati un pò in calando rischiando di perdere anche la testa della NFC Ovest dopo aver perso anche contro gli Arizona Cardinals (10-17) alla penultima giornata. Con un parziale di 13-3 hanno comunque vinto la National Football e sono i più accreditati per arrivare al Superbowl. A guidarli è il giovanissimo e talentuoso Russel Wilson (25 anni con 257 completi e 26 Touchdown) che ha dalla sua parte due veri fenomeni: il runningback Marshawn Lynch (1257 yards corse per 14 touchdown) in attacco e in difesa Richard Sherman (8 intercetti con 1 TD difensivo). i 5 touchdown a testa dei ricevitori Tate, Baldwin, Miller e Kearse dimostrano quanto Wilson abbia in pugno la squadra nonostante sia soltanto alla seconda stagione nella NFL.
Durante la regular season Seattle ha strapazzato New Orleans con un 34-7 che grida vendetta e se i Saints sono quelli visti con Philadelphia non penso che riusciranno a sovvertire il pronostico

Sabato 11 Gennaio: INDIANAPOLIS COLTS - NEW ENGLAND PATRIOTS (differita domenica 12 alle 12:00)
I NEW ENGLAND PATRIOTS sono sicuramente la miglior "squadra" (inteso come gioco e collettivo) della NFL. Hanno vinto a mani basse la AFC Est (12-4) e sono andati ad un soffio dal vincere l'American Football. Stiamo parlando di una squadra che nello scontro con i Denver Broncos era sotto 24-0 a metà partita ed è riuscita ad arrivare ai supplementari con un parziale di 31-7 per poi vincere 34-31. Il vero uomo/squadra è cap. Tom Brady, capace di lanciare per 4343 yards, con 380 completi e 25 touchdown. Ma la vera forza di New England è il collettivo, sempre compatto e sostenuto da un gioco che coinvolge tutti. Lo dimostra il fatto che l'attacco non ha un giocatore che emerge sugli altri visto che Brady sfrutta allo stesso modo titolari e riserve, potendo contare sempre su giocatori freschi in campo. Lo dimostrano le segnature ugualmente ripartite tra i runningback Ridley (7TD), Blount (7TD), Bolden (3TD) e i ricevitori Edelman (6TD), Thompkins (4TD), Dobson (4TD), Gronkowski (4TD), Vereen (3TD). Buono anche il lavoro della difesa guidata da Hightower (97 placcaggi) e Jones (12 sacks) per un totale di 48 sacks, 17 intercetti e 3 touchdown difensivi.
Colts e Patriots non si sono mai incontrati quest'anno. Il pronostico è tutto per New England: vediamo se Luck e i suoi riusciranno a compiere l'ennesima impresa (occhio al secondo tempo di Indianapolis!).

Domenica 12 Gennaio: CAROLINA PANTHERS - SAN FRANCISCO 49'RS (diretta domenica 12 alle 19:00)
I CAROLINA PANTHERS sono riusciti in pochi anni a passare dagli ultimi posti della National Football fino a vincere quest'anno la NFC Sud a discapito dei New Orleans Saints battendoli nello scontro diretto per 17-13. Il suo giovane quarteback Cam Newton è destinato a diventare il migliore della NFL negli anni a venire: dotato di buona tecnica, ottimo lancio e gran fisico con 292 completi e 24 touchdown è addirittura il secondo in squadra nelle corse dietro al runningback DeAngelo Williams con 585 yards e 6 TD! Una vera forza della natura sostenuto anche dalla seconda miglior difesa della lega con solamente 4820 yards concesse e ben 60 sacks guidata dal fenomeno Luke Kuechly (156 placcaggi e 4 intercetti). L'attacco è affidato ai runningback Williams (4TD) e Tolbert (5TD) mentre il parco ricevitori è formato da LaFell e Ginn sulla destra (5TD a testa) e Smith (4TD) assieme al Tight end Olsen (6TD) sulla sinistra dimostrando un'ottima distribuzione del gioco.
Nella regular season Carolina ha vinto per 10-9 in una delle più brutte partite dell'anno dove in pratica hanno giocato solo le difese. Prepariamoci quindi a soffrire ancora sperando che i 2 quarterback fisicamente più dotati della Nfl (Newton e Kaepernick) ci facciano vedere qualcosa di buono.

Domenica 12 Gennaio: DENVER BRONCOS - SAN DIEGO CHARGERS (diretta domenica 12 alle 22:30)
E veniamo ai più accreditati alla vittoria finale, i DENVER BRONCOS di Payton Manning. Quest'uomo ha stracciato ormai tutti i record dei quarterback fra completi, Td pass, yards  e ha portato i Broncos a vincere senza difficoltà l'American Football League con uno score di 13 vinte e 3 perse con 606 punti fatti! (il secondo miglior attacco è quello dei Chicago Bears con 445 punti…. tanto per fare un paragone: 150 punti in meno!) per una media di oltre 35 punti/partita!!. Manning ha lanciato ben 55 touchdown quest'anno ai vari Demarius Thomas (14TD), Eric Decker (11TD), Julius Thomas (12TD), Wes Walker (10TD) e può anche contare su 2 ottimi runningback come Knowshon Moreno (13TD) e Montee Ball (4TD). Ma a parte lo stratosferico attacco anche la difesa si comporta egregiamente essendo la 6ª per yards concesse con 41 sacks e 17 intercetti. Sulla carta una squadra che non ha punti deboli, che già lo scorso anno era tra le favorite ma che perse con i Ravens al secondo overtime 38-35, con Flacco che giocò alla pari di Manning una partita incredibile!
Parità nella regular season con Denver vittoriosa alla prima per 28-20 ma poi sconfitta (una delle 3) in finale di stagione per 27-20 con un parziale tra il 2° e 3° quarto di 21-0. Certo fin qui a San Diego è andato tutto bene, ma è anche vero che hanno vinto tutte le ultime 5 partite (anche se con qualche "aiutino"). Sarà un "Davide contro Golia" comunque molto piacevole.