"Qui giace D&D
compagno di mille serate, amante ideale"
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Proprio qualche giorno fa parlavo su skype con Lele e Teo delle motivazioni che ci spingevano a giocare a D&D: in fondo abbiamo sempre detto che era una scusa - la "nostra scusa", quella preferita - per incontrarci e stare insieme. Siamo cresciuti con questo gioco (il GdR in generale) come amici e come persone, e con la crescita sono iniziati anche gli impegni diversi per ciascuno di noi. Fino a che si è studenti (Lele, prendo su anche te...) il tempo ce lo si organizza un po' come si vuole, con una certa flessibilità. Poi ci si accorge di non essere omosessuali (tranne - forse - Mauro) e si passa dalla "figa-oggetto" alla "figa-persona" (scusate la brutalità...), ci si innamora, e già questo fa saltare qualche schema; si incomincia a vedere il mondo come un posto in cui si può interagire (molto ruolistica come concezione...), fioriscono hobby, passioni, ecc ecc... Questi cambiamenti però avvengono abbastanza lentamente, tanto lentamente da non minare gli spazi che da studentelli ci si è riusciti a ricavare; semplicemente si insinuano più o meno silenziosi nella nostra vita e richiedono poco a poco sempre più spazio. Da Re della tua vita ti accorgi che la rivoluzione è in atto solo quando ci sono i forcali sotto le finestre del palazzo... Ci si sposa, si trova un lavoro fisso (anche se normalmente l'ordine dovrebbe essere il contrario...), si mette su casa (che richiede un puttanaio di tempo...) e lo spazio per le tue passioni diminuisce. Poi nascono/crescono gli impegni nella società - politica/parrocchia... - ed il tempo è ancora meno. O meglio, l'ordine delle priorità cambia e così l'hobby prende il posto che per definizione dovrebbe avere: passatempo, riempitivo di spazi "morti" (prendetela con le pinze... per me sono molto più vivi di certi altri spazi...). Già quindi trovare uno spazio fisso per ciò che di fisso ha poco o nulla è praticamente impossibile per ciascuno di noi. Figuriamoci riuscire a conciliare i tempi e gli spazi di ben 6 persone diverse!
E allora torna la domanda: perchè giochiamo a D&D? Queste sono le mie motivazioni (immagino condivise quasi in toto): 1) Ho bisogno di passare del tempo con i miei amici; 2) Voglio passarlo in maniera divertente (e che sia quindi divertente per tutti); 3) la passione per il fantasy ed i giochi di ruolo è quella ci ha sempre accomunato tutti --> ergo (come diceva il buon Benzoni), D&D è il passatempo perfetto.
Però (perchè c'è sempre un però...): A) Preparare una missione richiede tempo anche a casa; B) Giocare ogni 2 mesi - per poter esserci tutti - non facilita certamente la fluidità della storia (che passa inevitabilmente in secondo piano); C) Impiegare intere serate per prendere 1 decisione e fare 1 incontro smorza sicuramente l'entusiasmo di tutti.
Ci ho riflettuto molto, e non credo che la maggior atmosfera (come aveva suggerito qualcuno) possa "rivitalizzare" sostanzialmente le nostre serate, e nemmeno il giocare senza qualcuno (sono d'accordo con Teo quando dice che i livelli alti non aiutano; gestire un PG di 10° non è certo gestirne uno di 4/5°...). Ho pensato di togliere gli incontri "riempitivi", come quelli casuali nel bosco (ma in fondo non creano atmosfera anche quelli??); di tagliare la storia e renderla più lineare, per farvi giocare solo i punti cruciali (ma in un GdR dove a scegliere sono i giocatori non dovrebbero essere tutti più o meno cruciali??); ed alla fine mi sono accorto che facendo così "ridurremmo" il D&D ad un boardgame...
E qui casca l'asino...
Ho spinto molto per prendere Descent perchè soddisfava appieno le prime 3 motivazioni; ora che sento la fatica (penso da parte di tutti) di ritagliarci del tempo per stare assieme e condividere la passione comune, vedo che probabilmente risponde in pieno anche alla nostra concezione di Gioco di Ruolo ed alle nostre esigenze: semplice, breve (e comunque autoconclusivo), giocabile anche se manca qualcuno. E' fantasy, è di tozze - ma molto tattico -, e customizzabilissimo.
Che dire... inizierei già da stasera...!
