giovedì 12 gennaio 2017

TUTTI AL CINEMA!

 
19 GENNAIO: ARRIVAL 
9 FEBBRAIO: LEGO BATMAN IL FILM 
2 MARZO: LOGAN 
2 MARZO: TRAINSPOTTING 2 
9 MARZO: KONG SKULL ISLAND 
16 MARZO: LA BELLA E LA BESTIA 
23 MARZO: KING ARTHUR IL POTERE DELLA SPADA 
30 MARZO: GHOST IN THE SHELL 
25 APRILE: GUARDIANI DELLA GALASSIA 2 
11 MAGGIO: ALIEN COVENANT 
1 GIUGNO: WONDER WOMAN 
6 LUGLIO: SPIDERMAN HOMECOMING 
28 LUGLIO: JUMANJI 2 
10 AGOSTO: LA TORRE NERA 
21 SETTEMBRE: IT 
5 OTTOBRE: BLADE RUNNER 2049 
25 OTTOBRE: THOR RAGNAROCK 
23 NOVEMBRE: JUSTICE LEAGUE 
15 DICEMBRE: STAR WARS EPISODE VIII

martedì 10 gennaio 2017

PLAY OFF ROUND 1

 
WILD CARD: STEELERS 30 - DOLPHINS 12
Partita senza storia a Pittsburgh, dove i padroni di casa travolgono i Dolphins con una super prestazione sia offensiva che difensiva. Pittsburgh parte fortissimo con 2 TD di Roethlisberger (197 yards, 2 TD e 2 intercetti) per Antonio Brown (124 yards e 2 TD), Miami tenta di reagire, ma il front seven dei padroni di casa sovrasta la linea offensiva dei Dolphins che non riesce a far entrare in partita Ajayi (45 yards complessive). Nel finale del primo tempo Bell segna su corsa, ma Boswell sbaglia il PAT. Nell'ultimo minuto Big Ben si fa intercettare da Thomas, Miami percorre tutto il campo, ma una fiammata di James Harrison porta a un fumble sanguinoso perso da Moore. Miami perde il pallone sui primi 2 possessi del terzo quarto e spreca le ultime chance di rientrare in partita, Pittsburgh ne approfitta facendo correre il fortissimo Bell (174 yards complessive e 2 TD), che segna ancora su corsa e stabilisce il nuovo record di Yard guadagnate da un RB degli Steelers nella storia dei Playoff. Sul 30 a 6 Miami gioca l'ultimo quarto per l'onore e trova un TD con Moore (289 yards, 1 TD, 1 intercetto e 2 fumble persi) che pesca Williams per il TD della bandiera. Bellissima partita degli Steelers, in attacco i soliti tre tenori macinano yards su yards. In difesa uno strepitoso Shazier (6 tackle e 1 intercetto) e un eterno James Harrison (10 tackle, 1.5 sack e 1 fumble forzato) prenotano un volo per Kansas City dove li attendono i Chiefs. I Dolphins senza Tannehill e con una difesa che non trova nessuna opposizione ai fenomeni di Pittsburgh chiudono una stagione comunque positiva. Per vincere il titolo però servirà migliorare tanto la difesa aggiungendo talento soprattutto nei LB.
MVP: Le'Veon Bell, RB Steelers che guadagna 174 yards e segna 2 TD.
 
WILD CARD: SEAHAWKS 26 - LIONS 6
Seattle vince e convince contro Detroit confermandosi squadra totalmente diversa in Postseason. La linea d'attacco gioca benissimo sulle corse e il RB Rawls gioca la miglior partita stagionale. La partita resta equilibrata per 2 quarti, Seattle mostra una bella difesa sul temibile attacco dei Lions, in attacco ci pensa Paul Richardson a segnare su una giocata bella quanto controversa che vede il WR ed il S Wilson arrivare al contatto prima che arrivi il pallone. Nel secondo tempo Stafford sbaglia la misura di molti lanci sotto la grande pressione dei Seahawks, così Russell Wilson accende Baldwin che porta i suoi a ridosso della End Zone, dove Rawls allunga sugli avversari. Baldwin trova la gloria personale quando segna il secondo TD ad una mano della serata per Seattle, chiudendo definitivamente il match. Seattle torna a fare sul serio nel momento caldo della stagione, nel prossimo turno faranno visita al super attacco di Atlanta e vedremo di che pasta sono fatti questi Seahawks. Sconfitta pesante per Detroit che con Stafford limitato da un problema alla mano non riesce a rimanere aggrappata alla partita.
MVP: Thomas Rawls, RB Seahawks, che guadagna 161 yards e segna 1 TD. 
WILD CARD: TEXANS 27 - RAIDERS 14
La Vendetta è un piatto che va servito freddo. Così i Texans vendicano la sconfitta subita in Messico, battendo nettamente Oakland. L'assenza di Derek Carr peserà come un macigno per i Raiders, che non riescono a creare mai gioco e difensivamente non troveranno mai controffensive a Osweiler, che gioca un'ottima partita. Houston parte bene e trova subito 10 punti, grazie ad un calcio di Novak e al TD di Miller (arrivato dopo un intercetto del fenomenale Jadeoveon Clowney). Cook è in balia degli avversari, ma un ritorno di punt di Richard sveglia Oakland, che accorcia le distanze con Murray (51 yards e 1 TD). Prima di andare a riposo si accende Hopkins (67 yards e 1 TD), che riceve una bomba da 38 yards e poco dopo segna il TD che porta Houston sul netto 20 a 7. Nel terzo quarto non succede veramente niente, Houston chiude con appena 22 yards guadagnate, mentre i Raiders fanno peggio, con sole 15 yards di guadagno complice anche un superbo Whitney Mercilus (7 tackle e 2 sack) che stende Cook un paio di volte. L'ultimo quarto si apre con la segnatura su corsa di Osweiler (183 yards e 2 TD complessivi) che chiude la partita. Connor Cook (161 yards, 1 TD e 3 intercetti) ha un ultimo sussulto col TD di Holmes, che rende meno amara la sconfitta, prima di sparare 2 intercetti (Moore e Bouye). Cooper e Crabtree chiudono una pessima partita tra drop e difficoltà varie ricevendo soltanto 43 yards in 2. La stagione dei Raiders si chiude qui, purtroppo l'infortunio di Carr ha trasformato una stagione da sogno in un incubo. I Texans invece vanno avanti, e dovranno vedersela ora con i Patriots di Tom Brady.
MVP: Whitney Mercilus, OLB Texans, placca 7 volte e mette a segno 2 sack.
WILD CARD: PACKERS 38 - GIANTS 13
L'ultima squadra ad accedere ai Divisional Playoff sono i Green Bay Packers, che asfaltano i New York Giants grazie ad uno straripante Aaron Rodgers, che dominerà come solo lui sa fare. L'inizio però è tutto di marca Giants, Eli Manning sembra caldo, ma complici 4 drop (2 di Beckham e 2 di Shepard) non riesce a segnare. Rodgers invece sembra in balia dell'aggressiva difesa dei Giants che gli mette le mani addosso diverse volte. A complicare i piani dei Packers ci si mette pure la sfortuna, visto che il top WR Jordy Nelson è costretto a lasciare il campo dopo un brutto colpo. New York non ne approfitta e smuove solo con Gould che realizza 2 FG. Nel finale del secondo quarto si accende Rodgers che in collaborazione con Adams (125 yards e 1 TD) trova il TD del sorpasso. Ma con un fenomeno del genere in campo non è mai finita, infatti prima del riposo Aaron dimostra a tutti perchè lo chiamano "Mr Hail Mary" infilando un passaggio dell'Ave Maria per Randall Cobb (complice anche un errore della difesa Giants). Nel terzo quarto i Packers mancano un quarto down e Manning (299 yards, 1 TD, 1 intercetto e 1 fumble perso) ne approfitta pescando subito King, ma è solo un fuoco di paglia, perchè Rodgers accelera ancora guidando un perfetto drive chiuso col TD pass per Cobb. Green Bay allunga con un calcio di Crosby e nell'ultimo quarto Rodgers (362 yards e 4 TD) chiude la gara con un altro splendido TD pass per Cobb (116 yards e 3 TD), che realizza la tripletta. I Giants non ci sono più, Eli perde palla dopo un sack di Matthews, nessuno si accorge della palla persa e i Packers ricoprono facilmente l'ovale. Nel finale c'è spazio per il TD su corsa di Ripkowski e per l'intercetto di Randall. Prova pessima di Odell Beckham, protagonista di diversi drop e soltanto 28 yards guadagnate. I Packers con un Rodgers maestoso fanno paura a tutti e settimana prossima vanno a Dallas, con i padroni di casa a caccia della rivincita dopo la sconfitta di 2 anni fa nel divisional del Catch/not Catch di Dez Bryant. Per i Giants si chiude una stagione che poteva regalare qualche sorriso in più, per il prossimo anno però ci sarà da migliorare l'attacco soprattutto il running game, mentre la base difensiva è solo da allungare nelle rotazioni.
MVP: Aaron Rodgers, QB Packers, lancia 362 yards e 4 TD.

martedì 3 gennaio 2017

mercoledì 28 dicembre 2016

A che gioco giochiamo? VII


Anche giochi per i più piccoli!

mercoledì 21 dicembre 2016

PLAYOFF 2016/17: FACCIAMO IL PUNTO DELLA SITUAZIONE!

Due giornate alla fine della Regular season con ancora tutti i seed da decidere e ancora parecchie squadre a lottare per la Post-Season.
Solo 4 squadre su 12 sono già qualificate alla Postseason, sono i Patriots ed i Raiders in AFC, i Cowboys ed i Seahawks in NFC, alle loro spalle la situazione è davvero imprevedibile...
Dunque ora vediamo come potrebbero evolversi le situazioni in entrambe le Conference. 
In AFC i Patriots (12-2) sono sicuri del Bye resta solo da vedere se otterranno la prima Seed o meno, al secondo posto abbiamo gli Oakland Raiders (11-3) che hanno sorpassato i Chiefs (10-4) caduti in casa contro Tennessee. Le ultime partite saranno decisive per capire chi avrà una settimana di riposo data dalla prima o seconda seed e chi addirittura giocherà il primo match dei Playoff in trasferta. 
In AFC North Pittsburgh (9-5) ha ora un match di vantaggio su Baltimore (8-6), sarà decisivo il match di Natale all'Heinz Field tra le due squadre, chi vince metterà quasi sicuramente le mani sulla Division. Nella AFC South la lotta è serrata con Texans (8-6) e Titans (8-6) che avranno all'ultima settimana lo scontro diretto ed i Colts (7-7) che ancora sperano nel colpaccio. Le speranze dei Colts di vincere la division sono attaccate a una doppia sconfitta dei Texans, e di una sola vittoria dei Titans (da ottenere sui Texans e non sui Jaguars); in un eventuale arrivo a 3 la spunterebbero i Texans per il miglior record di division (chiuderanno o 5-1 o 6-0 in division). Le altre squadre in lotta per la Wild Card che dovranno vincere il più possibile in questi ultimi 2 match sono i Dolphins (9-5) che tenteranno di sopravvivere a Bills e Patriots senza Tannehill, i Broncos che avranno i match contro Chiefs e Raiders da qui al termine della stagione, i Ravens (8-6) che hanno i match contro i Bengals ed il match più importante a Pittsburgh domenica, i Texans (8-6) attesi da Bengals e Titans, gli stessi Titans (8-6) con le sfide contro Jaguars e Texans e infine i Colts (7-7) che sono attesi da Raiders e Jaguars. Attenzione ai Tie che potrebbero essere decisivi visto che si rischia un arrivo a 4-5 squadre sul 9-7. Un'ultima nota per Bills che dovrebbero sperare di arrivare insieme ai Dolphins 9-7 ma solo loro due (quindi tutte le altre non dovrebbero andare oltre l'8-8 tranne ovviamente le vincenti delle division) e in quel caso (molto remoto) passerebbero per la Strenght of Victory (forza della vittoria); le speranze dei Bills sono dell'1%.
In NFC, i Seattle Seahawks (9-4-1) hanno scalzato la sorpresa Detroit Lions (9-5) dal secondo posto alle spalle dei Dallas Cowboys (12-2), a completare il quadro dei leader di Division abbiamo i Falcons (9-5) che guidano la NFC South. I Cowboys sono a una vittoria dal seed #1 e il calendario li vedrà affrontare i Lions e gli Eagles.
A rincorrere un posto in Wild Card abbiamo in Pole position i Giants (10-4), mentre per il secondo posto delle Wild Card è lotta serrata tra Tampa Bay (attualmente sesta,8-6), Green Bay (8-6) che ambisce anche al titolo divisionale (Vikings in casa e la sfida tesissima a Detroit nell'ultima giornata), i Redskins (7-6-1) che si sono complicati pesantemente la vita perdendo in casa contro i Panthers e adesso una doppia vittoria potrebbe non bastare (Bears e Giants gli avversari), i Lions che potrebbero essere risucchiati nella lotta visto il calendario molto ostico (Dallas in trasferta e Green Bay in casa), i Falcons che devono difendersi dall'attacco dei Bucs in division (Panthers e Saints gli avversari, stessi anche di Tampa) e anche i Vikings (7-7) che devono sperare in alcuni risultati favorevoli (doppia sconfitta dei Bucs, un 1/2 dei Redskins e vittoria della division dei Lions).
La lotta è intensa e apertissima, tutti i team cercano la vittoria a tutti i costi vuoi per ottenere il fattore campo nei Playoff o vuoi per strappare una qualificazione alla Postseason. Preparatevi a vivere il momento più caldo dell'anno, che la lotta abbia inizio.

lunedì 19 dicembre 2016

D&D Epics: that's a figata!!!

Vi posto il report dell'evento D&D Epics, tenutosi durante Lucca Comics&Games di quest'anno, tratto dal sito Gioconomicon.it. Direi che l'esperienza dev'essere stata veramente bella!

Il chiostro medioevale che ospita la biblioteca Agorà di Lucca ne avrà visti tanti di eventi strani nella sua storia secolare ma siamo sicuri che uno come quello che abbiamo vissuto la scorsa domenica manca all’appello. Nella festosa occasione di Lucca Comics & Games 2016 infatti, ha avuto luogo il primo appuntamento italiano di D&D Epics il “main event” di gioco organizzato della D&D Adventurers League che ha visto impegnati, in contemporanea, più di cento persone tra giocatori e master. Per capire cosa ci potevamo aspettare e quali sono stati gli sforzi e gli investimenti necessari a portare in Italia questo evento, finora realizzato solo in UK e Olanda in Europa, abbiamo estensivamente parlato di questo importante appuntamento con gli organizzatori di Lucca Comics & Games e con il local coordinator del gioco organizzato di D&D. Mancava dunque, solo la prova dei fatti.

Armati di dadi e matite, due redattori di Gioconomicon (compreso lo scrivente), si sono aggiunti alla nutrita schiera di avventurieri che già molto prima dell’apertura erano ansiosi di cimentarsi in questo evento unico nel panorama italiano. Durante il breve lasso di tempo che ha anticipato l’inizio delle sessioni, caratterizzato dall’ordinata registrazione dei partecipanti e da una puntuale assegnazione dei tavoli, regnava una calma innaturale: dubbi, aspettative e curiosità sulle persone che avremmo trovato al tavolo si mescolavano a quella trattenuta eccitazione che si prova quando si è in procinto di realizzare qualcosa di grande. Lo spazio, formato da due ali del primo piano del chiostro, è stato predisposto con cura, su ogni tavolo sono in bella vista lo schermo del master, le mappe di gioco, i manuali e le miniature.
Dove le due ali si uniscono, un maxi schermo è pronto a mostrare la mappa strategica in cui verranno indicate la posizione dei gruppi di gioco, per avere una panoramica generale sull’andamento dell’avventura che ricordiamo, vede tutti i partecipanti giocare in contemporanea lo stesso evento come se fosse una unica, grande, sessione. I partecipanti prendono posto al tavolo e per un caso fortuito quanto curioso, io e il mio collega siamo posizionati alle due estremità opposte della sala, lui giocherà un personaggio alle prime armi e io, distante una lunghissima fila di tavoli, uno che si suppone sia tra i più esperti. Per la sessione infatti, vestirò i panni di un chierico nano di undicesimo livello (tier 3), appartenente al gruppo d’assalto chiamato in gioco “le spade”, mentre il mio collega quelli di un paladino umano di terzo (tier 1) appartenente ai “leoni”. Vivremo la stessa esperienza da due punti di vista diversi.

Al richiamo di Nicola Degobbis, per l’occasione in veste di “master dei master”, il mormorio cessa all’istante e nella sala echeggia il discorso motivazionale del Generale a capo della spedizione militare. Scopriamo di dover riconquistare la città di Phlan, una missione che segue la terza stagione del gioco organizzato e che vede come nemico finale il drago verde Vorgansharax. La sentita arringa ha un effetto inaspettato e per certi versi sorprendente: i partecipanti, fino a quel momento tranquilli e ordinati, irrompono in un grido di eccitazione spontanea che nessuno, neanche i giocatori più stagionati, è riuscito a trattenere. I master iniziano a tessere la narrazione, i dadi a tintinnare, le miniature a muoversi sulle mappe di questo grande assedio di massa. Il gruppo di cui facevo parte, una schiera di livello avanzato con risorse che farebbero invidia agli Avengers, viene teletrasportata da una nave volante direttamente nei sotterranei del castello.
Lo scontro infuria subito, spettri e demoni ci attaccano negli stretti e umidi corridoi ma ce ne liberiamo in fretta a colpi di spada e incantesimi, guadagniamo l’uscita e ci spostiamo in un altro settore del castello mentre sentiamo le urla provenire dagli altri tavoli al raggiungimento degli obiettivi. Ogni tanto, dal controllo centrale arrivano aggiornamenti sullo stato dell’assedio che ci dà la sensazione di contribuire a uno scopo comune, sensazione rafforzata ancora di più dallo scambio di “boon”, bonus momentanei che un gruppo concede a un altro grazie alla soluzione di specifiche quest. Nel cortile esterno, distruggiamo una torre con una bomba alchemica, eliminiamo un arcimago e liberiamo una spia, accumulando “punti vittoria”, una misura della nostra efficienza nella partita. La pausa pranzo, breve ma ordinata, ci permette di riprendere fiato e di confrontarci con gli altri giocatori, ne approfittiamo per raccogliere un feedback di alcuni di loro.

L’azione riprende, tutti sono ansiosi di conquistare posizioni, sconfiggere nemici e mostrare agli altri gruppi di quale pasta sono fatti. La nostra avventura procede, ci infiltriamo nella parte centrale del castello, siamo vicini al drago e si vede, perché i nemici si fanno più ostici. Distruggiamo dei circoli magici, togliendo al drago la possibilità di utilizzare le “lair action” (azioni della tana), un obiettivo importante per la missione, fatto che viene annunciato con enfasi in tutta la sala e che ci ripaga più di qualsiasi altro premio. Si avvicina la sera, ormai giochiamo da molte ore ma non sentiamo la stanchezza, il master continua a sorprenderci mentre arriviamo all’ultima sala, quella dove il drago conserva il tesoro, caratterizzata dalla presenza di una “Pool of Radiance”, nome noto a chi ha giocato l’omonimo videogame di fine anni’80, creato tra l’altro, da David “Zeb” Cook, ospite anche lui del festival lucchese.
All’improvviso, da un altro tavolo arrivano delle grida, ci voltiamo curiosi e vediamo che il drago è entrato in gioco, enorme e minaccioso. Nonostante sia solo una miniatura oversize, la sospensione d’incredulità ha preso il sopravvento: è come fosse nella stanza con noi. Torniamo alla missione, ad attenderci ci sono dei cultisti capitanati nientemeno che da un beholder, le cose si fanno serie. Per fortuna, un altro gruppo di gioco sblocca un obiettivo e questo ci permette di utilizzare dei sauriani come PNG alleati. Molto cavallerescamente, li utilizziamo come scudi umani e per fermare i cultisti che, nel frattempo, stanno portando via il tesoro del drago, oggetto della quest in corso. Lo scontro con il mostro monocolo entra nel vivo ma il timore per il drago ci fa conservare le armi migliori e la scelta si rivela saggia, dopo qualche minuto il drago si sposta dal tavolo iniziale al nostro, piazzandosi al centro della mappa.

Come racconta a gran voce lo speaker, il drago è molto poco contento del nostro intervento sulle sue proprietà e nonostante il mio personaggio sia una sorta di cubo d’acciaio, il soffio della creatura toglie quasi metà dei miei punti ferita. Reggiamo il primo urto e rispondiamo con tutto quello che abbiamo, riuscendo a respingere la creatura, che vola verso altri tavoli. Riprendiamo la partita ma pochi minuti dopo sentiamo un urlo di vittoria provenire da un tavolo vicino, il drago è stato sconfitto!

La voce narrante racconta l’epilogo dell’avventura mentre le urla di esaltazione fanno da eco alle sue parole. Siamo tutti stanchi ma soddisfatti, sono circa le cinque di sera ed è il momento delle ricompense e del debriefing che intercettiamo ai nostri microfoni. Viene stilato un resoconto della sessione e scopriamo che il gruppo che ha ottenuto il maggior successo, con un numero di punti vittoria invidiabile (circa nove quest concluse contro le nostre quattro), è proprio quello di Marco Signore, mio collega paladino che nel primo gruppo si è fatto valere con un approccio rapido ed efficace. Marco conferma che l’aver partecipato al primo Epics italiano è stata un'esperienza assolutamente fantastica. Tra eroismi e fallimenti critici, i più di novanta eroi sono riusciti a liberare Phlan, e al tavolo del Quarto Reggimento Leoni Marco ha incontrato quattro eroici giocatori davvero fuori dal comune. I loro piani di battaglia hanno avuto successo, affrontando l'intera battaglia proprio come un'impresa militare e non come un dungeon run classico, riuscendo così alla fine della giornata ad essere il reggimento più efficace dell'intero evento. Il volto di Marco, il nostro Paladino Vendicatore, mostra giustamente l’orgoglio per il suo gruppo e non nasconde di non vedere l'ora di poter scendere nuovamente in campo al prossimo Epics.

La serata si conclude con una folla inneggiate che scambia sorrisi e ringraziamenti a organizzatori e master, ringraziamenti ai quali ovviamente, partecipiamo anche noi considerando la natura gratuita dell’iniziativa (non altrettanto all’estero) e il grande impegno profuso per il buon esito di un evento che a questo punto possiamo definire epico anche nei fatti e non solo nel nome. Il solo pensiero che le gesta dei nostri eroi potranno influenzare in qualche modo la continuity dei Forgotter Realms ci avvicina a D&D più di quanto non sia successo prima, abbattendo quel muro invisibile che separa (separava) i giocatori dai Maghi di Seattle.
Viene il momento delle valutazioni a freddo: è innegabile l’ottima riuscita dell’appuntamento, superiore alle aspettative più rosee e sebbene qualche dettaglio sia ancora migliorabile (una sala unificata avrebbe amplificato la coesione tra gruppi e reso la mappa più visibile), non c’è stato nessun ostacolo, rallentamento o obiezione di sorta da parte dei partecipanti. “Buona la prima” si dice in gergo cinematografico, un risultato non da poco se consideriamo che il gioco organizzato di D&D in Italia esiste da pochissimo tempo. Alcuni dubbi tecnici, come quello sull’adattabilità di questi moduli allo stile di gioco europeo e italiano in particolare, dove molto tempo viene speso nell’interpretazione dei personaggi, sono stati sciolti: i gruppi, gestiti da master adeguatamente preparati, si sono tranquillamente uniformati alla modalità di gioco richiesta che avvicenda descrizioni e azioni tattiche senza troppe divagazioni, un ritmo serrato indispensabile per riuscire a completare l’avventura nei tempi richiesti.
Concludendo possiamo ribadire come questa sia stata veramente un’esperienza importante che trova pochi eguali nel panorama mondiale. Un ulteriore esempio di ciò che un gioco di ruolo può creare, un risultato aggregativo e interattivo che altri media difficilmente potrebbero eguagliare. Un’esperienza tra l’altro, che non si ferma al tavolo ma che con il sistema di gioco organizzato, continua nel tempo seguendo, il fil rouge del personaggio registrato nei sistemi centrali della Wizards of the Coast. Non possiamo che sperare che la Wizards decida di investire più risorse in iniziative simili e nel gioco organizzato in genere, un modo efficiente per creare una rete di gioco e di promozione, che va dall’autore al giocatore, interessando tutti gli attori di questo mercato che sembra vivere una seconda giovinezza.

martedì 13 dicembre 2016

Che tipo di giocatori siete?

Al seguente link  un bellissimo test per vedere che tipo di giocatore da tavolo si è e cosa si privilegia!
Sarebbe bello farlo tutti e confrontarci per vedere quali sono i giochi da tavolo più "adatti" al nostro modo di giocare.
Di seguito il mio profilo (potreste inserire i vostri di fila):

Relaxed, Immersed, and Gregarious